Nel rilancio dello sport nazionale manca un solo attore: il Ministruzione.

Dalle piccole cose ai massimi sistemi in viale Trastevere non c’è nulla di pronto e se non riparte l’organizzazione della scuola nessuno si illuda di tornare rapidamente all’attività ordinaria nemmeno per gli allenamenti….

Normalmente quando qualcosa non funziona al Ministero si tende a dare la colpa alla burocrazia. Passando per l’intera gamma delle professioni: dai Direttori, ai Dirigenti, agli Impiegati e persino per i “passanti occasionali” si trova sempre qualcuno al quale imputare ciò che non funziona.
In realtà nel quasi secolare palazzone romano i vari meccanismi si mettono in moto quando esiste la volontà politica del Ministro.
Certo non vanno sottovalutate le linee del Governo, la Stampa, i Sindacati, le Associazioni di vario tipo, i molti Palazzi romani, ma certamente, pur con lentezza perché sappiamo bene che per la scuola ogni problema diventa complesso, tutto parte dal Numero Uno.
In più per quanto riguarda l’Educazione Fisica grazie alle sue molte connessioni con il mondo sportivo organizzato i coattori si moltiplicano a dismisura con il risultato di creare molto spesso ingorghi irrisolvibili anche quando le cose sono estremamente semplici.
In una stagione come questa con una crisi sanitaria che sta devastando il Paese è chiaro che i problemi relativi allo sport studentesco sono, anzi sarebbero, assolutamente minimali se non fosse che le problematiche connesse alla ripresa delle attività sportive generiche è comunque al centro di uno dei molti dibattiti esistenti in queste settimane.
Se dopo mesi di discussioni non si è ancora capito bene come verrà fatta la maturità possiamo immaginare come sarà difficile attrezzare gli spazi interni agli istituti.
Dato che il mese di giugno sarà occupato nello svolgimento della parte finale dell’anno scolastico per ricavare nuovi spazi resteranno soltanto luglio e agosto.
Se qualche istituto ospiterà anche campi estivi è difficile immaginare cantieri in funzione.
E così quasi certamente a settembre ogni plesso sarà esattamente come oggi e dobbiamo vivere nella speranza che tutti abbiano il proprio vaccino o che il virus si sia debellato da solo.
Da quanto si riesce a capire oggi sulla futura futuribile organizzazione scolastica il pessimismo totale è assolutamente d’obbligo e, come sappiamo la materia che incrocia il mondo esterno più di tutte altre è proprio l’educazione fisica dati gli spazi che occupa abitualmente.

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Riapertura anno scolastico 2020/2021 – considerazioni

Uno scritto di Andrea Delpin.

Di seguito pubblichiamo la presa di posizione pubblica della collega professor Andrea Delpin in merito alle possibilità che le palestre scolastiche diventino aula ordinaria.
Delpin ha fatto parte di un’innumerevole serie di gruppi di studio e commissioni negli ultimi decenni e, soprattutto, è stato prima rappresentante italiano nella Federazione Mondiale Studentesca (ISF) e per una decina d’anni presidente della stessa Federazione.
Sul nostro Sito abbiamo sollevato la questione dell’utilizzo delle strutture scolastiche anche per gli sport generici già da qualche tempo e il tema si sta ponendo all’ordine del giorno in molte realtà.
Ovviamente siamo solo all’inizio, sempre sperando che il virus possa essere battuto dalla Medicina e non dal distanziamento sociale.
Ecco l’intervento del professor Andrea Del Pin.
Alla prossima Silvano

Leggo sui giornali e in generale sui media le opinioni e le dichiarazioni di autorevoli studiosi, scienziati , giornalisti e politici riguardo alle diverse ipotesi di riapertura del prossimo anno scolastico.
Quella che più mi ha colpito è la possibilità che fra tutti gli spazi idonei da adattare a nuove aule, per consentire la suddivisione del gruppo classe e quindi garantire un adeguato distanziamento sociale, siano comprese anche le palestre scolastiche.
Questa scelta comporterebbe automaticamente la rinuncia all’utilizzo della palestra per la pratica dell’educazione fisica e delle attività sportive scolastiche, nonché all’utilizzo serale da parte delle società sportive. E’ infatti evidente che se la palestra viene arredata con banchi, sedie, cattedre e lavagne di ogni tipo la stessa non può essere utilizzata per l’educazione fisica e comunque non ci sarebbero i tempi per le necessarie sanificazioni e riallestimento  “a palestra” per le attività sportive extra scolastiche.

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Mantenere la memoria degli sport attraverso l’educazione fisica.

Programmare il futuro dello sport scolastico e nazionale. Parte terza- Due!

Praticamente ogni giorno si assiste ad una lunga elencazione delle possibilità o meno di fare ripartire le attività sportive nel Paese.
E anche gli studi in ordine alla pericolosità di una disciplina rispetto ad un’altra non sono stati finora estremamente precisi.
La stessa analisi del Politecnico di Torino presentava, fin da subito, un passaggio difficile da comprendere. Scorrendo il testo, tabella dopo tabella, destava invero perplessità il fatto che alcune discipline, ad esempio la pallamano, pur raggiungendo malapena una squadra per provincia venivano indicate come mediamente pericolose anche dagli Enti di promozione sportiva i quali non hanno certamente questo sport tra le proprie discipline più diffuse.
Dopo la presa di posizione di Julio Velasco infatti è uscito il chiarimento nel quale si spiegava che si trattava solo di una prima analisi.
Lo stesso studio però riportava come, a seconda della possibilità di contatto, la trasmissione del virus poteva essere davvero facilitata e questa parte di analisi ci pare difficilmente confutabile.
Contemporaneamente è stato lanciato un possibile programma di apertura degli spazi all’aperto nelle scuole e tra gli indicatori, sempre a mezzo stampa e non attraverso circolari ministeriali, vi è quello di tre o quattro bambini per ogni adulto.
Due giorni addietro abbiamo inoltre letto dell’ipotesi del Ministro Azzolina di una mezza classe a scuola e una mezza classe a casa, possibilità decisamente respinta al mittente dal mondo scolastico in generale, dalle organizzazioni sindacali fino a quelle che riuniscono le famiglie.
Quello che resta è che al momento qualsiasi azione motoria deve essere compiuta in solitudine; il primo sblocco potrà avvenire con il via al campionato di calcio di serie A la cui nuova organizzazione prevede vincoli così stringenti da non essere ripetibile per nessun altro sport in Italia.

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