Tra corsi e corsetti il Coni di Lombardia non molla la Scuola

E laquestione calcio studentesse lombarde passa da Kafka a Totò......

(Pubblicato da i-phone. Spero senza errori)
Era nostra intenzione raccontare una favoletta relativa alla vicenda kafkiana del calcio femminile in Lombardia, ma la scoperta sui “corsi di aggiornamento” che stiamo per illustrare ha fatto perdere la voglia di scherzare.
La Scuola dello Sport lombarda ha organizzato, con inizio nei prossimi giorni, corsi di aggiornamento per i maestri elementari in tutte le province lombarde con l’esclusione di Milano e Varese. Con inizi differenziati, il primo è Lodi già al 1 settembre, il Comitato Regionale prepara questa serie di incontri il cui tema è riassunto nell’immagine che segue. Pubblichiamo Bergamo che è solo la prima in ordine alfabetico.
L’elenco completo dei corsi si trova all’indirizzo:
http://lombardia.coni.it/lombardia/scuola-regionale/corsi.html

Non stupisce che la Scuola dello Sport continui a proporre maestri elementari iniziative culturali per la scuola, anche se da un punto di vista formale il Centro studi sportivo del Comitato Olimpico non dovrebbe avere attinenze sul primo grado.
È pur vero che in passato la Scuola dello Sport è stata molto impegnata proprio per i maestri, ma è anche vero che l’intera gestione, allora centralizzata, prevedeva un’organizzazione capillare con il coinvolgimento di Direttori didattici, Docenti della scuola media, Maestri. Sono state create in ogni provincia varie équipe che avevano il compito, con un programma svolto d’intesa con il Ministero, di aumentare la conoscenza relativa al movimento fisico in un settore che, indubbiamente, era estremamente involuto.
Abbiamo conosciuto più di un Direttore della Scuola Centrale fortemente impegnato in progetti di innovazione, ma, gradatamente, il Ministero era riuscito, anche in modo autonomo, a migliorare la qualità del servizio nel primo grado.
Tutte le iniziative relative all’alfabetizzazione, con i propri vari nomi, anche se non hanno dato i risultati eclatanti esposti nelle conferenze stampa, hanno, anch’esse, contribuito alla sensibilizzazione per superare un ritardo pressoché secolare.
E allora da dove nasce lo stupore?
Nasce dal fatto che il Coni di Lombardia si fa pagare per questo aggiornamento!
La piattaforma S.o.f.i.a. prevede che un docente possa utilizzare parte del bonus docenti per l’aggiornamento; il grande archivio, al quale possono accedere una infinità di enti, consente una libera scelta.
Ciò che era inimmaginabile era vedere la richiesta di contributo da parte del Comitato per una somma non certo eccessiva, si tratta di € 70, ma certamente esagerata rispetto ai mille e mille Protocolli d’Intesa che il Coni ha stabilito col Miur nei decenni.
Addirittura in alcuni degli antichi Protocolli veniva specificato che le varie forme di aggiornamento non potevano vedere richieste di denaro rivolte agli insegnanti.
Anche la Fidal allo scorso anno tentò un’iniziativa pagamento salvo scoprire di non essere registrata alla piattaforma S.o.f.i.a.
Lo stupore ci ha fatto cercare iniziative simili nei vari Comitati Regionali e ne abbiamo trovate due.
In Friuli il Coni, attraverso la Scuola dello Sport offre un corso di aggiornamento per i maestri distinguendo due livelli di formazione inserendo, addirittura, anche la scuola materna. Corso inserito in piattaforma.
In Abruzzo l’iniziativa è molto simile, solo per i maestri, con la stessa forma di inserimento in piattaforma. (Vedi immagine di seguito).
La gigantesca differenza viene dal fatto che nelle due Regioni appena citate nessuno si è immaginato di chiedere denaro ai partecipanti.
Questo potrebbe anche significare che, improvvisamente, la Lombardia è diventata la più povera delle regioni italiche, ma sappiamo che non è assolutamente così.
In Friuli l’aggiornamento è organizzato d’intesa con la Direzione Scolastica mentre in Abruzzo è organizzata d’intesa con la Regione.
Può essere che in Lombardia né la Regione né la Direzione abbiano superato in positivo il famoso “braccino corto” e che quindi il Comitato si sia trovato senza soldi?
Non crediamo proprio; nelle settimane scorse è stata deliberata dalla Giunta Regionale Lombarda la contribuzione di 1 milione di euro per la conduzione del progetto a scuola di sport. (La delibera è la numero 431 del 2 agosto N.d.R.)
In quell’occasione il Coni Regionale afferma di mettere a disposizione per la gestione dell’iniziativa un controvalore pari a € 80.000 e cioè il lavoro di otto persone (cinque dipendenti +3 gruppo scuola) per un complessivo di 4116 ore.
Difficile pensare che con 1 milione di contribuzione, ai quali vanno aggiunti i fondi stanziati dai comuni di Milano e hinterland, non si potessero comunque organizzare corsi per i maestri!
Sia più l’impressione di una iniziativa svolta per guadagnare qualche liretta.
L’occasione è comunque utile per porre almeno una domanda :
Nelle ultime stagioni il Coni, soprattutto nella persona del Presidente Malagò non ha mai mancato di far presente l’impegno economico del Comitato per le iniziative sulle scuole elementari; si tratta di una iniziativa periferica estemporanea o è un cambio di rotta nei rapporti con il Miur?
Cercheremo di capire dai comportamenti futuri, se ne saremo capaci, cosa sta accadendo.
Magari scopriamo che gli uffici delle Direzioni di Friuli e Lombardia sono solo più attenti ai Protocolli.
Di certo dobbiamo notare che proprio in Lombardia per qualche stagione la rendicontazione per il progetto a scuola di sport è stata quantomeno nebulosa e dobbiamo notare che anche nella delibera qualcosa è indistinto per quanto riguarda il Coni. (Tanto la Regione paga!)
Infatti nel pacchetto degli aspetti economici si scrive che per i supervisori (quanti e per quale orario? N.d.R.) saranno forfettari peraltro attraverso una formula di “prelievo” su quanto le scuole avranno come cofinanziamento. Da non credere!
E mentre la cifra certa per i colleghi precari resta di € 15 orarie per i supervisori potrebbero essersi eccellenti future sorprese.
Senza volerci dilungare molto riteniamo che alla luce di queste due iniziative lombarde debba riproporsi anche il problema di come da parte del Comitato Olimpico si retribuiscono i propri collaboratori quando sono docenti in servizio o anche quando sono in pensione.
Ad esempio l’accordo Coni Miur prevedeva dei limiti per l’assunzione dei tutor, mentre regione Lombardia anche un pensionato o un insegnante titolare di cattedra possono svolgere questo doppio lavoro.
Il riferimento è obbligatorio perché sappiamo che un docente in quiescenza non può avere retribuzioni di alcun tipo da parte di un ente pubblico.
Poiché il Coni riceve la totalità dei propri finanziamenti dal Ministero dell’Economia pare che la norma possa e debba riguardare anche le contribuzioni verso il personale statale o pensionato.
È giunto forse il momento di ripensare, molto seriamente, alla questione delle esenzioni fiscali per i collaboratori delle società sportive, almeno quando abbiano un’entrata come pubblici dipendenti.
Lo scivolone, lo riteniamo tale, della Scuola dello Sport a lombarda obbliga infatti a ritenere come l’intero pacchetto di diritti e doveri, anche sotto l’aspetto economico, riguardante il Coni, sia stata tranquillamente dimenticata.
Non è quindi grave far pagare € 70 per un corso di aggiornamento, ve ne sono infatti alcuni che costano anche € 500, ma è grave non sapere mai quali tipi di incarico possono avere questi “formatori”; di quale forma di pagamento potranno godere; se il Coni prima di dare qualsivoglia mandato si sia preoccupato di avere l’autorizzazione del datore di lavoro, che per gli insegnanti è ovviamente rappresentato dal Dirigente Scolastico.
Torneremo appena possibile su questi temi nel frattempo resta l’amarezza che quella Scuola Centrale dello Sport che noi abbiamo conosciuto come precisa, attenta, lungimirante, sia diventata soltanto una forma per raccattare, come già detto, qualche liretta.
Al sentimento già citato si aggiunge una sorta di inquietudine ogni volta che si nota come con pervicacia vi sia chi ritiene di poter eterodirigere l’educazione fisica.
Così come è ora è tempo che il Coni si preoccupi degli olimpionici e non continui a mescolare interessi privati con gli interessi scolastici.
Troppo facile criticare la scuola per quello che non riesce a fare e contemporaneamente tentare di gestirne l’attività.
Il Coni non può continuare ad essere un centro di potere per “assumere surrettiziamente” gli insegnanti di educazione fisica disoccupati e, purtroppo, anche in queste ultime stagioni, abbiamo assistito alla “nomina” per incarichi precari che hanno riportato indietro la materia di quasi sessant’anni.
E chiudiamo, brevemente, con il racconto kafkiano relativo alla vicenda del calcio femminile in Lombardia.
Dopo il nostro primo commento ci era stato segnalato che non avevamo acquisito tutte le informazioni necessarie, in realtà da quando abbiamo cominciato a scrivere, qualche decennio addietro su Bresciaoggi, abbiamo sempre avuto massima cura nella raccolta delle notizie.
Sapevamo quindi perfettamente che si trattava di un doppio errore; da una parte vi era stato un errore tecnico e cioè far tirare rigori alle due scuole di Milano e di Como; e ancor più era stato poco gratificante premiare e ritirare la coppa del vincitore.
Come dicono i veneti peggio il rattoppo del buco (Pèso el tacòn del buso) perché infatti la vicenda è finita al Ministero che ha istituito una Commissione per verificare se vi fossero torti o ragioni tra i contendenti.
Peccato che una simile Commissione Ministeriale non poteva esistere perché non prevista dal Progetto tecnico dei Campionati Studenteschi.
Talmente poco prevista che in occasione delle varie Finali nazionali il responsabile della “giustizia sportiva” era il Direttore Scolastico Regionale e quindi, a maggior ragione, in una fase intermedia locale tutto doveva essere risolto all’interno della Direzione.
E così, dimostrando che ad un errore tecnico si è riparato con un errore formale e sostanziale, la Commissione Fantasma ha deliberato che la partita andava ripetuta. E così le ragazze del Sant’Elia di Cantù e del IS Torno di Milano si rigiocheranno il biglietto per i Campionati nazionali.
Non sappiamo chi abbia pensato di istituire la Commissione Phantom sappiamo solo che ancora una volta la gestione dello sport scolastico è stata una farsa.
Speriamo ovviamente che nessuna delle studentesse si faccia male nella ripetizione ad anno scolastico finito e che tutto venga protetto dall’Italico Stellone.

Alla prossima Silvano

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)