Agli Europei la Fidal perde anche contro chi non c’è.

E invece che applaudire nuoto e ciclismo sminuisce gli altri successi azzurri.

Avete presente quel simpatico film con Bill Murray (Ground Day) nel quale l’attore rivive costantemente il Giorno della Marmotta?
Le dichiarazioni, per fortuna brevi, del post Europei sembrano seguire la stessa terribile ripetitività da tempo immemore.
Dato che l’oro e l’argento vinto nella maratona squadre non è Campionato Europeo, bensì erede della vecchia Coppa per Nazioni non solo siamo in fondo al medagliere, ma siamo rimasti dietro anche alle due “nazioni” che non dovrebbero esserci.
La prima è la Non-Russia, terra che esclusa dall’Atletica è presente in tutte le altre discipline di questo Europeo Multisport con la sigla ANA.
L’altra è Israele, sportivamente europea, ma geograficamente mediorientale, che ci supera grazie all’oro nei 10,000 della Salpeter.Fortuna non c’è più l’Impero Romano, altrimenti sai che crisi!
Per conoscere il futuro dell’atletica abbiamo interpellato la versione moderna dell’Oracolo di Delfi e la Pizia ci ha consentito non solo di leggere nel futuro, ma anche di consultare un documento rintracciabile solo fra qualche secolo.
Ecco la sintesi che mettiamo a disposizione per quello che riteniamo potrebbe divenire anche un film di indubbio successo, tale da poter vincere l’Oscar, sezione Faccia di Bronzo.
Nel 2470, durante l’ultimazione della linea C della metropolitana romana, un giovane ingegnere ha trovato traccia di uno sconquasso politico avvenuto in Italia alla fine del 2018.
Il documento era incompleto e scritto in italiano antico, conservato abbastanza da poter interpretare l’evento sconvolgente!
Da qui i tempi dei verbi non sempre temporalmente consequenziali.
Ecco il racconto.
Dopo alcune perplessità iniziali ed una sottovalutazione nazionale del disastro atletico molte autorità politiche hanno deciso di dimettersi ritenendosi esse stesse colpevoli dai risultati di Berlino.
Il primo a lasciare l’incarico è stato il sottosegretario allo sport Giancarlo Giorgetti conscio che non avrebbe più potuto fare politica dopo la débâcle della Fidal.
Anche il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha presentato le dimissioni; il responsabile della Scuola è, storicamente, colpevole a divinis e quindi la scelta è diventata pressoché automatica.
Si ritenne auto colpevole anche il Ministro per gli Affari Europei Paolo Savona in quanto non era riuscito a convincere i suoi colleghi comunitari a non inviare alcun atleta a Berlino al fine di  consentire alla Fidal di vincere tutte le gare, identica motivazione anche per il Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero.
Il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi di Maio ed il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, avendo anch’essi la sensazione di non aver abbastanza sviluppato e rifinanziato la Federazione di Atletica si comportarono nello stesso modo, rimettendo il mandato.
Ovviamente l’intero gruppo dei Ministri responsabili delle Forze Armate giunse alle stesse conclusioni e quindi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si presentò alle Camere dimissionario.
Il racconto del 2470 continua informando che l’intero Parlamento decise di dimettersi e, dai testi futuri, si trova traccia di un accorato discorso di un parlamentare di Liberi e Uguali il quale concordava con l’autoscioglimento perché non poteva “restare insensibile al grido di dolore che da ogni pista e pedana giunge verso la Capitale”.
L’oracolo racconta come l’ultimo atto del Parlamento sarà (fu) quello di cancellare dall’Italia alcune discipline sportive colpevoli, assolutamente colpevoli, di aver procurato una figuraccia internazionale all’atletica nostrana.
In particolare alla fine del 2018 tutte le piscine, e anche molti laghi, vennero cementate affinché nessuno potesse tornare a nuotare o, ancor peggio, potesse tuffarsi nell’acqua.
Anche il ciclismo, quello strano sport dove anche le donne vanno in strada da sole, fu ovviamente proibito.
Le piste ciclabili tutte trasformate per la corsa ad ostacoli o con le barriere per le siepi.
Sempre la Pizia ci ha raccontato di una flebile resistenza con cittadini che uscivano la notte in caso di pioggia, nuotando nelle buche stradali, o che, addirittura si scambiavano segretamente le immagini di Trentin e Bastianelli quelle degli ultimi Campioni europei di ciclismo.
La cronaca si conclude raccontando come nel 2470 la capitale d’Italia conserverà, visibili a tutti, tre grandi monumenti:
il Colosseo;
il Pantheon;
il Consiglio Federale Fidal immutabile e sempre uguale a se stesso.
Infatti nessuno in Fidal pensò mai a dimettersi, per non sconvolgere i prossimi aurei risultati!

Tutte le cose che abbiamo appena scritto ovviamente non accadranno; solo un paio di fatti potrebbero essere considerati veri e cioè la lunghezza dei lavori sulla linea C di Metro Roma e l’immarcescibile incapacità di analisi della Fidal.
Nel ciclismo sappiamo bene come l’essere professionisti obblighi sovente a tattiche durissime e come gli ordini di scuderia siano tassativamente da rispettare.
Gli sponsor vogliono risultati e senza buone prestazioni un ciclista rischia di essere appiedato.
Eppure vedere Davide Cimolai immolarsi per far vincere Matteo Trentin dà il senso dell’appartenenza alla Nazionale.
Probabilmente tra pochi giorni si troveranno su fronti opposti, ma indubbiamente, al servizio della maglia Azzurra hanno compiuto un’impresa eccezionale.
Il nuoto, nonostante le affermazioni del Commissario Tecnico della Nazionale di Atletica tendenti a sminuire i risultati, corre invece un rischio;  ha avuto risultati talmente eclatanti dal far sentire gli appassionati insoddisfatti se in futuro si vinceranno un paio di medaglie in meno.
A parte l’impresa di Arianna Bridi, nel nuoto 25 km (cinque ore e 20 in acqua non è robetta), sono comparsi talmente tanti nomi e sono arrivate talmente tante medaglie da impedirci persino di gustare tutte le prestazioni.
Eppure anche nel nuoto abbiamo parecchi militari i quali, a differenza che nell’atletica sono riusciti a vincere.
La Fidal va commissariata.
Non c’è assolutamente altra strada; la costante attesa della gallina domani senza l’uovo oggi pare più una giustificazione perenne che una scelta politica.
Oppure di attaccamento a poltrone ormai lise e consunte.
Quando persino la Rai non trova più giustificazioni, nonostante la ridondanza di ospiti costantemente protesi a trovare il bicchiere parzialmente pieno, è evidente che la situazione è oltremodo critica.
Sono ampiamente finiti i tempi dei Mennea, delle Simeoni, dei Cova capaci di trainare anche qualche giovane verso l’atletica.
Se almeno la dirigenza Fidal non inventa più scuse sulla scuola (anche perché in Lombardia ha trovato un solo insegnante-tecnico federale per il disperante progetto sport di classe; ne ha trovati di più la FederGinnastica N.d.R.) non ha ancora deciso se i propri militari sono militari davvero o se sono militari a mezzo servizio.
Sono ormai troppi casi di atleti ai quali il servizio nelle Forze Armate non è servito nemmeno da un punto di vista professionale. Forse è il caso di ristabilire le regole del gioco con questi ragazzi che devono avere l’opportunità di allenarsi, ma devono anche, part-time, studiare, se universitari, o inserirsi stabilmente nel proprio Corpo Militare.
È stato stridente sentire Riccardo Muci, quel poliziotto che insieme a un collega ed ai Carabinieri di Bologna è stato capace di allontanare i passanti e curiosi dall’autobotte che stava per esplodere, mentre troppi Azzurri si sono lamentati giustificandosi senza motivo. E ci manderemmo proprio Riccardo Muci a svernare per un po’ in Florida per ripagarlo del suo gesto e, ovviamente, non da solo, ma con la famiglia e anche un po’ di amici, in modo da fargli dimenticare come le camiciole in sintetico dei nostri militi sulla strada, in caso di bruciatura, si cuociono addosso.
Altro che concorsi speciali per coprire qua e là qualche gara buca!
Commissariare per ricominciare da capo, ovviamente controllando il bilancio, ovviamente rivedendo i contratti, ovviamente ricordando sempre che sia il denaro utile per il bilancio federale sia il denaro utile per lo stipendio dei militari esce sempre dal Ministero dell’Economia.
Se un ciclista sbaglia la stagione e il suo sponsor vuole mantenerlo resta una scelta privata; se un’intera nazionale sbaglia la stagione e paga lo Stato non è più scelta privata.
Il rapporto costo benefici viene continuamente ricordato per molte opere,  da parte del Governo in carica da qualche mese, sarebbe utile, anzi indispensabile, che il rapporto costo benefici venisse analizzato a fondo anche per l’atletica leggera.
E, tanto per non dimenticare, da troppi anni si sente che c’è l’opposizione, e poi c’è la maggioranza e poi c’è la maggioranza che diventa opposizione e tutto continua tristemente da tempo.
Quindi per evitare i trasformismi abituali, ma sempre più insopportabili, l’unica via è il commissariamento e, basterebbe guardare i bilanci per rendere subito l’operazione possibile.
Chiudiamo con una osservazione a proposito delle trasmissioni di Eurosport.
Abbiamo sentito anche durante gli Europei di Berlino commenti estremamente saggi analisi non roboanti, nessuna spiegazione pseudo-fisiologico-sportiva. Eppure l’insieme è stato oltremodo gradevole e sentire che un atleta come Cova, vincitore di qualcosa in più di una gara condominiale, ricordare che gli atleti si formano facendo le gare, anche perdendo, è una lezione che non andrebbe dimenticata.
Non avremo l’incarico di Commissario della Fidal, ma, semmai ci dovesse capitare, obbligheremo tutti tecnici federali a riascoltare le cronache per comprendere che la saggezza non è necessariamente in contrapposizione con la scienza, subito dopo ci dimetteremmo!
Cercare costantemente un linguaggio per presunti addetti ai lavori significa mascherare la propria incapacità di comunicazione.
Ed infine, come scritto sopra, è possibile gustare la composizione dell’intera nostra delegazione.
Oltre 10 accompagnatori per ogni medaglia di bronzo.
Con la stessa proporzione alla Federnuoto sarebbe servito almeno un treno speciale.

Alla prossima Silvano

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)