Dopo 45 anni il primo mattone dello sport a scuola è stato ricostruito.

Speriamo che il resto della casa sia ultimato in tempi brevi.

La crisi politica in atto, forse risolta in qualche ora ha fatto passare totalmente sotto silenzio un articolo della nuova legge che regola lo sport all’interno della quale l’articolo 2 ripone le basi per i Centri Sportivi Scolastici.
Formalmente ci sono da tanto tempo, ma ormai quasi nessuno ricorda che i Gruppi Sportivi e le loro Unioni Provinciali vennero chiuse nel 1974 dopo che la Corte dei Conti rilevò che si trattava di gestioni economiche fuori bilancio rispetto ad una Legge dello Stato di tre anni prima.
Da allora la denominazione rimasta più o meno la stessa ma il Parlamento della Repubblica non se ne occupò più fino alla recentissima Legge 1372.
In quest’ultimo anno, insieme ad alcuni colleghi, abbiamo fatto parte di un gruppo di lavoro istituito dal Ministro Bussetti nel quale sono stati analizzati i mille temi dell’educazione fisica con tutte le sue correlazioni.
Serietà e riservatezza obbligano ad evitare facili commenti sul nostro piccolo contributo, certo che è almeno la terza volta che, di persona, vediamo da vicino il traguardo sul riordino del sistema sportivo scolastico ed improvvisamente cambia lo scenario.La prima volta fu indubbiamente quella con l’impegno del ministro D’Onofrio il cui lavoro venne vanificato dalla caduta del Berlusconi 1º ; poi il disfacimento del progetto Perseus con il cambio di rotta durante il dicastero Moratti ed ora la crisi nella gestione Bussetti.
Si potrebbe pensare che si tratti di una sorta di maledizione lo sport scolastico, ma ripensando a Leopardi in ’”All’Italia” o a Dante quando grida “Ahi serva Italia” e perché no a Verdi che rimpiange la “Mia patria sì bella e perduta” non si tratta solo di un settore della vita quotidiana.
È proprio il Belpaese che vive le proprie contraddizioni sia per i nostri 60 milioni di concittadini sia per il milione di addetti al settore scuola; ogni giorno assistiamo ad un ordinario ottimo lavoro o a notevoli cialtronerie o episodi di grande eroismo.
Certi però che l’articolo due della legge 1372 sia, di fatto, il più importante capitolo della nuova legge sullo sport possiamo solo sperare di non attendere altri 45 anni per vedere la posa del secondo mattone.
Sono comunque moltissime le cose che si sarebbero potute costruire grazie all’ articolo appena citato e tra le ipotesi che abbiamo visto crescere, sempre usando un linguaggio da edilizia, avrebbe potuto costituire una base davvero importante.
Continuiamo a sperare.
Alla prossima, con molta calma, Silvano

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)