Scuola. Ginnastica e Sport nel Documento Economico del Governo.

Con l’impegno di ieri finalmente si va verso la revisione della vecchia Legge n. 88 del ‘58 e si potrà vedere il docente di Educazione fisica nella Scuola elementare.

C’è una frase importante nel Def (Documento di Economia e Finanza) approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri, non certo eclatante, ma fondamentale per poter garantire un futuro alla materia e all’attività sportiva studentesca.
Per il piccolo mondo dell’Educazione Fisica e dello Sport Scolastico è, in realtà, una vera e propria rivoluzione.
Probabilmente per la prima volta nella storia repubblicana viene ribadito, nella carta di programmazione economica del Paese, che il Governo vuole davvero inserire l’Educazione Fisica nella scuola elementare e dare valore allo sport studentesco.
Abbiamo potuto fare una verifica ed abbiamo avuto conferma di come il dicastero di Marco Bussetti abbia avanzato la proposta, che illustriamo sotto, ritenendola tra le priorità di viale Trastevere.
In più, è notizia di questi giorni, sono iniziati gli incardinamenti delle Proposte di Legge sull’Educazione motoria nel primo grado all’interno della Commissione Cultura della Camera.
Il passaggio che andiamo ad analizzare così recita:
Infine, saranno intraprese misure per assicurare agli studenti una sana e corretta educazione motoria, prevedendo in particolare l’inserimento fin dalla scuola primaria di laureati in scienze motorie e sportive e la riorganizzazione dell’attività sportiva scolastica”.

All’interno della Nota di Aggiornamento del DEF, lungo una quarantina di pagine potrebbe sembrare davvero piccola cosa, ma l’inserimento sta a significare che il Governo ritiene che l’operazione sia finanziabile.
Per l’intero movimento sportivo, e non solo scolastico, l’impegno preso nella serata di ieri significa andare, finalmente, verso la riforma della Legge n. 88 del 1958 che oggi dimostra tutti i suoi sessant’anni ed ha bisogno di una globale revisione.
La ricaduta economica, gli studi in proposito sono centinaia, sarà gigantesca in rapporto alla spesa sanitaria; per molte famiglie sarà possibile garantire il “minimo vitale sportivo” senza bisogno di spendere per mille tipologie di corsi e, soprattutto, con una efficace educazione motoria e sportiva ogni alunna ed ogni alunno potranno conoscere molteplici attività senza lo stress del risultato precoce.
Ovviamente l’impegno nel DEF dovrà passare attraverso l’approvazione del Parlamento, ma, dato che, oltre al Contratto di Governo, tutte le forze politiche ritengono l’Educazione motoria una necessità riteniamo possibile un cambiamento epocale.
Abbiamo detto che vi sono alcune Proposte di Legge tema, in particolare ne sono state presentate tre. Due di queste sono già reperibili sul sito della Camera dei Deputati.
Al momento è già possibile leggere quella dell’onorevole Cattoi (Lega) e dell’onorevole Marin (Forza Italia); annunciata, e non ancora pubblicata, quella dell’onorevole Villani (5 Stelle).
È probabile che le varie Proposte saranno poi uniformate oppure potrà essere lo stesso Governo a prendere l’iniziativa, sta di fatto che, con uno schieramento come quello al quale possono fare riferimento i parlamentari appena citati, il percorso potrebbe essere davvero molto breve.
Dalla prima proposta presentata da Giovanni Lolli (DS) nel 2002 non sono mancate iniziative e molte sono stati i Parlamentari che si sono cimentati nell’impresa, nell’ultima Legislatura la più conosciuta era quella, non è andata a buon fine, di Simone Valente, oggi Sottosegretario.
A tutte le iniziative che si sono succedute nei decenni è mancata però la reale adesione del Governo, che invece oggi, grazie al confermato impegno di Bussetti trova finalmente una collocazione autorevole.
La legge n. 88 del ‘58 era ormai, di fatto, svuotata di tutte le proprie competenze e quindi ridare fiato alla materia potrà risolvere sia gli annosi, anzi secolari, problemi della scuola elementare sia i problemi di promozione sportiva sull’intero territorio nazionale.
Certamente qualora entrambi i filoni relativi ai nuovi provvedimenti, e cioè scuola elementare e attività sportiva studentesca, vedessero l’approvazione, diventando Leggi dello Stat,o per l’Istituzione Scolastica non potranno più esserci alibi e sarà indispensabile, per la categoria dei Docenti di Educazione fisica, dimostrare tutte le proprie capacità didattiche, oggi troppo spesso compresse dalle incursioni costanti delle Federazioni.
Vedremo quindi come le Camere opereranno per tutti i problemi connessi alle novità legislative e come saranno quindi risolti i problemi di organico, di classe di concorso, di titoli di studio per i quali, però, esiste già una convergenza reale nelle Proposte di Legge che sono state presentate nei decenni.
Come sempre in Italia per ogni azione anche positiva non manca chi rema contro, in fondo senza sport a scuola sono molti ad avere vantaggi.
La strada non è in discesa, che la questione sia fatto di Governo permetterà almeno di far partire una nuova pianificazione sportiva.
Sarà possibile, dagli Atti delle Camere, seguire tutti i passaggi futuri.

Certo, purtroppo, l’anno in corso dovrà continuare con il solito tran tran e quindi non possiamo esimerci di fare un’altra citazione a proposito del sempre più fantasmagorico Portale dello Sport Studentesco.
Abbiamo già scritto molte e molte volte che il costosissimo strumento non è esattamente funzionante, però possiamo notare due cose:
—il Ministero ha comunicato che è stata attivata la nuova Anagrafe degli istituti scolastici.
Per verificare la sicurezza verranno utilizzati gli strumenti più evoluti, non esclusi quelli satellitari. Certamente i tecnici che stanno analizzando il problema non sono a conoscenza che nel Bando per il Portale esisteva anche una voce che avrebbe georeferenziato le palestre.
Magari gli stessi tecnici potrebbero farsi consegnare i dati !!!!!!
—In questi giorni negli Uffici Educazione Fisica è arrivata la richiesta, cartacea, per conoscere quante manifestazioni provinciali sono state effettuate qua e là per l’Italia.
Il fatto pare decisamente sorprendente perché, stando al già citato Bando, tutti questi dati avrebbero già dovuto essere in possesso, quasi giorno per giorno, del Portale.
Ed ovviamente essere pubblici.
Noi più volte avevamo scritto che non sarebbe stato così e la recentissima richiesta altro non è che una ennesima conferma di una pessima spesa effettuata dal Miur.
Però potremmo dare un consiglio. Se invece che usare l’e-mail si usassero i vecchi fax potremmo tornare ai gloriosi anni 90.
Altro che georeferenziare.

Alla prossima Silvano

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)