Sport a scuola, rilancio in 10 mosse; certamente c’è molto da fare.

Indispensabile premessa.
Per tornare almeno all’attività quantitativa degli anni 2000 sono molte le operazioni che deve fare il Ministero.
Secondo i miei antenati austro ungarici dovrei certamente percorrere la strada logica e razionale quale quella di partire dalle basi, e cioè dalla condizione dei docenti e degli studenti.
Va detto che avendo anche un avo proveniente dal gran Ducato di Parma terra di musici e di croissant userò la fantasia e partirò dal centro.
In una ipotetica catena di comando funzionale il Ministero dovrebbe emanare linee guida intelligenti, stabilendo i criteri operativi dell’attività sportiva sapendo di avere i quadri intermedi, e cioè i Coordinatori di Educazione Fisica, in grado di essere contemporaneamente cinghia di trasmissione da e verso i colleghi insegnanti, i quali, opportunamente finanziati svolgono la propria funzione docente anche nell’attività sportiva.

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Fondi PON, tanti, benedetti e subito, ovvero l’agonia dello sport scolastico.

Ci sono frasi entrate nel lessico comune forse la più ripetuta è: “non ci sono più le mezze stagioni” non può mancare che “una volta tutte queste cose non succedevano”. Ovviamente non è così.Probabilmente si tratta di quei motti utili per comunicare gli stati d’animo tra noi umani.
In queste ultime stagioni la parola magica è, ministeriale, indubbiamente “sportivo”.
Sono innumerevoli le iniziative che vedono aggiungere il vocabolo fatato al programma generale.
Un po’ come accade nel Liceo Sportivo; per ogni materia, rispetto al corso di studi tradizionale, è stato aggiunto un inoltre che spazia nelle mille voci afferenti lo sport.
E quindi anche per i 185 milioni dei Fondi europei, utili per combattere la dispersione scolastica e per aprire le scuole durante l’estate, la frase più eclatante è proprio relativa all’attività sportiva.
Certamente per uno che insegna ginnastica dovrebbe essere un sollievo, un’ottima novella, l’inizio di un nuovo impegno ministeriale verso un settore che è stato fortemente bistrattato dagli ultimi Ministri.

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I plichi telematici della maturità, ovvero una piccola storia sul Miur.

Si legge sovente di piccoli episodi che cambiano la storia oppure si legge di grandi storie che cambiano davvero poco.
Quella che racconto oggi vuole riferire di come si è arrivati alla spedizione telematica delle prove di maturità.
In casa ho appesi, in soggiorno e in un corridoio, almeno un centinaio di piccoli e grandi quadri, fotografie, piatti danesi, pupi siciliani in pratica quelle che il poeta Gozzano avrebbe definito come “le buone cose di pessimo gusto” e che mia figlia paragona alla terribile scala dei quadri viventi nella scuola di Harry Potter.
Ve ne sono un paio che considero quasi storiografiche, l’una è l’originale dell’incarico al bisnonno, il 1 novembre 1889, dove si legge che Giuseppe Rocco fu nominato, d’ordine del Ministro e per un anno, Assistente del Laboratorio di Chimica Farmaceutica nella università di Padova; stipendio lire 1200 annue.

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Sport a scuola; Miur non ammesso agli esami.

Nella costante ricerca di qualche evento positivo che riesca a giustificare future speranze analizziamo, con tanto di valutazione l’anno sportivo-scolastico appena ultimato.
Trattandosi di un metodo non esattamente scientifico, anzi semi serio, utilizzeremo alcuni esempi presi da Paesi stranieri e alcuni tratti presi da una generica griglia di valutazione scolastica.
Ovviamente obbligatorio iniziare dal primo indicatore:
rispetto del regolamento e delle regole
In una voce del genere si può stare di tutto e partiamo dal primo esempio.
Durante i campionati mondiali di sci 2017, svolti a Saint Moritz il commentatore di Eurosport raccontava come la fortissima squadra femminile tedesca non era sempre presente nelle competizioni perché, in particolare le discesiste, erano impegnate in alcune delle varie prove d’esame della maturità. (Trasmissione in data 9 febbraio 2017).

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Le storiche responsabilità dell’Atletica nel suo rapporto con la scuola, e la latitanza del Miur

Nei giorni scorsi a Milano si è dibattuto al Pirellone su sport e scuola in un convegno organizzato dal consigliere Fabio Pizzul. Non sono mancate ovviamente le critiche al Ministero e anche su questo sito pur io non sono molto tenero. Prossimamente riporterò l’elenco di quanto non funziona nel sistema, a mio parere, così come esposto nel mio intervento all’incontro milanese.
Se è vero che il Ministero, soprattutto nelle ultime stagioni, è stato assolutamente latitante è altrettanto vero che l’organizzazione politica della atletica, e cioè la Fidal, è stata quantomeno disattenta in ordine alle proposte che venivano dai docenti, i quali, già da tempo avevano previsto la crisi.
Tanto per alleggerire il tema intitolerò alcuni dei capoversi con citazioni in latino:
Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur.

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La mano sinistra del Miur non sappia cosa scrive la mano destra.

Il Corriere della Sera del 1 maggio ha pubblicato una ricerca nella quale è stato dimostrato come la popolazione scolastica sia diventata estremamente più debole e sia sempre meno capace di effettuare anche movimenti semplici come una capovolta. Vengono citati vari lavori tra cui quello dell’ex Istituto Regionale di Ricerca Educativa del Lazio.
Chiariamo, e lo scriveremo più volte, che non esiste alcuna intenzione di censurare i dati o di criticare la serietà dell’inchiesta. Non abbiamo a disposizione le cifre e soprattutto non ne abbiamo la capacità.
La nostra ipotesi di oggi è: sono utili queste ricerche e, soprattutto, sono utilizzate queste ricerche da chi ha il dovere anche di tutelare la salute fisica e sportiva degli studenti?
Ci andiamo a provare.

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Le misteriose norme dello sport a scuola, bando criptico, con un terzo di milione, e poca attività….

Contrariamente alle abitudini oggi scriverò in prima persona, non sono, invero il primo, lo ha fatto anche Manzoni nei Promessi Sposi anche se esiste una grande differenza tra me e lo scrittore; lui non insegnava ginnastica!!!
L’argomento di oggi è il commento relativo al Bando Ministeriale per la gestione del portale concernente i Campionati Studenteschi; di per sé una buona notizia dato che il sito Campionati studenteschi.it non è considerato dalle scuole esattamente gradevole.
Quando è arrivata la segnalazione di questo nuovo Bando inizialmente era logica la soddisfazione, anche perché più volte abbiamo scritto come lo sport scolastico senza la propria memoria, come i record o i primati, e la citazione delle varie scuole pluricampione nei decenni non ha molto significato.
Senza l’esagerazione di chi riesce a contare le triple doppie nella pallacanestro americana (punti, assist, rimbalzi in particolare) almeno sapere chi è stato lo studente più veloce nella storia repubblicana sarebbe buona cosa.

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I Giochi (della Gioventù) sono davvero finiti !!!

La certezza del titolo viene dalla recentissima circolare del Ministero, il quale comunica ufficialmente che la Corsa Campestre Nazionale, a Gubbio dal 9 al 12 aprile interesserà solo la scuola superiore.
Intere generazioni di studenti si sono avvicinate allo sport grazie ai Giochi della Gioventù, grande intuizione di Giulio Onesti, Presidente del Coni dal dopoguerra al 1978.
I Giochi della Gioventù erano nati, organizzati, sviluppati per avvicinare i ragazzi della scuola media ed erano strutturati per poter gareggiare dovunque. Le prime manifestazioni, che dovevano essere gioiose e coinvolgenti, potevano essere effettuate nelle piazze, nelle strade chiuse per qualche ora, negli impianti di fortuna.Si trattava di estendere a tutta l’Italia alcune tra le manifestazioni delle Feste di San Luigi, che già si sviluppavano negli oratori.

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Regalare ai ricchi per non dare ai poveri,

così si può titolare l’analisi di oggi relativa ai Fondi Europei assegnati ai Licei sportivi.
Contestualmente ai contributi per il Licei musicali e coreutici, ai quali possono essere destinati fino a € 150.000 cadauno, è stata presentata anche la possibilità di richiedere fino a € 50.000 per ogni Liceo sportivo.
La prima anomalia che balza all’occhio, leggendo il comunicato stampa del Miur, è che i Licei sportivi sono 158, ci riferiamo solo a quelli statali, e finalmente se ne conosce il numero.

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Quando il Ministero rispondeva e le ragazze facevano ginnastica.

Sfogliando vecchie carte nell’illusione di riordinare il caos ho trovato un’Ordinanza, la numero 16 del dicembre 1952 che ricordava come doveva essere la divisa sportiva delle alunne. Oltre ai canoni estetici si ricordava la necessità di evitare qualunque occasione di promiscuità.
Al termine di questo appunto sono pubblicate le quattro paginette dell’Ordinanza.
Sembrano, anzi sono, immagini dello scorso millennio e pochi sanno che a rompere l’obbligo di dividere rigorosamente i maschi dalle femmine fu il Ministro Franca Maria Falcucci. E un po’ di merito venne anche da Brescia.
Ora, per la prima parte andrò un po’ a memoria, ma tempi e località mi sembrano corretti.
Era il 1984.

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Come Alessandro Dumas, “Vent’anni dopo”……

Tutti conoscono la trilogia di D’Artagnan.  dopo “I tre moschettieri” uscì “Vent’anni dopo” e la sagra si concluse con “Il visconte di Bragelonne”.
Non è che da parte mia si voglia imitare lo scrittore francese, ma ricercando documenti e norme sullo sport a scuola ho ritrovato un articolo comparso su Scuola e Didattica del 1996. Riguardava la circolare sull’attività sportiva 96-97 nel cui testo iniziale si prometteva una grande innovazione.
È necessario ricordare, anche se lo sanno tutti i docenti, che Scuola e Didattica ha sempre analizzato le tematiche scolastiche inserendole rigorosamente nel contesto normativo.Ed infatti il commento alla circolare 456 che dava il via all’attività era inserito nella rubrica Notiziario legislativo e professionale a cura del dottor Enzo Giffoni, uno dei più noti Provveditori, se non il più noto, dell’epoca.
Dato che veniva introdotta come quasi obbligatoria l’attività per classe, intesa come una classe uguale una squadra, formula che aveva peraltro creato qualche malumore, mi venne chiesto non solo di commentare la nuova normativa, ma anche di fare una proposta che potesse contribuire alla risoluzione dei molti problemi esistenti sul tappeto.

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