Un passo avanti e ventidue anni indietro

Dopo il tentativo di inserimento delle Federazioni nella scuola elementare scattò una rivolta e pare che la memoria nell’Educazione Fisica sia più labile che altrove.

Sul Fatto Quotidiano del 19 ottobre Lorenzo Vendemiale chiudeva il servizio da Palazzo Chigi, conferenza stampa congiunta tra Ministero dello Sport e Sport e Salute S.p.A., affermando che senza una serie di risultati la riforma poteva considerarsi solo un modo per sfilare “la cassa” al Coni.
Ovviamente non siamo esegeti del giornalista e quindi ci limitiamo a riportare il suo pensiero; certamente per quanto riguarda l’ormai famoso e pluridecennale progetto “sport di classe” della scuola elementare la sua analisi pare assolutamente centrata.
Infatti nei giorni scorsi da parte di Sport e Salute S.p.A. è stato emanato l’avviso pubblico per la ricerca dei Tutor scolastici ed ammettiamo, pur considerandoci abbastanza esperti del settore, abbiamo dovuto rileggere più volte il bando per comprendere l’utilità dell’iniziativa.
Il testo è reperibile attraverso praticamente tutti i Comitati Regionali Coni ed in Pdf in calce a questo commento.
Sarà quindi indispensabile analizzare passo passo tematiche che solitamente vengono ignorate e sottovalutate.
Come vedremo di seguito vengono per altro mescolate due iniziative e cioè la già citata “sport di classe” e “scuole aperte allo sport”.
Ovviamente potremmo liquidare tutta la questione con un “mi piace” oppure “non mi piace”, ma l’impianto che è stato ideato ci pare davvero il peggiore degli ultimi decenni.
La valutazione che segue obbliga a seguire percorsi anche tecnici non abituali nello stesso mondo sportivo perché, purtroppo e ancora una volta, l’insieme delle attività e dei compiti relativi agli insegnanti di educazione fisica è diretta e governata da Enti esterni alla Scuola.La recentissima legge 86 di agosto delega al Governo molte incombenze e vedremo nel tempo quali saranno gli atti concreti.
Per ora, con una certa tristezza, vediamo che il primo argomento tocca ancora il supporto con docenti esterni per i maestri elementari.
Abbiamo più volte equiparato il pagamento di € 14 l’ora per il docente di educazione fisica inviato nelle scuole elementari come aiuto ai maestri come il “caporalato della ginnastica”.
Fingere che questi docenti siano collaboratori reali del Coni ed effettuino preparazione sportiva è francamente quasi vergognoso, ma la recente invenzione del nuovo bando crea un oggettivo salto di qualità, al quale invero non manca fantasia.
Di seguito cercheremo di descrivere, sperando di essere ben chiari, come esistano diverse situazioni per la stessa tipologia di servizio.
Sport di classe ordinaria: si tratta della organizzazione attraverso il Coni, non solo Ufficiale pagatore, ma anche reclutatore insieme agli Uffici periferici, del personale da abbinare alle scuole. Secondo i dati Coni si tratta di circa 4000 docenti di educazione fisica contrattualizzati.
Sport di classe regionale o comunale: si tratta delle iniziative similari o complementari alla attività diffusa. In alcune regioni, come la Lombardia, il trattamento economico è esattamente identico al progetto nazionale ed i fondi vengono assegnati a quegli istituti che già abbiano una parte di finanziamento “proprio”. In alcune realtà i pagamenti avvengono attraverso enti sportivi diversi quali il CUS o società varie.
Sport di Classe in Toscana: con il nome “Sport e scuola – Compagni di banco” lancia una iniziativa simile, ma i compensi diventano di € 21 lordo stato (cioè secondo la tassazione scolastic N.d.R. ) ogni ora.
Progetti europei Fondi PON: in sei regioni del Sud l’attività viene inserita nei Fondi europei ed il pagamento diventa di circa € 30 lorde orarie. A questa somma, come previsto dai Fondi PON, vanno aggiunte le altre spese per la gestione della progetto che, oggettivamente, è estremamente elaborato e costoso per un totale che supera i 100 euro ora.
Avendo già almeno quattro modalità di pagamento viene da chiedersi perché se ne debba inventare una quinta, infatti, la nota di Sport e Salute S.p.A. recita testualmente:
I Tutor selezionati sottoscriveranno un contratto di prestazione sportiva dilettantistica con il Presidente della Federazione Sportiva Nazionale coinvolta nella Regione di riferimento.
L’incarico decorrerà dalla firma del contratto e avrà termine il 30 giugno 2020.  Al Tutor potranno essere assegnate da un minimo di 10 classi fino ad un massimo di 20 classi, con priorità all’interno dello stesso plesso e della stessa Istituzione scolastica. Sarà cura dell’Organismo Regionale garantire prioritariamente la presenza dello stesso Tutor nel plesso. Eventuali deroghe al numero minimo e massimo di classi saranno valutate e determinate dal competente Organismo Regionale per lo Sport a Scuola in funzione delle esigenze territoriali.”

I motivi che hanno spinto a variare le modalità di pagamento ormai abituali dei 14 euro da parte del Coni sono spiegabili secondo quanto racchiuso nella nuova norma sull’ordinamento sportivo.
La Legge n. 86 dell’8 agosto 2019, la quale, per quanto riguarda il Comitato Olimpico assegna un compito diverso in periferia, laddove si leggono l’insieme delle deleghe al Governo e viene notato come sia necessario:

l) prevedere che l’articolazione territoriale del CONI sia riferita esclusivamente a funzioni di rappresentanza istituzionale;

Conseguentemente, almeno secondo la nostra lettura, il Coni non potrà più essere utilizzato per pagare i docenti; ed ecco l’idea di affidare “sperimentalmente” l’incombenza a qualche federazione.
A parte che sarebbe ora di smetterla di chiamare sperimentazione una qualsivoglia azione diversa dal consueto, ma se la ratio della novità nasce da quanto appena ipotizzato  in proposito nascono alcuni problemi non da poco.
Se a livello nazionale non è più possibile effettuare i pagamenti attraverso il Coni come sarà possibile per i Comitati Regionali continuare a comportarsi come nelle scorse stagioni?
Verosimilmente, sempre si è corretta l’interpretazione appena esposta, dovranno essere attuate anche nelle singole Regioni vuoi le modalità sancite da Sport e Salute S.p.A. oppure le modalità utilizzate nella regione Toscana.
Dalle notizie riportate sulla stampa nazionale, e che non abbiamo potuto verificare di persona, sarebbero cinque le Federazioni disponibili ad entrare in questo subappalto.
Per almeno due di queste, che abbiamo frequentato per decenni, abbiamo qualche perplessità; dobbiamo però attendere un elenco ufficiale.
Leggendo in modo semplicistico parrebbe tutto normale; si sostituisce il Coni con le Federazioni e tutto marcia normalmente.
Va da sé che se esisterà una differenza sostanziale tra periferia e centro assisteremo all’ennesimo caso dove la norma in ambito sportivo sarà modificata in modo rigoroso come recitava Monica Vitti per i crauti: “un etto, due etti, a piacer”.
Purtroppo non sarà una recita simpatica né da un punto di vista organizzativo né da un punto di vista professionale.
Anzi per le Federazioni più serie sarà indubbiamente un boomerang; l’età, e l’esperienza ci permettono anche questa certezza.
Inoltre si assisterà alla consueta “conquista” di qualche ora a scuola da parte di varie Federazioni con l’intento di trovare qualche tesserato in futuro. In sostanza nessuna pianificazione ordinaria ma semplicemente il consueto assalto alla diligenza, che nei fatti ormai è solo una carriola.
Problemi in vista per tutti; bastava dare i contributi corretti alle scuole, ma si perdeva qualche pezzo di potere!!!
La parte meno convincente della nuova progettualità è descritta di seguito:

“ L’edizione 2019/2020 del progetto è rivolta a tutte le classi 4^ e 5^ delle scuole primarie d’Italia, statali e paritarie, e prevede lo svolgimento da parte del Tutor Sportivo Scolastico (di seguito, il “Tutor”) di un massimo di 23 ore di attività per ciascuna classe assegnata, ripartite in 22 ore di copresenza con il docente titolare della classe (1 ora a settimana), e 1 ora per attività trasversali.
Novità di questa edizione è la collaborazione, in via sperimentale, con alcune Federazioni Sportive Nazionali, che cureranno uno dei moduli di formazione in itinere destinato ai Tutor, previa condivisione dei contenuti formativi con la Commissione Didattico Scientifica nazionale. I Formatori Regionali delle FSN collaboreranno quindi con il Pool di Formatori delle Scuole Regionali dello Sport. Pertanto, il Tutor proporrà alla classe i contenuti del modulo condiviso con le FSN nella formazione in itinere dedicando uno spazio all’interno di 4 lezioni delle 23 ore di attività previste.

Se abbiamo ben inteso ogni Tutor dopo essere stato opportunamente formato sulla scorta di quanto stabilisce la Commissione nazionale scientifica e sulle informazioni-formazioni ricevute da Formatori regionali delle Federazioni, oltre che da Formatori regionali dello sport avrà ben quattro ore di tempo per spiegare ai bambini l’essenza stessa ed i segreti reconditi della disciplina che lo paga!!!!
Con quella che abbiamo definito mossa fantasiosa si vanno ad uniformare due iniziative e si inventa il “modulo condiviso” pur di continuare l’invadenza nella scuola primaria.
Diciamo fin d’ora, ma lo ribadiremo ancora più avanti, che la pervicacia con la quale si ripropone sport di classe consente di dubitare dell’intera operazione di riordino sportivo.
Dato che non abbiamo ancora l’ufficialità delle Federazioni immaginiamo che si tratti della Federazione Yole Ronde e della Federazione Tiro alla Mongolfiera (la prima esiste come specialità velistica nelle Terre d’Oltremare francesi, mentre la seconda è frutto della nostra fantasia N.d.R.).
—La prima domanda è:
davvero qualcuno è così immaginifico da vagheggiare che nelle quattro ore si possa anche solo superficialmente soddisfare la curiosità del bambino verso una disciplina?
—La seconda domanda è:
si può ipotizzare che con un messaggio troppo breve, o male organizzato, un ragazzino stabilisca che quella disciplina non gli piaccia per niente e non ne vorrà più sapere in futuro? Probabilmente si.
—La terza domanda è:
ogni singola Federazione per pagare questo Tutor dovrà ovviamente tesserare l’operatore; infatti è possibile che un Ente sottoposto oggi alla vigilanza da parte di Sport e salute paghi personale che non fa parte dei propri quadri?
La quarta domanda è:
quale senso ha istituire Sport e Salute S.p.A. per riorganizzare, anche contabilmente, il mondo sportivo che gode di un notevolissimo finanziamento dallo Stato e subappaltare la ginnastica alle elementari?
La quinta domanda è:
potranno continuare i finanziamenti attuali delle Regioni (lo abbiamo già accennato qualche riga sopra N.d.R.) o dovranno anch’esse, ovviamente subito per subito (illico e immediate N.d.R.) rivolgersi ad altri enti pagatori?
La sesta domanda è:
ci troveremo davanti il Federalismo Sportivo? Se infatti le discipline illustrate da tutor formati da quella gigantesca catena di conoscenze succitata saranno su base regionale potremmo avere la Valle d’Aosta, il Piemonte e la Lombardia dove tutti useranno la barchetta dello Yole Ronde mentre Toscana Umbria e Abruzzo promuoveranno il Tiro alla mongolfiera? Essendo tra i simpatizzanti dell’Unione Nazionale dei Gruppi Sportivi Scolastici non lo riteniamo possibile ma, probabilmente, i Governatori Federalisti potranno studiare l’argomento ed utilizzarlo, eventualmente, nelle proprie proposte future.

Il Coni non è la mamma di tutti i mali.
Il Comitato Olimpico è criticabile da tutti come la Scuola, la Sanità, il Governo e l’allenatore della squadra che non vince lo scudetto, ma il Coni sovente, e non sempre, ha utilizzato i propri quadri in modo efficace.
Volendo cambiare o si cambia in meglio oppure quanto riportato da Lorenzo Vendemiale diventa l’unica verità.

Ancora sull’educazione fisica nella scuola elementare.
Abbiamo visto come vi siano almeno quattro modalità di pagamento mentre è in discussione al Senato l’introduzione del docente nel primo grado.
Dato che sono verosimili degli aggiustamenti rispetto al prodigioso risultato della Camera nel dicembre 2018, tutti favorevoli con solo due astenuti, non sarà facile che questa nuova figura possa entrare in servizio nel settembre 2020, siamo convinti però che sia un passo ineludibile per evitare che l’educazione fisica continui ad essere ancor meno di cenerentola nella scuola.
Pur avendo appena affermato che il Coni non è la mamma di tutti i mali dobbiamo però imputare al Comitato la scelta, pluridecennale, di volere costantemente inserire i propri quadri all’interno del primo grado.
Decisamente sorprendente che il pessimo vezzo di voler governare l’educazione fisica sia stato immediatamente ereditato anche da Sport e Salute S.p.A. quasi a voler continuare con una sorta di vassallaggio nei confronti dei docenti. Decisamente deludente; bastava analizzare bene il tema per evitare una pessima iniziativa!

Il momento di agire.
Se nell’immaginario collettivo è più importante aver frequentato un corso federale come allenatore, ve ne sono alcuni che durano un paio di weekend, bisogna comunque ricordare che:
l’insegnante di educazione fisica oggi arriva al titolo dopo tre, a volte sei anni di facoltà;
non è bastevole il titolo di studio ma, in qualche caso, bisogna aggiungere crediti formativi universitari;
per entrare nei ruoli dello Stato bisogna comunque superare un concorso;
nei variegati percorsi è indispensabile anche un ulteriore abilitazione;
con i tempi attuali un collega rischia di entrare in servizio, non il ruolo, che è già sulla trentina se non oltre;
per contro per diventare tecnico, e a volte accedere direttamente come esperto federale nella scuola elementare, può bastare la frequenza presso una Federazione sportiva o un Ente di Promozione.

La sentenza.
Recentemente una sentenza riportata da Tecnica della scuola informa in merito alla condanna al risarcimento quando era presente personale esterno alla scuola per una attività “convenzionata” assimilabile a grandi linee allo stesso “sport di classe”.
Si tratta di una novità che, ancora una volta, impone l’obbligo da parte di ogni singolo docente di informare il proprio Dirigente Scolastico sui rischi oggettivi che la stessa attività comporta per la scuola, e soprattutto per la Dirigenza.

https://www.tecnicadellascuola.it/educazione-fisica-se-lesercizio-e-pericoloso-e-lalunno-si-fa-male-paga-il-miur-e-poi-il-docente

Il sindacato.
Sappiamo bene che le Organizzazioni Sindacali non amano esattamente l’educazione fisica e la sua storica organizzazione, più volte, su questo sito e non solo, è stato ricordato il peccato originale della materia, ma è giunto probabilmente il momento che anche da parte delle stesse Organizzazioni si riponga attenzione verso il settore.
Non è più possibile che dei giovani colleghi precari continuino a subire non solo il caporalato della ginnastica, ma anche il già citato subappalto del caporalato mentre anche solo unendo le cifre che molti Enti mettono a disposizione sarebbe già pagata una notevole parte della somma necessaria per un servizio di livello degno.
Per ogni progetto del pacchetto “scuole aperte” il contributo di Sport e Salute S.p.A. dovrebbe aggirarsi intorno ai 600 euro.  Per i tecnici federali 15 euro all’ora (uno in più del ginnico precario, pare giusto!!!  ) .
Contrattualmente un docente delle medie ha previsto nel contratto un migliaio di euro in tutto .  Lo Stato non ha evidentemente risorse. Però si trovano per i Progetti……..

I colleghi.
È indubbio che la categoria sia stanca, mal considerata, sottopagata nelle richieste di attività sportiva, ma diventa inevitabile una nuova e diversa mobilitazione da parte di tutti perché è ben diverso iniziare un’azione di rivalsa verso il proprio datore di lavoro oppure dover accettare un piccolo contributo utile per la sopravvivenza da parte di un Ente, di fatto statale in quanto totalmente finanziato dallo Stato, che opera all’improvviso con scelte che umiliano una intera categoria senza alcuna garanzia futura.

L’assoluta contrarietà.
Se continuiamo a ricordare come sia importante che nel bene e nel male il personale scolastico debba essere gestito dal Ministero dell’Istruzione, pur con tutte le sue innumerevoli falle, è perché abbiamo ancora presente, anche per testimonianza diretta all’inizio del servizio scolastico, come l’educazione fisica gestita fuori dalla scuola non abbia portato bene al settore, alla materia, agli insegnanti.
Già perché per decenni l’ostracismo verso lo sport era generato dall’ex dipendenza dalla Gioventù Italiana Littorio; oggi non abbiamo bisogno di tornare indietro si spoerava dagli anni ’80 che fosse superata la separatezza con il resto della scuola, ma non è ancora così.
Nel titolo abbiamo ricordato i 22 anni or sono è perché è stata l’ultima volta, dopo l’ennesimo tentativo di inserire le Federazioni nelle scuole elementari, che la categoria ha bloccato l’attività extracurricolare, obbligando il Ministero a fare marcia indietro.
Vedremo che accade.

Alla prossima Silvano

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)

Ecco il bando su Sport di classe:   sport di classe 2020