Il Sacro Graal è tornato a casa.

La coppa contesa nel calcio femminile lombardo è stata vinta dalla scuola milanese

La vicenda del calcio femminile studentesco in Lombardia si è conclusa, dopo la ripetizione della partita, con la vittoria dell’Istituto Torno di Milano con due reti a uno nei confronti dell’istituto Sant’Elia di Cantù.
Ripercorriamo per sommi capi la vicenda:
dopo la fase a gironi vengono tirati i rigori e la vittoria è di Milano;
a seguito di verifica la Coppa viene ritirata ed assegnata a Cantù;
a seguito di ricorso il Ministero istituisce quella che noi abbiamo definito la Commissione Phantom e stabilisce la ripetizione della partita;
sul campo di Cologno al Serio il Torno Milano si aggiudica lo scontro diretto con una rete di vantaggio e, quindi, guadagna il viaggio per le finali nazionali.
È indubbio che di errori tecnici ve ne sono stati più d’uno e, in un commento precedente, era stato facile ricordare che, trattandosi di una partita scolastica, la priorità non era quella di stabilire la scuola vincitrice, ma di rispettare anche, e soprattutto, i sentimenti delle studentesse.
Infatti qualunque assegnazione, riassegnazione, ripetizione sarebbe stata considerata come un’ingiustizia da parte di una delle due squadre.
Le studentesse, dal proprio punto di vista ritenevano di essere nel giusto perché l’eventuale sanzione era frutto di un peccato originale.
Chiunque voglia leggere i proclami, perché di questo si tratta, contenuti nel progetto Valori in Rete della Federcalcio, attraverso il suo Settore Giovanile e Scolastico, trova una ridondanza di richiami all’etica, al fair play, all’inclusione e poi ancora alla collaborazione, al rispetto, alla disciplina eccetera eccetera eccetera.
Proclami talmente roboanti da far sì che l’intera gestione dei Campionati scolastici sia stata ormai appaltata, da parte del Miur alla Federazione stessa, speriamo ancora per poco.
C’era probabilmente un’azione diversa da fare e cioè, visto che l’errore indubbiamente c’era stato, si poteva, anzi noi riteniamo si doveva, ammettere entrambe le formazioni ai Campionati Nazionali.
Non sarebbe stata nemmeno la prima volta !
In questo modo si sarebbe garantito, proprio attraverso l’eccezionalità del fatto, il massimo rispetto nei confronti delle studentesse.
Ammettere un errore non è mai segno di debolezza!
Inoltre sappiamo che la storia dei singoli è piena di ricordi scolastici nel campo dello sport.
Non abbiamo dubbi che le studentesse della scuola perdente, indipendentemente dalla lettura stretta dei regolamenti, quando saranno mamme, e anche quando saranno nonne, si ricorderanno del vulnus che hanno ricevuto in una partita di calcio.
Perché questo è lo sport scolastico.
Relegato in un breve spazio della propria vita non consente quasi mai la riproposizione delle occasioni.
Una volta fuori dalla scuola i Campionati Studenteschi non si vincono più!
E quindi, nonostante tutte le indicazioni costanti, rigorose, precise, spesso ultimative dei Regolamenti Scolastici e di Valori in Rete, è stata persa un’occasione per ricordare a tutti che l’attività sportiva scolastica deve avere regolamenti ferrei per quanto riguarda gli Istituti ed i Docenti, ma deve sempre a ricordarsi che si tratta di un momento educativo unico ed irripetibile.
Invece dobbiamo notare come l’attenzione della stessa Federcalcio per il Campionato Lombardo e la ripetizione dell’incontro non sia assoluta, dato che ancora oggi nei risultati ufficiali figura vincente la scuola che non sarà al via nella Finale.
Non c’è molto da aggiungere dopo avere stigmatizzato l’occasione perduta, speriamo ovviamente che il futuro sia migliore, anche se i dubbi non mancano di certo.
E probabilmente la lontananza sia del Miur sia delle Federazioni storiche dai docenti è tra le cause che hanno portato ben 220 (duecentoventi) docenti a partecipare ad un aggiornamento sul frisbee a Milano.
Meglio trovarsi in allegria che essere stressati da regole non comprensibili.

Alla prossima Silvano.

 

 

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)