L’organizzazione sportiva scolastica sul territorio.

Ovvero volere l’Alta Velocità e far viaggiare le Littorine.

***Tesi su sport a scuola—Capitolo II

Nel commento del giorno 15 u.s. abbiamo ipotizzato una scaletta di quanto scriveremo e, granitici come la panna montata, invertiamo l’ordine dei fattori convinti che la somma non cambi.
In realtà abbiamo pronto il nostro piano quasi fosse una circolare o una direttiva sia per la Federazione Sport scolastica sia per i Centri Sportivi del terzo settore con ipotesi di studio che paiono tutto sommato percorribili.
Trattandosi però di due mattonate estremamente lunghe stiamo pensando ad una suddivisione in puntate più leggibili.
Abbiamo già scritto molte volte che lo storico nome della aggregazione nazionale studentesca in Italia, ripreso peraltro da Manuela Ghizzoni nel suo Progetto di legge appena ricordato, era Unione Nazionale; contro l’ipotesi di una simile denominazione abbiamo il nome francese degli Union Nationale du Sport Scolaire.
Poco conta che noi e i transalpini ci siamo inseguiti sull’organizzazione scolastica fino dall’anteguerra, dato che dal 1974 oggi sono certamente egemoni loro.
Il termine Federazione dello Sport Scolastico è la più logica, ma potrebbe apparire ai più come una sorta di apparato dipendente dal Comitato olimpico e quindi qualcuno potrebbe storcere il naso sulla terminologia da usare.
Dato che noi ragioniamo in termini di “ipotesi di studio” definiremo la nostra ipotetica organizzazione come: Congrega Nazionale Sportiva Scolastica. In questo modo non temiamo di incorrere nelle ire di alcun purista.
Tornando al titolo sappiamo che è inevitabile, parlando di organizzazione territoriale, analizzare lo stato degli Uffici Educazione Fisica, ma in questo commento non ci soffermeremo su come si è ridotto il Coordinamento, ma sul peso specifico che possono avere questi Uffici.
Non va infatti dimenticato che chiunque voglia svolgere il proprio servizio lavorativo nel settore amministrativo dello sport scolastico conserva una facoltà unica e cioè quella di tornare a scuola.In tempi di carenza di posti di lavoro si tratta di un benefit notevole perché consente a qualunque collega di poter dire anche qualche “Signornò” senza dover necessariamente subire ricatti.

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La fine dell’estate non farà dimenticare lo sport a scuola e non sarà solo un triste autunno

L’anno sportivo è iniziato con grandi speranze speriamo di festeggiare entro Natale.

Ad una osservazione superficiale lo Sport a scuola potrebbe essere cambiato poco in realtà, salvo scelte decisamente contrarie da parte del Parlamento della Repubblica, l’articolo due della legge 1372 di agosto apre uno scenario davvero nuovo anche se, come scritto pochi giorni addietro si tratta solo del primo mattone.
L’anno era iniziato con il comunicato di Palazzo Chigi che informava di una serie di deleghe al Governo riguardante l’attività sportiva.
Tra queste anche la costituzione di una Federazione Nazionale dello Sport Scolastico.
Di seguito il link al sito Informazioni Parlamentari dal quale si possono ricavare una miriade di informazioni sulle attività promosse da chi ci governa:

http://infoparlamento.it/tematiche/CdM/consiglio-dei-ministri-comunicato-stampa-del-28-febbraio-2019-fonte-governoit

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