Seconda parte. Sportivo, Sperimentale, Promozionale le parole che nascondono l’assenza di idee nello Sport e nella Scuola.

E a fine commento qualche news e non tutte sono positive.

Dopo aver visto nella prima analisi come il termine sperimentale sia ampiamente abusato oggi vediamo in che modo il termine sportivo è diventato più moda e apparenza che mai.
Ricordiamo ancora una volta come le scuole sportive in Europa siano praticamente inesistenti; esistono istituti con orari differenziati, in particolare si hanno a che fare con la neve, esistono forme di aiuto per gli studenti impegnati nello Sport di alto livello ma esistono anche vincoli estremamente rigidi per mantenere uno status di atleta studente.
Nel Belpaese abbiamo invece un’intera casistica che iniziamo a descrivere, pur in modo sommario.
Abbiamo quindi le scuole medie a indirizzo sportivo; gli istituti “ordinari” ad indirizzo sportivo; i licei sportivi; gli studenti atleti di alto livello.
– Scuole medie a indirizzo sportivo.
Sono una relativa novità e la prima in Italia, a Tavagnacco, è nata soprattutto per dare supporto ed integrazione agli alunni.
Gradatamente le proposte sul territorio si sono moltiplicate fino ad arrivare all’idea di generalizzare l’esperienza un po’ dappertutto.
Le ore di educazione fisica in più sono consentite dalle scelte in base all’autonomia e, tradotto in modo molto superficiale, consentono di aumentare le ore di educazione fisica togliendo qualche altra materia all’interno dei vincoli previsti dalla normativa.L’aspetto meno qualificante di queste iniziative è che l’attività sportiva per tutti, quella che sarebbe obbligatoria in uno Stato funzionante, viene dimenticata in onore di una nuova esperienza.
In questi giorni sta per essere predisposta la sperimentazione di un istituto comprensivo milanese che proporrà l’indirizzo sportivo per un totale di 12-15 discipline conosciute in tre anni.
Di per sé l’idea potrebbe essere brillante, ma leggendo con attenzione il Ptof (il Piano triennale dell’offerta formativa) si legge che molte iniziative si svolgono con la collaborazione di società sportive presenti sul territorio (una volta si chiamava scuola-extra scuola ed è stata codificata già dalla metà degli anni 90) e che alcune lezioni si tengono in un giardino pubblico adiacente.
La palestra è una normale struttura grande come un campo di pallacanestro e non presenta alcuna dote trascendentale.
In più ricercando quel poco reperibile sullo “storico” delle partecipazioni alle attività sportive dell’Istituto è impossibile trovare particolari citazioni.
La conclusione è che il termine “sportivo” rischia di essere utilizzato, anche in questo caso, come semplice richiamo per aumentare le iscrizioni, ad ulteriore conferma che le analisi nel settore sono più dettate dalle mode, delle emergenze, dalle idee, pur ottime, ma superficiali e non da studi razionali.
Al termine di una serie di interventi sullo sport scolastico su “Scuola e didattica” si poteva leggere che sarebbe stato un successo, una volta inserita l’Educazione fisica con il docente specifico nella scuola elementare, consentire agli studenti la conoscenza di una decina di discipline sportive in otto anni. La valutazione del tempo, molto tempo addietro, era che grazie ad un ampio spettro di conoscenza sportiva lo studente avrebbe potuto decidere al meglio quale sport a frequentare con la migliore soddisfazione personale.
L’idea stessa di poter correttamente “istruire ed allenare” (ci si passi il termine N.d.R.) in tre anni 15 sport è una sorta di tentativo di creare tanti piccoli Iron men.
Ovviamente, se ci sarà possibile seguiremo in futuro lo sviluppo dell’iniziativa.
-Istituti superiori ad indirizzo sportivo.
Grazie all’autonomia si sono sviluppate molte iniziative che garantivano un aumento delle ore di educazione fisica. Una casistica completa non esiste per tutto il territorio nazionale il vantaggio-svantaggio del progetto legato all’autonomia è che gli esami di maturità sono gli stessi sia per l’eventuale indirizzo sportivo sia per le altre classi dell’Istituto.
Dopo un iniziale notevole diffusione si è avuto un calo di presenze, la reale garanzia per studenti e genitori è che i corsi ad indirizzo sportivo possono normalmente tornare ad essere corsi normali, sulla scorta delle analisi da parte del collegio docenti.
-Licei sportivi.
Quando sono nati nel 2013 parevano la risposta alle nuove esigenze per favorire lo sport studentesco.
I licei sportivi statali dovevano essere uno per provincia, siccome ormai sono oltre molti di più è evidente che fin da subito la norma non è stata rispettata.
“Tecnica della scuola” più volte si è occupata della questione numerica, e anche recentemente, ha segnalato come, arrivando alla maturità, gli spazi palestra si sono rivelati oltremodo insufficienti. Infatti uno dei cardini per l’autorizzazione era quello di avere a disposizione strutture adeguate in tutti i sensi; anche sul numero delle classi sono stati pubblicati commenti decisamente sfavorevoli , visto che una sola classe all’anno è un altro vincolo non rispettato.
Non è possibile sapere quanti siano gli istituti non statali che si sono trasformati in Licei sportivi per i quali, in ogni caso non esiste limite territoriale.
Ovviamente le osservazioni sulla congruità degli spazi, trovate su “Tecnica della scuola”, sono più che corrette così come è immaginabile che i controlli da parte delle Direzioni siano inesistenti, ma, volendoci soffermare sulla uso scorretto della terminologia “sportivo” ,vogliamo mettere in evidenza come il Liceo sportivo sia frutto, da un punto di vista della programmazione di una grandissima “disattenzione”.
In sostanza al ciclo ordinario di studi sono stati inseriti qua e là alcuni commi che avrebbero dovuto dare un valore specifico al nuovo ordinamento.
Pur tralasciando le inesattezze storiche e finanche filosofiche troviamo due perle davvero notevoli:
trattando la biologia generale viene scritto che le conoscenze dello studente dovranno riguardare anche le patologie e le disfunzioni relative ai limiti del motore umano;
in merito alla scienza della terra lo studente dovrà approfondire i temi correlati all’impatto degli impianti sportivi sugli ambienti terrestri, marini, fluviali, lacustri, glaciali ed atmosferici nei quali si esercita la pratica amatoriale ed agonistica degli sport all’aperto.
Se è pur vero che, per molti secoli, le patologie venivano riconosciute dagli stregoni e sciamani è anche vero che oggi dovrebbe essere più un fronte medico che liceale ad approfondire gli studi, così come studiare l’impatto di un impianto sportivo pur gigantesco sul clima è oggi praticamente impossibile.
Proprio in questi giorni abbiamo letto di una rimostranza dei docenti di musica che si occupano del jazz; lamentano una dimenticanza nelle norme che riguardano l’insegnamento e il reclutamento.
Le due osservazioni che abbiamo fatto per i licei sportivi, rispetto a due frasi contenute nel D.P.R. numero 52 del 5 marzo 2013 sono state analizzate da moltissime persone e poco valutate proprio perché si trattava di “sportivo”.
Ovviamente è auspicabile che in un futuro, magari non troppo lontano anche queste irrealizzabili indicazioni possono essere modificate.
– Studenti atleti di alto livello.
Si tratta dell’ultima iniziativa relativa allo sport; essendo sperimentale è auspicabile che subisca un controllo assoluto per evitare, italianamente, scorciatoie riservate ai furbi.
Infatti sulla scorta di una verifica personale, e di conseguenza non assolutamente scientifica, la richiesta maggiore riguarda l’esenzione dalle lezioni.
In pratica sono ormai molte le segnalazioni dalle quali si evince che l’alto numero di allenamenti dei giovani talenti obbliga a molte assenze.
Non esistono dati sul funzionamento della piattaforma di supporto enunciata due anni fa con l’avvio della sperimentazione e, quindi, resta solo la possibilità di sondaggi molto informali.
Sappiamo come il numero delle assenze, per uno studente normale, è un limite invalicabile e che anche gli studenti atleti non possono superarlo.
Probabilmente non è chiara a tutti la differenza tra il doveroso aiuto che lo Stato concede ai talenti sportivi e la via breve per lavorare meno a scuola.
Sappiamo che in Austria i Licei sportivi hanno orari differenziati, in particolare per quanto riguarda gli allenamenti al mattino sulla neve; che in Svizzera gli studenti atleti di alto livello hanno supporti ulteriori, ma devono avere un rendimento estremamente positivo, pena l’esclusione dal percorso; che in Germania le studentesse partecipanti ai mondiali di sci del 2017 sono rimasti a casa per svolgere alcuni dei temi previsti per l’esame di maturità.
Le verifiche che si renderanno indispensabili in un prossimo futuro dovranno, speriamo, andare proprio nel verso dell’impegno assoluto per evitare che nasca una nuova piccola casta di studenti perché nel nostro Paese troppe volte gli scaltri l’hanno fatta da padrone.
Eurosport ha trasmesso recentemente un simpatico spot nella quale la frase importante è : senza fatica non si ottiene niente” ; dovrebbe essere il tormentone per gli studenti atleti, anche per il successo scolastico.

 

E, finalmente, veniamo alle news.
La prima riguarda un fatto avvenuto in una grande regione del Nord.
Durante la scelta dell’istituto da abbinare ad un Tutor del progetto “sport di classe” un candidato è stato escluso in relazione alla richiesta di effettuare un numero ridotto di ore rispetto alle potenzialità della scuola.
Dato che la questione è oggetto di contenzioso non entriamo assolutamente nel merito della valutazione, ma ci è facile immaginare come il caso farà scuola in futuro.
Infatti l’intera normativa sull’impiego del personale nella scuola è codificata da molto tempo e lo sono anche gli eventuali incarichi parziali.
Ciò che non è codificato per niente è il ruolo che può avere l’Organismo dello sport scolastico ( la vecchia Commissione provinciale dei Campionati N.d.R.)  nelle eventuali esclusioni dei tutor, fatte salve le questioni relative ai punteggi.
Infatti da qualche anno la storica figura del Coordinatore di Educazione Fisica e Sportiva semplicemente non esiste più, per contro esistono alcuni docenti distaccati, ai sensi della legge 107, ai quali viene affidato anche il compito di seguire l’educazione fisica. la salute e altre incombenze.
Decadendo la figura è completamente scomparsa anche la vecchia possibilità, antica possibilità, della delega alla firma, codificata nientemeno che nel 1980; nemmeno i Coordinatori regionali, figura residua degli storici incarichi, possono essere delegati alla firma.
Ne va da sé che se non possono nemmeno essere firmate le circolari dei Campionati Studenteschi non possono essere stabilite esclusioni od inclusioni diverse dalle graduatorie dei Tutor, queste ultime verificate per norma dalla Direzione Regionale.
A maggior ragione un organism0 esterno alla Scuola può decretare un’esclusione dall’incarico.
Proprio recentemente abbiamo rilevato come la storia dell’Educazione fisica, e lo abbiamo ribadito anche nel commento di oggi, sia totalmente piena di interpretazioni personali ed, in alcuni casi, l’avversione alla materia è stata correlata anche alle modalità di gestione.
In fondo non è un caso che le critiche alle modalità di amministrazione dello sport scolastico, è a tutto quanto connesso l’educazione motoria, sia stato notevolmente aumentato nelle ultime stagioni perché anche quanto abbiamo appena citato rientra nella casistica di norme applicate in modo quantomeno imperfetto.
Si pone, poi, ancora una volta la questione sindacale di questi Tutor precari.
È davvero strano che con incarichi da assegnare a centinaia di docenti di Educazione fisica non vi fosse alcuna presenza di quelle organizzazioni sindacali che, a parole, ribadiscono costantemente la necessità di trasparenza in tutte le operazioni che riguardano le assegnazioni del personale docente e poi mancano la scena in modo assoluto.
Il fatto che si trattasse di Educazione motoria di supporto non toglie nulla rispetto ai diritti e ai doveri dei futuri docenti e non toglie nulla al fatto che il denaro per pagare i giovani colleghi provenga dallo Stato, sia che passi attraverso il Coni, finanziato dal Ministero dell’Economia e Finanze, sia che passi attraverso il Miur.
Anche su questo fatto riporteremo le scelte definitive che saranno prese in futuro.
L’esperto professor Mantovani.
In questi giorni sono stati pubblicati i nomi degli esperti che avranno il compito di coordinare per un anno le varie iniziative di studio del Miur su vari temi.
Per quanto riguarda il comparto dell’educazione fisica e sportiva la scelta del Ministro è caduta sul professor Bruno Mantovani.
Lo conosciamo da tempo e non avremmo nulla da opinare se non fosse per quell’immagine comparsa sul Corriere della Sera quando l’Autorevole quotidiano ha commentato l’iniziativa ministeriale.
Il nostro Sito non ha attivata la possibilità di corrispondere perché i due nomi Scuola e Sport attirano una incredibile dose di spam.
Però ci piacerebbe poter lanciare un sondaggio con alcune semplici domande del tipo:
può essere che il professor Mantovani sia cugino di Dorian Gray e non invecchi mai?
può essere che il professor Mantovani ha Photoscioppato la sua immagine per non dimostrare la sua vera età?
può essere che il professor Mantovani abbia bisogno di una nuova fotografia?
Anche qui cercheremo di dare una risposta.
L’ultima news, che non è tale, riguarda l’ormai mitico Portale dello sport scolastico.
Continua a funzionare male.
Ma dai……
Ci sarebbe anche in realtà la correzione relativa alla presenza dei medici in tutte le fasi Provinciali dei Campionati Studenteschi, ma più che una news è una correzione dovuta ad uno svarione nel testo dal Progetto tecnico.
Prossimamente, pur senza fretta, proporremo un’analisi completa del famoso progetto scolastico francese.

Alla prossima Silvano.

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)