Elementare! Tre indizi fanno una prova; l’educazione fisica può fare senza Ministero.

A volte ci si deve chiedere se l’Ente che organizza i 20.000 ginnici assunti controlli o meno il proprio territorio.

Riordinare un apparato come il Ministero della Pubblica Istruzione è un’impresa assolutamente titanica oltre 800.000 addetti e una miriade di funzioni; dato che la media permanenza di ogni Ministro è quantificabile in un anno e pochi mesi è chiaro che ci troviamo davanti ad ulteriori difficoltà.
Anche per l’educazione fisica, e quindi di conseguenza per lo sport scolastico, il tempo di una riorganizzazione degna non può che viaggiare intorno ai due anni di tempo e solo per avere solide fondamenta…
Quindi non meraviglia più di tanto se anche l’attuale Dicastero non produrrà effetti importanti sulla materia, ma bisogna notare che diventa sempre più visibile l’abbandono anche delle pratiche giorno per giorno.
Quasi che viale Trastevere sia una sorta di Ente Inutile da un punto di vista delle indicazioni programmatiche.
I tre episodi che citiamo oggi possono costituire una fotografia, e se ne potrebbero fare molte altre, di questo sistema che abbisogna di una diversa attenzione da parte della dirigenza sindacale e politica.
Il primo indizio!
L’episodio iniziale, che non censuriamo assolutamente nel merito, riguarda “Io con te, Tu con me…Piccoli Eroi, saremo Noi”,  iniziativa proposta dalla Direzione scolastica della Calabria.
Si tratta dell’estensione di un progetto che ha già qualche anno e nel quale si tiene in particolare conto delle difficoltà dovute all’isolamento di molti bambini a seguito dell’emergenza sanitaria che ha colpito tutto il Paese.
Ciò che realmente sorprende è vedere che in indirizzo abbiamo i Direttori Scolastici Regionali e che lo stesso Ministero viene citato semplicemente “per conoscenza”.
È certamente vero che la scuola materna vede una presenza molto bassa, in termini numerici, di istituzioni statali e quindi il coinvolgimento di viale Trastevere possa essere abbastanza limitato, così come è pur vero che l’educazione fisica nella scuola primaria, ed a maggior ragione nella materna, non esiste come materia autonoma e quindi anche gli Uffici Educazione Fisica possono essere sfiorati solo in parte.
Resta l’immagine di una iniziativa che si autolimita già dall’indirizzario.
Il secondo indizio.
Certamente ben più corposo di quello precedente perché riguarda, come si può notare dal sito della Capdi e di altre associazioni di categoria di una iniziativa tendente a pubblicare una serie di lavori per l’educazione fisica e motoria a distanza.
Fin qui nulla di trascendentale sono migliaia i colleghi che giornalmente si intrattengono con i propri alunni, ma l’iniziativa ministeriale presenta delle caratteristiche che non ci convincono del tutto.
Ancora una volta la prima domanda è:
che parte sta facendo il Ministero dell’Istruzione?
Immediatamente si pone il quesito sul ruolo del Ministero dello sport in una iniziativa che riguarda la Scuola.
Le associazioni coinvolte sono senz’altro serie e meritevoli, ma essendo il “bando” che chiama a raccolta gli “esperti” molto poco chiaro ci si deve chiedere che ruolo avranno le associazioni stesse.
Dovranno selezionare i lavori; ovvero dovranno solo raccogliere i dati degli “esperti” e trasmetterli a qualche Ente o Associazione; ovvero potranno anche stabilire quali sono gli esperti che avranno diritto ad andare in diretta video?
Non è chiaro perché da una parte proprio la Capdi ha posto il problema al Ministro e all’Inail in ordine a eventuali coperture assicurative dei docenti e dei discenti e quindi è auspicabile che si preoccupi anche delle coperture assicurative degli “esperti” che trasmetteranno in rete.
Usiamo il termine esperti tra virgolette perché i possibili educatori a distanza possono essere inseriti in varie categorie, poiché oggi sono molto diversi i titoli di studio: dall’Isef alle molteplici tipologie di Laurea.
Indubitabilmente per quanto riguarda la scuola ci preoccupiamo di un dato che non è stato richiesto: informativa sul casellario giudiziario.
Ogni scuola sa bene che bastano pochi giorni di supplenza perché il precario debba mettere a disposizione l’autocertificazione del proprio casellario giudiziario pena la non assegnazione del posto.
Incredibilmente non se ne trova traccia nelle informazioni chieste dalle associazioni, e le conclusioni non possono che essere fortemente negative.
Non solo il Ministero dello sport invade un territorio che non è suo proprio, la scuola, ma si dimentica anche il passaggio fondamentale per la tutela dei minori.
E il vento passa e passano le stelle.
Vogliamo dare un significato diverso da quello che generalmente si legge voluto dal Poeta; quasi l’idea di tempo trascorso senza memoria.
Già perché il momento di massimo splendore della Capdi appena citata ci fu quando il presidente dell’epoca, fine anni 90, Bruno Mantovani, chiamò a raccolta i colleghi per ribadire l’estraneità assoluta, da un punto di vista programmatico del Coni rispetto ai dipendenti del Ministero della Pubblica Istruzione.
Circa vent’anni dopo ci troviamo che è completamente sparito, portato dal vento e dalle stelle, lo stesso concetto di professionalità dei docenti della scuola come dipendenti del Ministero.
Non è casuale che in esordio abbiamo citato i tempi brevi della durata di ogni dicastero perché in almeno tre occasioni, dal dopoguerra, piaceva agli insegnanti di educazione fisica dire che le proprie proteste avevano fatto saltare il Ministro ……
Ovviamente non era così, ma si diffuse per un certo periodo l’idea che tentare di togliere l’educazione fisica al legittimo amministratore (il Ministero appunto N.d.R.) portava sfiga.
Possiamo quindi chiudere questo secondo indizio richiamando l’attenzione ai tempi di durata del governo per poter dire che ancora una volta la ginnastica scolastica ha colpito.
Sappiamo anche, invero, che ruolo del Ministero dello sport potrebbe essere assolutamente importante anche per l’evoluzione scolastica, magari preoccupandosi di lanciare i Gruppi Sportivi Scolastici già approvati poco prima della caduta del Governo Conte 1º, riportando così anche lo sport studentesco nazionale nell’Olimpo di questa Europa così disunita.
Il terzo indizio.
In questi giorni è stato chiesto da Sport e Salute S.p.A. a firma di una non meglio precisata “segreteria” di rivedere una parte del programma e si chiede ai Tutor di supportare gli insegnanti per coinvolgere gli alunni nella riflessione sui temi relativi al percorso valoriale “il gioco corretto, il rispetto di sé stessi e degli altri, la fratellanza e il buon esempio” per dare vita ad un concorso i cui termini scadono il 30 aprile.
In pratica quegli stessi Tutor ai quali è stato garantito il pagamento dell’intero contratto, grazie all’intervento del Ministero dello sport, dovrebbero rimettersi in contatto con i maestri e dare vita ad un concorso farsa con dei bambini intenti a disegnare sul rispetto di sé stessi quando già, se in possesso degli strumenti, si trovano a passare ore e ore davanti ai fogli e al computer.

Non ce la sentiamo di aggiungere altro perché se i primi due indizi sono, nonostante alcuni gravi errori formali e sostanziali, sono frutto della volontà di essere disponibili per superare tutti insieme una crisi nazionale il terzo indizio ci racconta ancora una volta come l’istituzione scuola venga umiliata da un ente esterno che si comporta quasi da padrone nei confronti dei nuovi proletari della ginnastica.

Conclusioni sommarie.
Ancora una volta ci troviamo a chiedere perché il Ministero non usi le sue truppe le elenchiamo nuovamente:
circa 20 coordinatori regionali;
circa 150 docenti distaccati nelle varie periferie ai sensi della legge 107;
circa 20.000 insegnanti in servizio.
Utilizzando magari le stesse associazioni che ha utilizzato, o che sta utilizzando, il Ministero dello sport si potrebbe davvero ridisegnare la materia; uscendo finalmente dal dualismo, esistente solo in Italia, tra educazione fisica e attività sportiva.
E, meglio, chiedendo anche la collaborazione delle facoltà di Scienze motorie e perché no alla televisione di Stato, la Rai o lo stesso Indire.
Inoltre sappiamo che esistono più Commissioni sia per quanto riguarda l’emergenza virus sia per quanto riguarda l’educazione fisica e sportiva.
Attivare tutti non sarebbe male e soprattutto non si continuerebbe a dare l’idea di una gestione esclusivamente emergenziale che vanifica anche le migliori iniziative.
Non sarebbe nemmeno cosa disdicevole che i due Ministeri competenti sullo sport, quello agonistico e quello scolastico si attivassero per far riprendere al Senato la legge sull’educazione fisica per le scuole elementari.
Sarebbe pure ottimo evento utilizzare subito, anzi illico e immediate, i fondi che non sono stati spesi per l’attività sportiva scolastica per eventuali emergenze puranco nell’educazione fisica, a condizione che ogni euro speso dopo le corse campestri venga pubblicamente rendicontato.
Il verso è preso da Alexandros di Giovanni Pascoli – Poemi conviviali.     Andrebbe letto almeno due volte l’anno.

Alla prossima Silvano

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)