L’educazione fisica nel primo grado sul binario morto.

Eppure non si era mai stati così vicini, una delle due Camere aveva già approvato il Disegno di Legge

di Bruno Mantovani

Siamo sul binario morto. La legge  (  http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/51085.htm  )  che istituiva l’insegnamento dell’Educazione Fisica nella scuola primaria è sul binario morto in attesa che tutto muoia con la legislatura attuale. La votazione in Senato era fissata il 9 settembre 2019, ma il governo non arrivò a quella data. La legge venne accantonata.

La cosa strana è che, nelle diverse sedute venne votata sempre quasi all’unanimità, salvo due o tre voti. Significava un accordo totale di ogni forza politica sulla necessità di far entrare finalmente il docente di educazione fisica nella scuola primaria cosa ormai acquisita in tutte le scuole del mondo.

Sembrava fatta. Sembrava che fosse normale la conclusione del suo iter, visto che tutti erano d’accordo. Troppo semplice.

La grande superficialità con cui si affronta il ruolo del corpo in questo periodo storico, visto che tecnologia, videogiochi, lavoro a distanza, finanza ed economia la fanno da padroni, faranno pagare ai nostri giovani un grande debito, non economico, quello ci sarà sempre, ma di tipo sanitario.

L’approvazione della legge avrebbe comportato, inoltre, l’assunzione di 11.800 docenti che, sebbene all’inizio avrebbero avuto un costo, a regime la differenza economica sarebbe stata “zero”, come avviene nella scuola quando le ore fatte da chi si assume non verranno fatte da altri successivamente.

Questa scelta avrebbe avuto il risultato di aiutare le Facoltà di Scienze Motorie a diversificare maggiormente i loro studi creando un forte movimento culturale sul ruolo del corpo per la vita e per la didattica.

Il corpo, il grande malato.  Ci accorgiamo che stiamo male quando sentiamo dolore, quando le analisi ci dicono che i numeri non vanno bene, quando cominciamo ad aver bisogno del medico con maggior frequenza. Ci dimentichiamo che il corpo non è solo salute fisica, anche se è un punto importante. Il corpo, purtroppo, è soprattutto salute mentale. Da quando finalmente anche i filosofi hanno capito che mente e corpo sono un tutt’uno e che ogni difficoltà della persona colpisce sia la sua componente corporea che mentale, si scopre che le difficoltà che manifestano i bambini sul piano comportamentale sono il risultato di forti disagi che stanno vivendo a livello corporeo.

In periodo ancora senza virus, il 29 maggio 2017, il Ministero della Salute attraverso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, Ufficio 8, con un suo decreto pubblicò le “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione”. Testo molto interessante e recuperabile senza difficoltà in internet.

Era la prima volta che questo ministero prendeva in esame in modo così specifico e approfondito il ruolo del corpo e del suo movimento, come elemento di analisi di numerose patologie in atto, di possibili aggravamenti nel tempo e soprattutto come le difficoltà corporee avessero un grave impatto su problemi di tipo psicologico e che avrebbero comportato negli anni futuri un enorme esborso economico per le malattie che si potranno sviluppare.

Il testo descrive in modo molto interessante anche il ruolo che dovrebbe svolgere la scuola che in questo ambito è la grande assente, anche se per sua struttura potrebbe essere la grande risorsa per risolvere una parte importante di questa situazione.

Le difficoltà corporee sono state quindi certificate. Sembrava che i docenti di educazione Fisica volessero negli anni passati portare acqua al loro mulino, mentre, al contrario, raccontavano ciò che osservavano quotidianamente nelle loro lezioni in palestra.

La legge proposta dal Ministro Bussetti andava proprio in questa direzione. La scuola poteva lavorare insieme al Ministero della Salute e agire in modo coordinato per affrontare i problemi dei giovani partendo dalla scuola primaria che è il periodo più sensibile per lo sviluppo di tutte le funzioni motorie, cognitive e affettive.

Il virus. La situazione attuale aggrava ancora di più lo stato di disagio che possono provare i giovani.

Rimanere in spazi piccoli, non poter giocare con altri bambini-giovani, vivere una didattica on line senza nemmeno quelle possibilità di movimento che a scuola vengono programmate proprio per cercare di alleviare la tensione dell’attenzione al lavoro didattico, comportano forti disagi sul piano personale. A livello corporeo avremo sicuramente un abbassamento di tutti i livelli di prestazione perché senza esercitazioni avremo una riduzione delle capacità, cosa abbastanza ovvia.

I mesi di inerzia saranno pagati da tutti ma ancor più dai bambini che si nutrono del movimento del corpo e soprattutto del loro agire in spazi grandi.

La didattica a distanza ha il pregio di mantenere i contatti, ma le spiegazioni, i concetti nuovi da acquisire che trovavano nelle esperienze corporee un sostegno fondamentale, rischiano di rimanere parole vuote, senza alcun sostegno esperienziale.

Si parla di non rientrare a scuola fino al prossimo anno. Vi chiedo solo di immaginare il disastro che troveremo quando dovremo riorganizzare l’attività scolastica.

Il cibo. In queste situazioni di chiusura e di difficoltà il ruolo del cibo è spesso il rifugio per attenuare le sensazioni di disagio e anche di paura che viviamo. L’averlo a portata di mano tutto il giorno facilita sicuramente il suo utilizzo e spesso viene sfruttato dai genitori per calmare i bambini che scalpitano e non possono fare cose piacevoli e divertenti.

Avremo sicuramente un aumento di bambini in sovrappeso che creerà ulteriori difficoltà sul piano motorio. Una difficoltà che spesso porta i bambini a non avere più interesse per il movimento perché la fatica a muoversi aumenta con un corpo abituato alla sedentarietà obbligata.

Mancanza di sport. La situazione ha comportato anche l’eliminazione di allenamenti e partite di ogni livello. Sinceramente non sono interessato alle partite del calcio o di vari sport professionistici, ma a tutti quei campionati minori, di oratorio o giovanili in genere e ai loro allenamenti settimanali che, sebbene pochi, aiutavano i bambini a trovare una situazione di benessere.

Sto pensando a tutti i campionati del circuito studentesco che mobilitava grandi quantità di energie a livello scolastico e che per ovvi motivi sono stati sospesi.

Ritorno a scuola. Proviamo ad immaginare il ritorno a scuola a settembre, perché ormai sembra sia la situazione più reale.

I maggiori problemi ci saranno nelle scuole primarie dove le maestre consapevoli del tempo perduto e dei programmi rimasti indietro cercheranno di utilizzare tutto il tempo per far lavorare i bambini in classe. Secondo voi quali saranno i tempi che verranno tagliati? Ma è evidente: le ore in palestra! Se c’è una cosa che si dovrebbe fare nella scuola primaria al ritorno a scuola è proprio quella di far fare ai bambini almeno un’ora al giorno di attività motoria, di gioco, di movimento in palestra, nei cortili o se necessario nei corridoi. Recuperare il movimento del corpo vuol dire recuperare i bambini e riportarli al loro equilibrio psicofisico. Ma quante persone nella scuola sono consapevoli dell’importanza del movimento del corpo nei bambini?

Molti concetti utilizzati dai maestri negli apprendimenti sono concetti corporei che non possono essere appresi sui libri. Hanno bisogno di attività motoria finalizzata a livello educativo e che può essere svolta proprio da docenti che hanno approfondito il ruolo del corpo e del suo muoversi in tutti gli apprendimenti.

Per questo motivo possiamo dire che ci saranno ancora più difficoltà, anche se le maestre hanno fatto e faranno di tutto per dare compiti per mantenersi al passo con i programmi.

La didattica a distanza non può colmare le difficoltà che nascono dalla mancanza della didattica in presenza.

L’impegno del Ministro. È stupefacente come la sola presenza del Ministro Bussetti il quale per sua formazione era ed è attento alla componente motoria come elemento che completa lo sviluppo della persona anche a livello scolastico, avrebbe potuto accompagnare  tutte le forze politiche a prendersi in carico la giusta soluzione al problema. Col cambio di Governo la spinta è cessata.

La sua attenzione a seguire l’iter legislativo gli ha permesso di far comprendere a Commissioni e parlamentari quale ruolo fondamentale abbia l’inserimento del Docente di Educazione Fisica nella scuola Primaria. Questa sua azione ha permesso di coagulare forze politiche di diverso colore e fortemente differenti nell’approvare una legge che ha un grande valore educativo ed è fondamentale per i bambini.

Le Associazioni Docenti. Sinceramente di fronte a questo arresto della legge sulla scuola primaria, avrei voluto vedere un’azione piuttosto energica con sollecitazioni forti da ogni parte d’Italia. È chiaro che ogni componente politica nel momento in cui trova una fredda e debole opposizione dalle Associazioni di categoria, difficilmente si pone il problema sulla gravità della situazione. Se non lo sentono e non lo denunciano le Associazioni specifiche, il politico non trova spazio ne visibilità per campagne che non interessano.

I dubbi del dopo. Al rientro a scuola, quando avverrà e sempre a quali condizioni, scopriremo se le difficoltà che ora possiamo immaginare saranno realtà e quali problemi si concretizzeranno per i nostri alunni.

La scuola, proprio per la sua capillarità sul territorio italiano e per la sua capacità di contatto con i giovani dai 3 ai 18 anni dovrebbe essere messa in condizioni di fare un lavoro di recupero sociale e culturale indispensabile per la rete sociale italiana. Speriamo che si mettano in atto strumenti adeguati per docenti e dirigenti.