La fine dell’estate non farà dimenticare lo sport a scuola e non sarà solo un triste autunno

L’anno sportivo è iniziato con grandi speranze speriamo di festeggiare entro Natale.

Ad una osservazione superficiale lo Sport a scuola potrebbe essere cambiato poco in realtà, salvo scelte decisamente contrarie da parte del Parlamento della Repubblica, l’articolo due della legge 1372 di agosto apre uno scenario davvero nuovo anche se, come scritto pochi giorni addietro si tratta solo del primo mattone.
L’anno era iniziato con il comunicato di Palazzo Chigi che informava di una serie di deleghe al Governo riguardante l’attività sportiva.
Tra queste anche la costituzione di una Federazione Nazionale dello Sport Scolastico.
Di seguito il link al sito Informazioni Parlamentari dal quale si possono ricavare una miriade di informazioni sulle attività promosse da chi ci governa:

http://infoparlamento.it/tematiche/CdM/consiglio-dei-ministri-comunicato-stampa-del-28-febbraio-2019-fonte-governoit

Le due immagini che seguono esplicitano molto bene qual era l’intendimento del Governo, poi, come è noto la nuova legge, si è limitata ad istituire i Centri Sportivi Scolastici “secondo le modalità e nelle forme previste dal codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017 n.117

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Può sembrare con poca cosa rispetto ad una Federazione studentesca nazionale, ma in realtà è un atto politico gigantesco, almeno per la storia sportiva nazionale non sempre capace di mettere al centro lo studente.

Abbiamo provato invidia.
Nella nostra vita non siamo mai stati invidiosi per le fortune e le ricchezze di chicchessia, qualche volta ci siamo detti “peccato non aver avuto quell’idea”.
Il fatto di avere dato la facoltà alle scuole di accedere ad un registro del Terzo settore per lo sport scolastico è, a nostro giudizio, la cosa più importante di tutto la riforma sportiva in corso; “peccato non aver avuto quell’idea”.
Si cancella lo storico errore del 1974 che chiuse i Centri Sportivi Scolastici delegando al Coni per oltre quarant’anni la gestione dello sport riservato agli studenti.
Infatti l’articolo due della nuova Legge stabilisce una serie di regole che sarà impossibile non rispettare.
Innanzitutto l’attività sportiva può tornare centrale nella vita di una scuola dimenticando quella miriade di progetti più o meno fantasiosi nati e cresciuti senza avere lo studente al centro dell’attività.
L’attività sarà regolata dalle norme del Terzo settore e questo significa che ogni Istituzione scolastica dovrà pagare i propri collaboratori, qualora non siano docenti in servizio, non solo verificando che siano docenti di educazione fisica, ma anche secondo il contratto collettivo di lavoro.
Tradotto in moneta significa che quello che noi definiamo “il caporalato dell’educazione fisica” non sarà più possibile; non sarà più possibile inventare una collaborazione sportiva e pagare € 14 l’ora i colleghi disoccupati.
E poi ancora; le scelte sullo sport non saranno legate esclusivamente al singolo docente (alle superiori gli insegnanti sono molti, ma nei comprensivi la media è di due insegnanti per Istituto N.d.R.) e quindi potrebbero esservi occasioni nuove di occupazione per i docenti .
Per analizzare il tema in modo esaustivo sarà indispensabile riprendere l’argomento nei prossimi giorni.
Sulla possibilità o meno che nasca una Federazione Nazionale Studentesca è probabile che la discussione possa continuare; non dimentichiamo che nella scorsa Legislatura l’Onorevole Manuela Ghizzoni ne presentò una, molto interessante, nella quale si preconizzava la nascita della Unione Nazionale dello Sport Scolastico.
Se indubitabilmente prima o poi bisognerà dare un’organizzazione globale allo sport studentesco, qualora sia ritenuto importante per gli studenti, poco importerà se si chiamerà Federazione oppure Unione oppure Confraternita; l’importante è che molti milioni di studenti possano accedere allo sport con una programmazione scolastica adeguata.
Ed in tempi brevi sapremo anche quale volontà concreta sarà espressa dal nuovo corso politico.
Come abbiamo fatto in questi anni torneremo quindi sui temi e più precisamente, insieme ad un gruppo di vecchie glorie e di giovani colleghi, utilizzeremo il format “delle ipotesi e delle tesi”.

E quindi analizzeremo:
*utilità di una Federazione Nazionale Studentesca;
*validità e problematiche relative allo sport scolastico ed ai CSS aderenti al Terzo settore;
*necessità di un riordino territoriale dell’organizzazione ministeriale afferente lo sport;
*organizzazione pluriennale della programmazione sportiva scolastica;
*eravamo quattro, a volte cinque amici al bar  e parlavamo di sport a scuola…..;
*progetto di un’atletica leggera a misura di studente.
È un programma certamente ambizioso, ma visto che abbiamo appena verificato che il sito www.Scuolaesport.it è attivo dal febbraio dell’anno 2000 è ovviamente indispensabile che entro il 20º anno della presenza su Internet possiamo completare il pacchetto delle nostre simpatiche proposte.

Di seguito il testo dell’articolo due della Legge già citata

Alla prossima Silvano

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)

 

Art. 2.

  1. Al fine di organizzare e sviluppare la pratica dell’attività sportiva nelle istituzioni scolastiche, le scuole di ogni ordine e grado, nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali, possono costituire un centro sportivo scolastico secondo le modalità e nelle forme previste dal codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017,n.117. Le scuole stabiliscono il regolamento del centro sportivo scolastico, che ne disciplina l’attività e le cariche associative. Il medesimo regolamento può stabilire che le attività sportive vengano rese in favore degli studenti della scuola, di norma, a titolo gratuito.
  2. Le attività del centro sportivo scolastico sono programmate dal consiglio di istituto, che può sentire, ove esistenti, le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c),del decreto legislativo 23 luglio 1999,n.242, che hanno la propria sede legale nel medesimo comune in cui è stabilita la sede legale del centro sportivo scolastico.
  3. Possono far parte del centro sportivo scolastico il dirigente scolastico, i docenti, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, gli studenti frequentanti i corsi presso l’istituzione scolastica e i loro genitori.
  4. Qualora, ai sensi del presente articolo, siano previste attività extracurricolari o l’utilizzazione di locali in orario extrascolastico, devono essere definiti appositi accordi con l’ente locale proprietario dell’immobile.
  5. 5. I centri sportivi scolastici possono affidare lo svolgimento delle discipline sportive esclusivamente a laureati in scienze motorie o a diplomati presso gli ex istituti superiori di educazione fisica. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i requisiti di ulteriori profili professionali a cui può essere affidato dai centri sportivi scolastici lo svolgimento delle discipline sportive.
  6. Mediante la contrattazione collettiva stabilito il numero di ore a disposizione di ogni istituzione scolastica, da riconoscere in favore dei docenti ai quali sono assegnati compiti di supporto dell’attività del centro sportivo scolastico.
  7. La somministrazione di cibi e bevande attraverso distributori automatici installatinegli istituti scolastici di ogni ordine e grado nonché nei centri sportivi scolastici avviene nel rispetto di quanto previsto dall’articolo4, comma 5-bis, del decreto-legge 12 settembre 2013, n.104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013,n.128.
  8. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all’attuazione del presente articolo nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. (Centri sportivi scolastici)