Pallacanestro Pallavolo Pallamano e Calcio i numeri che non tornano. Prima parte.

La trasparenza inizia con i dati pubblici. Nuovo episodio tra libro Cuore e Kafka.

Ci vorranno anni perché l’attività sportiva scolastica ritorni almeno alla diffusione ed all’interesse collettivo degli anni 70.
Se più volte abbiamo scritto dell’atletica leggera e della moltitudine di errori della Fidal non è che da parte delle altre Federazioni vi siano state politiche lungimiranti.
Il commento di oggi, per la serie tra Libro Cuore e Racconti Kafkiani, parte però da un episodio dal quale è possibile imparare che i regolamenti osservati pedissequamente non sono sempre utili per il modello educativo scolastico; o, quanto meno, le regole devono essere chiare e certe per non lasciare spazi interpretativi nebulosi.
In massima sintesi ecco la storia:
In una regione a Ovest del fiume Mincio alla finale regionale di calcio femminile si sono presentate tre squadre su quattro.

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Perché l’Atletica ha bisogno della scuola e…della matematica!

Senza conoscenza del Valore di ogni prestazione l’Atletica è solo un numero vuoto.

L’argomento di questi giorni dovrebbe essere certamente il commento intorno alla audizione del Ministro Bussetti davanti alla Commissione Cultura, congiunta, Camera e Senato nella quale è stato dichiarato che è intenzione del Miur inserire, a breve, il docente di Educazione fisica nella scuola elementare e, contestualmente, rilanciare lo sport scolastico nelle sue forme più evolute.
Sono due iniziative talmente attese da lasciare quasi esterrefatti dopo almeno vent’anni di abbandono completo, oltreché di attesa secolare.
Indubbiamente si dovrà tornare su quei temi via via che saranno pronte Leggi e Decreti.
Oggi, molto più semplicemente, partendo da alcuni episodi e fatti connessi all’Atletica leggera, cercheremo di dimostrare come la Scuola sia fondamentale per questa disciplina, sempre che l’Atletica stessa voglia incanalare le proprie risorse, soprattutto culturali, verso strade meno disastrate rispetto a quelle percorse in questi ultimi anni.

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L’Insegnante di ginnastica tra Educazione Fisica e Scienze Motorie.

Un lavoro amato, vituperato, invidiato, disprezzato; indispensabile per lo sport, ovvero, responsabile di tutti i malanni agonistici del Paese.

Tra le parole d’ordine degli ultimi anni l’inserimento del docente di Educazione Fisica nella scuola elementare è diventato una sorta di tormentone che viene riproposto con finalità estremamente diverse in base a chi lo propone:

  • per i docenti disoccupati è, giustamente, una speranza di occupazione non sottopagata;
  • per il Coni e le Federazioni è una delle strade per aumentare i tesserati all’attività sportiva;
  • per alcune Facoltà è una delle possibilità per aumentare i propri iscritti;
  • per le famiglie è un modo per vedere i propri figli positivamente impegnati senza avere costi aggiuntivi;
  • per i pedagogisti è un utilissimo sistema educativo per migliorare l’aggregazione e la comunicazione tra studenti ed adulti;
  • per alcuni maestri si spazia tra l’utile collaboratore ed il concorrente per il posto di lavoro;
  • per gli abitanti della Nuova Zelanda, non conosciamo sondaggi in proposito, è un problema inesistente.

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Studenteschi tra libro Cuore e Racconti kafkiani

Quando le burocrazie non si accorgono che in Italia abbiamo votato.

La storia che raccontiamo i oggi non potrebbe accadere in un paese ordinato e, volendo ben vedere, anche il libro Cuore non avrebbe mai visto la luce in una scuola precisa e rigorosa, ospitale con tutti.
Per scelta, come logico, non indichiamo la Regione nella quale si è svolta la trama.
Per essere presenti alla Festa dello sport Scolastico di Cesenatico nelle scorse settimane gli studenti dovevano essere in possesso del certificato medico di secondo livello come previsto dal Decreto Ministeriale del 18 Febbraio 1982 nel quale si legge che sono tenuti all’obbligo di verifica, al comma B, gli studenti ai fini della partecipazione alla fase nazionale dei Giochi della Gioventù.
Anche se il nome è più volte cambiato sempre di Finale Nazionale Scolastica si tratta.
Poco prima della partenza di una ragazzina che doveva gareggiare come studentessa disabile mancava il certificato.
Dato che il Preside non sapeva come risolvere la questione la mamma della nostra atleta ha interessato un Assessore Regionale, l’interessamento è proseguito con un Deputato della Repubblica; da qui è stato chiesto l’intervento dell’ex Provveditorato agli Studi ed il Dirigente ha immediatamente allertato l’ex Ufficio Educazione Fisica.
Visto il tempo strettissimo la via migliore era di far sottoporre l’atleta ad un controllo in quanto tesserata.
Con rapidità è stata quindi allertata una Società Sportiva la quale, immediatamente, ha iscritto la ragazza che, a propria volta,  ha potuto quindi essere sottoposta al controllo sanitario e partire sulla via di Cesenatico.

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Privacy, sport, scuola, disabilità e invenzioni.

L’anno sportivo scolastico si chiude come al solito, tra delusione e incongruenze.

Introduzione, Proemio, Prologo.
È indubbio che l’Italia sia uno strano Paese sempre sospeso tra Sant’Agostino e il Caravaggio e, quindi, non deve stupire anche la meraviglia provocata da un Ministro dell’Istruzione che provenga dall’Educazione Fisica.
Siamo l’unico paese d’Europa ad avere vari quotidiani sportivi, molto seguiti, e qualcuno ricorderà che anche La Repubblica iniziò le proprie edizioni senza pagine sportive.
Nessun altro Liceo Sportivo come quello nostrano esiste in Europa, anzi moltissimi istituti inseriscono il termine sportivo all’interno del ciclo di studi per aumentare i propri iscritti.
Abbiamo anche corsi particolari per gli studenti atleti di alto livello, sia nelle superiori, sia all’università, inoltre abbiamo un sistema sportivo generale che non ha eguali tra Comitato Olimpico, Enti di Promozione, Federazioni e vediamo ogni giorno interessi mescolati, sovrapposti e costanti al punto che chiunque, diventando Commissario Tecnico, espone le proprie facili ed immediate soluzioni.
Gli appassionati di pallacanestro sanno benissimo chi sia Bill Bradley ,citato molto spesso come giocatore della vecchia Simmenthal Milano ,diventato Senatore degli Stati Uniti e, addirittura, candidato alla Presidenza, ma rimane quella sorta di Damnatio memoriae al contrario che non fa dimenticare gli antichi legami tra l’Educazione Fisica e il Ventennio; in quest’ultimo caso le responsabilità della Sinistra e delle Organizzazioni Sindacali sono state, e sono, notevolissime.
Nessuna sorpresa, pertanto, in merito alle critiche “a prescindere”; viviamo nel Paese più bello del mondo. (Perché tre parole in esordio? Per dimostrare che anche chi insegna ginnastica ha fatto tutte le Scuole Elementari; la Scuola Media, e anche oltre N.d.R.)

A proposito di privacy.
Nei giorni scorsi abbiamo commentato in modo leggero il rigore con il quale nel Veneto si trattano i dati sensibili degli studenti, quando partecipano ai Campionati Studenteschi.
Se è corretto che l’Amministrazione si ponga il problema resta il mistero dei troppi pesi e troppe misure, relativamente alla collaborazione con le Federazioni Sportive.

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Cronaca poco seria dello sport scolastico. Fine anno scolastico 17 – 18.

Mentre parte la Festa dello Sport a Cesenatico proviamo a riderci sopra

L’intenzione originaria della Festa dello Sport scolastico a Cesenatico, era soprattutto quella di coinvolgere il maggior numero di scuole con iniziative che non fossero codificate per non premiare solo il campionismo.
Invece di vedere l’ennesima rassegna di campioncini terribilmente forti rispetto alla media degli studenti l’ipotesi di studiare qualcosa di diverso sembrava affascinante.
Particolarmente rilevante doveva, poteva, essere l’analisi successiva, al fine di individuare modalità di competizione meno selettive rispetto a quanto ha caratterizzato lo sport scolastico negli ultimi decenni.
Non sarà assolutamente così.
Sgombriamo il campo da qualunque malinteso.
Sappiamo bene come sia indispensabile distinguere lo sforzo di chi organizza rispetto alle disposizioni generali del Miur, pertanto, se il lavoro di tutti i colleghi che sono impegnati per la buona riuscita della manifestazione sarà in ogni caso encomiabile, per dare un giudizio davvero positivo dovremo attendere l’eventuale, e possibile, replicabilità della Festa.

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Sport a scuola, la missione impossibile, e l’Atletica sempre più Cenerentola

E, per una volta, la Fidal non c'entra.

Per avere un’idea reale intorno alla considerazione che i Miur riserva allo sport studentesco, ed all’atletica in particolare, è necessario verificare sia i piani di viaggio per raggiungere Palermo sia l’elenco degli iscritti alla manifestazione.
Non serve nemmeno un commento troppo esteso perché ancora una volta è evidente l’imperizia di chi sta guidando lo sport scolastico nazionale.
Siamo a conoscenza di almeno quattro modifiche in merito alle prime proposte organizzative; in sostanza per raggiungere il capoluogo siciliano in alcuni casi sarebbero state necessarie quasi ventiquattr’ore di viaggio.
Per sapere in che stato arriveranno i ragazzi ovviamente sarà necessario attendere le gare di domani, ma treno più nave per diciotto ore, oppure pullman per un migliaio di chilometri o, ancora, voli con partenza da casa alle tre di notte non sono solitamente entusiasmanti.
L’osservazione sulle diverse e caotiche modalità di viaggio diventa indispensabile perché nel mese di aprile era stato chiarito in modo assoluto e inequivocabile che le manifestazioni regionali avrebbero dovuto rispettare le date di scadenza proprio per poter procedere alla migliore organizzazione delle trasferte.

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Sport a scuola. I sorpresoni del Miur non finiscono mai

Tra problemi di privacy e Federazione Internazionale (ISF) ogni giorno pessime novità.

Gli argomenti che trattiamo oggi non riempiranno mai le prime pagine dei giornali dal Polo Nord all’Australia, ma sono sintomatici di una modalità lavorativa ed educativa sempre più stupefacente.
Volendo vedere l’organizzazione scolastica attraverso lo specchio deformato dello sport e delle sue applicazioni è impossibile non restare perplessi al punto da doversi chiedere se si tratta solo di disorganizzazione, ovvero di sciatteria, ovvero di scelta politica per distruggere tutto il tessuto sociale scolastico al fine di affidare ad enti esterni (Coni) l’intera gestione del comparto.
Senza quindi voler disturbare Platone ed il Mito della Caverna e la sua realtà “proiettata” vediamo di elencare questa serie di eventi in ordine casuale.
Campionati di Rafting in Lombardia.
La Direzione Scolastica della Lombardia ha inviato le scuole della regione il comunicato relativo alla finale di rafting.
Nella fotografia allegata, relativa al recupero dopo uno spostamento causa maltempo, si può notare che i documenti allegati sono quattro.

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Lo strano caso del Coordinatore Mascherato.

E mentre il Tutor alle elementari sono pagati in ritardo Lorenzo Vendemiale informa sulla nuova “paghetta” per i collaboratori del Coni.

L’idea di oggi era di commentare una notizia, già comparsa sul Messaggero Veneto, per provare a comprendere come fosse possibile uno scivolone del genere da parte di un Comitato Regionale, ma come sempre anche la voglia di ridere viene quasi azzerata dalla realtà di tutti i giorni come vedremo più avanti.
Cominciamo con il Coordinatore Mascherato.
La vicenda viene semplicemente riproposta con la pubblicazione delle immagini fotografiche delle pagine del Messaggero Veneto del 7 marzo u.s, si trovano a fondo commento.
Vi si racconta che per utilizzare una ricerca compiuta dal professor Bardini partendo da una tesi di Scienze Motorie, della quale il Prof era relatore in Facoltà, il Comitato Olimpico Friulano ha pensato bene di taroccare anche l’immagine del docente.
Tutti i particolari in cronaca. (Come nei giornali veri……)
Senza ripercorrere la storia, che è possibile verificare dagli allegati a fondo pagina, ci si deve chiedere per quale motivo sia stato pensato di poter mascherare l’immagine senza essere scoperti.

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La grande festa dello sport scolastico per fine maggio sarà solo una simpatica recita.

Nel frattempo il Miur potrebbe porsi il problema della privacy rispetto alle federazioni ed ai propri studenti.

Esistono delle parole d’ordine che contrassegnano i periodi storici o i grandi movimenti di opinione; verso la fine del millennio era facile sentire molti cittadini affermare che “il giudizio sul nuovo Governo sarà positivo se verranno abbattute le abitazioni abusive“.
Infatti proprio sul rispetto del suolo, e con la nuova attenzione alla qualità della vita, in ogni parte d’Italia venivano elencati ecomostri, insediamenti irregolari, discariche più o meno abusive e via discorrendo.
Sappiamo bene come è finita, ma ricordando quel periodo, ci sentiamo di affermare che la riorganizzazione dello sport, secondo i programmi dei due partiti vincenti le elezioni, sarà la nostra personale cartina di tornasole per verificare tutte le promesse elettorali.

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È necessaria, da subito una legge organica per lo sport a scuola (e non solo).

Non serve un piano Marshall. Primo pagare gli insegnanti.

L’affermazione sulla necessità di un Piano Marshall per la scuola pare davvero strana soprattutto da parte di un Comitato Olimpico non proprio vincente di questi tempi.
Ancor più strano è che ancora una volta il Coni si voglia occupare della Scuola quasi fosse un atto dovuto.
In ogni caso, e poi ci torneremo, se proprio si dovesse avverare l’intervento sul modello USA sarebbe il caso di affidarlo direttamente agli americani e non certo al Comitato meno vincente degli ultimi decenni.
Nei giorni precedenti alle elezioni confrontando i pareri personali con un nutrito gruppo di esperti siamo stati colpiti da alcune affermazioni attraverso le quali si arriva all’unica conclusione possibile in merito allo sport scolastico:
È indispensabile una legge organica sullo sport scolastico dalla quale emergano diritti e doveri di studenti e docenti. Nel frattempo il Coni dovrebbe occuparsi delle medaglie olimpiche“.
Per evitare qualunque fraintendimento indicheremo i nostri interlocutori come “Autorevole Personaggio” assicurando però che ognuna delle citazioni viene da conoscitori esperti, affidabili, credibili del mondo sportivo, scolastico e non.
Volutamente non assegniamo nomi in quanto dalle affermazioni, riassunte in estrema sintesi, vogliamo arrivare a comprendere perché due mondi che dovrebbero collaborare continuano ad essere così distanti tra loro.
L’Autorevole Personaggio numero Uno, al quale avevamo inviato un paio di giorni prima delle elezioni l’intero programma sportivo del Movimento Cinque Stelle, dopo la lettura ha affermato: “è il più completo programma politico sullo sport degli ultimi decenni. Raramente nel passato sono state compiute analisi così precise e rigorose su quanto serve per rilanciare lo sport“.
In effetti l’ultimo tentativo per produrre un documento programmatico evoluto, da parte della politica, è datato 1977, Conferenza nazionale dello sport del Partito Comunista Italiano poi, nel 1982, ci fu la Conferenza nazionale organizzata dal Governo e Coni che non porto a risultati. (Ministro Signorello, la gran parte delle proposte venivano dal Comitato).

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