In Regione Lombardia interrogazione su Sport di classe.

Aumentano i dubbi sulle modalità di pagamento da Tutor.

Avviso. Il testo pare complicato, ma la realtà è ben peggiore.

L’uscita nei giorni scorsi da parte di Sport e Salute S.p.A. della norma relativa a “Sport di classe” con le diverse modalità di pagamento per i docenti precari, attraverso alcune Federazioni particolarmente collaborative, ha creato il problema di come procedere con altre attività similari finanziate localmente da Regioni e e/o Comuni.
Infatti mutuando dall’iniziativa nazionale, i cui finanziamenti provengono essenzialmente dal Coni e, con modalità diverse nel tempo, anche dal Miur e da Palazzo Chigi, fin dal 2006, anche le Regioni e in generale gli Enti Locali che hanno sovvenzionato la presenza di docenti nella scuola elementare, come supporto ai maestri, hanno seguito lo stesso percorso.
Dato che con la Legge numero 86 di agosto i Comitati Regionali del Coni non sono più centri di spesa diventa indispensabile modificare il vecchio assetto.
La notizia dalla Regione Lombardia.
Una volta uscita la nuova regolamentazione di “Sport di classe” quattro Consiglieri Regionali lombardi hanno formulato una interrogazione, con risposta in commissione, a proposito delle modalità di pagamento di quanto stanziato dalla Regione per il progetto gemello che si chiama “A scuola di sport”.
Vista l’integrazione anche da parte del Comune di Milano ed altri si tratta di una somma che supera il milione di euro.
I Consiglieri Fabio Pizzul, Paola Bocci, Luigi Ponti, Jacopo Scandella pongono correttamente il tema della uniformità di pagamento visto che in passato la delega verso il Coni era sostanzialmente totale e quali diverse forme di pagamento stia analizzando la Regione.
Ecco il link al documento ufficiale: Interpellanza Regione 3057 A SCUOLA DI SPORT

Uno scivolone tecnico, amministrativo e anche politico.
Sappiamo che in Italia al Coni solitamente si perdona tutto, soprattutto quando si vince, e se qualcosa non funziona si tende essenzialmente a soprassedere; in fondo è fare qualcosa anche non benissimo piuttosto che non fare niente.
È indubbio che le malefatte di qualche dirigente o di qualche atleta vengono dimenticate a favore delle mille e mille iniziative sportive di ogni giorno.
Certamente le eccessive spese di gestione rispetto all’attività hanno convinto gran parte del mondo politico che era necessario riordinare il sistema da un punto di vista economico ed ecco la conseguente nascita di Sport e Salute S.p.A.
Anche per il progetto “Sport di classe” tutti gli addetti ai lavori sanno benissimo che si tratta di una iniziativa che supplisce a carenze altrui e che non bastano roboanti conferenze stampa per giustificare anche solo le modalità di pagamento dei Tutor.
Per chiarire l’investimento di 10 milioni di euro da parte di Sport e Salute S.p.A. – ieri del Coni – quasi raddoppia integrato dagli interventi regionali.
Per il finanziamento dell’intera gestione dello sport studentesco (scuole medie scuole superiori) la somma si attesta intorno a circa 17 milioni annui; circa € 1000 annui per docente pari a due ore e mezzo di attività sportiva pomeridiana al mese.
Certamente va ricordato che la delega totale assegnata dalla Politica all’organizzazione sportiva federale, anche per quanto riguarda la scuola, rende davvero problematica la comprensione delle tematiche organizzative, oggi ancor più complesse rispetto al passato. Spesso si è passati attraverso semplificazioni esagerate “tanto si tratta di sport”.
Nello specifico è facile trovare su questo sito, e non solo, molti interventi che spiegano anche nel particolare le varie tematiche, ma ora poniamo alcuni quesiti, nella speranza di poter avere primo poi qualche risposta, premettendo che ogni domanda se ne potrebbe individuare, a cascata, molte altre :
Sport e Salute S.p.A. è nata per evitare in futuro cattive modalità di spesa e riordinare le casse dello sport nazionale; come è possibile, ci si deve chiedere, che 10 milioni di euro vengano affidati ad alcune Federazioni per gestire l’attività senza alcun bando pubblico e semplicemente “a chiamata”;
come sarà possibile che il funzionario delegato di Sport e Salute S.p.A. possa delegare, dopo la stesura delle graduatorie lo stesso docente Tutor con la formula “pagamento via Coni Regionale” ovvero “pagamento Federazione Sportiva” nell’ambito della stessa Regione in presenza dei due progetti già citati ; vi sono infatti colleghi precari che svolgono entrambi i servizi: quello nazionale e quello locale ( Non è contorto il pensiero, è contorta l’operazione N.d.R.);
come sarà possibile che una Federazione possa pagare un Tutor senza che lo stesso faccia parte dei propri quadri tecnici dato che in alcuni casi, non sempre, i tempi di formazione durano mesi e mesi;
come giustificare la mescolanza tra attività generica di collaborazione e attività specifica relativa al singolo sport con un aggiornamento per i Tutor di qualche ora e quattro lezioni a favore degli alunni; la Scuola Centrale dello sport ha avuto una storia grandiosa, si sono perse per strada molte competenze, ma non si può delegare all’organizzazione che è nata nelle varie Regioni il solo compito di fornire semplicemente qualche rapido spot informativo;
come verificare su un pubblico sito un elenco preciso rigoroso di tutte le ore gestite direttamente e indirettamente da Sport e Salute S.p.A., perché sappiamo che in alcuni casi i contributi delle Regioni, sempre per l’attività di cui parliamo, sono stati utilizzati anche per studi, ricerche e altro. Trattandosi di una partecipata al 100% dello Stato ci pare il minimo;
quale valenza assegnare alla Commissione organizzatrice dei Campionati studenteschi che si deve occuparsi anche di questo settore quando sappiamo che praticamente i Coordinatori regionali di educazione fisica non hanno alcuna delega alla firma e che gli ex provinciali oggi hanno un esonero in base alla legge 107, e neppure hanno incarichi uguali da provincia a provincia. Con la filiera prevista si rischia un corto circuito del tipo Commissione, Preside, Sport e Salute, Federazione senza sapere con esattezza chi deve fare cosa. Infatti decenni di Protocolli d’intesa, magmatici e caotici quanto si vuole, hanno regolato i rapporti fra Coni e Ministeri ma la Legge oggi recita un’altra cosa.
Ovviamente è auspicabile che in caso di problemi sul territorio a pagare non siano gli ormai più che bistrattati Uffici educazione fisica.
La risposta più logica a tutte queste domande è di effettuare esattamente i bandi per i docenti, fatto più volte scritto e descritto, come ha già fatto la Regione Toscana. Individuare una Scuola Polo ed evitare i pagamenti attraverso la Legge Pescante, soprattutto per l’ormai conclamata differenza tra l’attuale e il vecchio sistema di gestione dello sport. Tutto trasparente e cristallino.
Forse l’unica cosa è riderci su.
Che l’Italia sia una delle culle mondiali dell’improvvisazione ce lo dimostrano, purtroppo, fatti ben più gravi e importanti di quello del supporto di attività motoria per i maestri e per non essere sempre tristi ipotizziamo una serie di congiure.
I disfattisti sono solitamente indicati tra coloro che vogliono criticare il sistema come autore di tutti i mali per far crollare tutte le autorità dall’interno.
In particolare durante i periodi bellici il termine è stato utilizzato contro “I nemici della Patria”
i revanscisti sono per contro quelli che tentano di riportare in auge un antico sistema vuoi per godere dei vecchi privilegi vuoi per semplice spirito di vendetta.
??? Vuoi vedere che la lobby mondiale degli insegnanti di ginnastica disoccupati ha creato un trappolone all’attuale mondo sportivo e politico per diveniree egemone di tutte le attività motorie e stabilire, grazie ad una serie infinita di proteste, sei ore di sport giornaliero obbligatorio per tutti i cittadini fino ad ottant’anni ???
!!! Vedremo e vigileremo !!!

Altre notizie si possono trovare certamente sul sito degli insegnanti di educazione fisica di Milano, Edumoto che sta seguendo la vicenda, senza peraltro riderci su.

Telegrafiche conclusioni.
Se è vero che il lavoro del precedente Governo è stato interrotto con la crisi e se è vero che la Legge è attiva da poco tempo è altrettanto vero che la fretta non è stata, in queste ultime settimane, un buon aiuto.
L’impressione è che la nuova organizzazione ne esca abbastanza male perché riesce in un colpo solo a vanificare lo sforzo di chi voleva innovare ed a copiare male il lavoro della vecchia gestione.
Alla prossima Silvano

Post scriptum.
A proposito di fretta e superficialità nei decenni i corsi di aggiornamento organizzati dalle Federazioni si appoggiavano al Coni in quanto casa madre e Ente di formazione.
Cambiata la stessa ragione sociale del Comitato ci si chiede se possano oggi alle stesse Federazioni auto dichiararsi Ente di formazione?
La risposta in una delle prossime puntate.

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)