Quando la scienza si occupa di educazione motoria si scopre un universo inatteso.

Un documento straordinario sulla necessità indifferibile della ginnastica nella scuola elementare.

La Commissione nominata dal Ministro Bussetti per lo studio dell’educazione fisica con tutte le sue correlazioni non si è limitata, come abbiamo già scritto, alla semplicistica ricerca di nuove formule per i Campionati Studenteschi o di stabilire se la rete di pallavolo deve essere più alto più bassa rispetto al passato, ma ha cercato di individuare soluzioni stabili nel tempo per tutto il comparto del movimento relativo gli studenti.
E quindi dalla necessità, anche programmatica, per l’educazione fisica nel primo grado, all’organizzazione sportiva scolastica sul territorio, all’insieme delle norme per una gestione più efficace dei Centri Sportivi Scolastici, fino alle motivazioni scientifiche fondamentali per supportare l’investimento dell’insegnante di educazione fisica nel primo grado.
E proprio di rapporto tra scienza, anzi neuroscienza, e necessità di movimento nell’età scolare scriveremo oggi.
Ne scriviamo, e non commentiamo nel merito perché non ne saremmo nemmeno in grado, e notiamo come il lavoro delle Dottoresse Maddalena Fabbri Destro, Valentina Gizzonio, Cristina Resi, Ivana Sartori, volentieri concesso al Gruppo di lavoro, sarebbe da solo esaustivo, verso chiunque, per giustificare immediatamente la conclusione dell’iter legislativo per l’inserimento del docente di educazione fisica nella primaria.
E quindi, insieme agli amici di Atletica live, per una volta, possiamo ritenerci diffusori di scienza e conoscenza, fatto non da poco in tempi di propagazione di brevissimi messaggi telefonici.
Per facilitare la lettura pubblichiamo sia le immagini fotografiche di ogni singola pagina sia l’intero documento in Pdf.
Si legge in ogni dove chi è costantemente indifferibile la necessità di aumentare le conoscenze motorie per gli studenti; si legge costantemente che l’insegnante di educazione fisica (con il calo di natalità in corso 11.000 docenti sarebbero più che sufficienti per un costo approssimativo di 300 milioni l’anno N.d.R.) farebbe risparmiare cifre iperboliche al sistema sanitario nazionale; chiunque ricorda che una corretta educazione sportiva farebbe migliorare l’intero sistema dei rapporti interpersonali anche in relazione al bullismo e ad ogni forma di prevaricazione, ma la risoluzione del problema non arriva mai.
Proveremo nei prossimi interventi a capire dove nasce un vero blocco verso questi temi.
A proposito di scienza può essere utile ricordare che l’intera chimica organica era riassunta, negli anni 30, in un paio di volumi e che tutto lo scibile medico, nel 1950, era contemplato in nove tomi dell’Enciclopedia Medica; addirittura la cardiologia non era ancora una specializzazione della professione e le neuroscienze, forse, non erano neanche immaginabili.

E mentre la medicina ha fatto balzi da gigante, come potrà comprendere chi legge il documento, lo sport a scuola è addirittura regredito.

Non è che manchino interventi o azioni da parte di molti, siano Federazioni nazionali, Enti di promozione, Società sportive o Comuni, ma la gran parte delle iniziative sono destinate a restare interventi a spot la cui reale efficacia dura spesso lo spazio di un mattino.

E le mille e mille proposte esterne alla scuola sono da considerarsi utilissime oppure indispensabili oppure inutili oppure vanagloriose oppure velleitarie secondo il punto di vista.
E tutto questo perché non si seguono “i chiari i sentieri della ragione” e perché la programmazione non è certo la qualità migliore nel nostro Paese.(La frase non è filosofica è presa da Tex Willer N.d.R.).

Eppure qualche esempio eccellente esiste anche in Italia.
Quando nel 1983 la provincia di Bolzano lanciò il “piano di sviluppo degli impianti sportivi in Alto Adige” sembrava davvero il libro dei sogni.
Oggi l’Alto Adige possiede un parco impiantistico superiore a tutto quanto esiste in Calabria e in Basilicata, pur escludendo ovviamente le strutture della neve.
È un segno che allora si può programmare anche quanto è connesso al movimento dalla scuola elementare fino ai grandi impianti, sempre che la priorità non sia solo quella delle strutture per lo spettacolo o per le manifestazioni internazionali.
Non ci resta quindi che augurare buona lettura, anzi buono studio, del documento nella speranza che possa essere opportunamente considerato come un elemento di base verso il miglioramento della vita sociale e motoria di tutta l’Italia.

Alla prossima Silvano

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)

Il Documento in PDF; sotto in immagini leggibili anche da tablet.

  Relazione di supporto alle motivazioni relative all’inserimento dell’insegnante di Educazione Fisica – 30.9.2019