Riapertura anno scolastico 2020/2021 – considerazioni

Uno scritto di Andrea Delpin.

Di seguito pubblichiamo la presa di posizione pubblica della collega professor Andrea Delpin in merito alle possibilità che le palestre scolastiche diventino aula ordinaria.
Delpin ha fatto parte di un’innumerevole serie di gruppi di studio e commissioni negli ultimi decenni e, soprattutto, è stato prima rappresentante italiano nella Federazione Mondiale Studentesca (ISF) e per una decina d’anni presidente della stessa Federazione.
Sul nostro Sito abbiamo sollevato la questione dell’utilizzo delle strutture scolastiche anche per gli sport generici già da qualche tempo e il tema si sta ponendo all’ordine del giorno in molte realtà.
Ovviamente siamo solo all’inizio, sempre sperando che il virus possa essere battuto dalla Medicina e non dal distanziamento sociale.
Ecco l’intervento del professor Andrea Del Pin.
Alla prossima Silvano

Leggo sui giornali e in generale sui media le opinioni e le dichiarazioni di autorevoli studiosi, scienziati , giornalisti e politici riguardo alle diverse ipotesi di riapertura del prossimo anno scolastico.
Quella che più mi ha colpito è la possibilità che fra tutti gli spazi idonei da adattare a nuove aule, per consentire la suddivisione del gruppo classe e quindi garantire un adeguato distanziamento sociale, siano comprese anche le palestre scolastiche.
Questa scelta comporterebbe automaticamente la rinuncia all’utilizzo della palestra per la pratica dell’educazione fisica e delle attività sportive scolastiche, nonché all’utilizzo serale da parte delle società sportive. E’ infatti evidente che se la palestra viene arredata con banchi, sedie, cattedre e lavagne di ogni tipo la stessa non può essere utilizzata per l’educazione fisica e comunque non ci sarebbero i tempi per le necessarie sanificazioni e riallestimento  “a palestra” per le attività sportive extra scolastiche.Mi piace ricordare che l’educazione fisica è una materia con la stessa dignità delle altre, ed anzi, l’inattività fisica causata dal lockdown ha determinato una indispensabile richiesta di incremento di attività fisico motoria dei nostri ragazzi per recuperare i danni che l’obbligata sedentarietà ha creato e dei quali tutti siamo coscienti. Quindi addirittura io suggerirei più opportunità di movimento rispetto al passato. LA PALESTRA E’ L’AULA DELL’EDUCAZIONE FISICA E NON SI DEVE TOCCARE.
Al di là della palestra, diventerà indispensabile riscoprire il valore e le opportunità che le attività fisiche all’aria aperta possono offrire. I paesi del nord Europa insegnano in tal senso. Questa rivalutazione dovrà basarsi su alcuni presupposti indispensabili:
***Il ripristino da parte degli Enti proprietari di tutti gli spazi sportivi scolastici all’aperto. Negli ultimi decenni si è privilegiata la realizzazione di palestre sempre più efficienti ed attrezzate trascurando gli impianti all’aperto. Infatti è frequente vedere campi di basket all’aperto con i canestri rotti o mancanti, pistini di atletica dove ci crescono sopra piante ed erbacce di ogni tipo, reti di recinzione dei campi inesistenti o distrutte, pedane di salto in lungo diventate lettiere per i gatti ecce cc ecc.
***La necessità di acquistare ingenti quantità di piccoli attrezzi , anche questi un po’ trascurati di recente, i quali consentirebbero l’utilizzo individuale e si presterebbero ad una facile sanificazione dopo l’uso. Mi riferisco a palloni, cerchi, funicelle, bacchette, appoggi ecc. I piccoli attrezzi si prestano anche ad un più facile distanziamento degli alunni essendo essi stessi strumenti per la segnalazione degli spazi. Tutti gli sport con la rete (pallavolo, tennis, badminton ecc possono essere praticati anche all’aperto). Tutti gli sport possono essere proposti, magari non nella loro forma di gioco completo ma tramite esercitazioni per i fondamentali individuali sempre utili in futuro, ad epidemia sconfitta. Alcune discipline sportive nascono per essere praticate all’aperto e a solo titolo di esempio ne cito alcune: orienteering, corsa campestre, atletica leggera (non tutte le specialità in epoca covid-19 sono praticabili). Andranno favoriti ,dove possibile , gli sport collegati all’ambiente dove si vive quali lo sci, la vela, la canoa, l’arrampicata sportiva ecc. Questi ultimi più come tema di sport scolastico che come oggetto di lezioni di educazione fisica.
***La metodologia di insegnamento dei docenti di educazione fisica dovrà rispolverare l’applicazione di tutti gli ordinativi individuali e collettivi che aiuteranno nell’organizzazione della lezione per il mantenimento del distanziamento fra gli studenti (specialmente per le esercitazioni in palestra).

Didattica a distanza. Leggo, fra le varie ipotesi, che l’educazione fisica potrebbe svolgersi a distanza approfondendo ad esempio la storia di nostri campioni dello sport….. Insisto, meno lezione a distanza di educazione fisica facciamo e meno danni alla salute dei nostri ragazzi creiamo. Se proprio sarà necessario fare qualche ora di lezione a distanza meglio farla approfondendo tematiche che abbiano una ricaduta sociale o sportiva importante. Ad esempio: corsi teorici di primo soccorso, corsi teorici per arbitro, corsi teorici per giornalista sportivo, lezioni di inglese applicate allo sport, ecc.
E’ comunque evidente che una ripartenza dell’educazione fisica a Settembre, sia praticata in palestra , sia praticata all’aperto, dovrà trovarci pronti ad un nuovo modo di pensare la materia e soprattutto non dovranno mancare tutti i presidi sanitari necessari per la sanificazione e per la protezione individuale da contagio. Ritengo peraltro che sarà necessario una fase di formazione dei docenti e del personale delle palestre per farci trovare pronti a modificare le nostre abitudini a favore della nostra salute e soprattutto per quella dei nostri alunni.
SI PUO’ FARE
Andrea Delpin