Pallacanestro Pallavolo Pallamano e Calcio i numeri che non tornano. Prima parte.

La trasparenza inizia con i dati pubblici. Nuovo episodio tra libro Cuore e Kafka.

Ci vorranno anni perché l’attività sportiva scolastica ritorni almeno alla diffusione ed all’interesse collettivo degli anni 70.
Se più volte abbiamo scritto dell’atletica leggera e della moltitudine di errori della Fidal non è che da parte delle altre Federazioni vi siano state politiche lungimiranti.
Il commento di oggi, per la serie tra Libro Cuore e Racconti Kafkiani, parte però da un episodio dal quale è possibile imparare che i regolamenti osservati pedissequamente non sono sempre utili per il modello educativo scolastico; o, quanto meno, le regole devono essere chiare e certe per non lasciare spazi interpretativi nebulosi.
In massima sintesi ecco la storia:
In una regione a Ovest del fiume Mincio alla finale regionale di calcio femminile si sono presentate tre squadre su quattro.Al termine del gironcino è stato stabilito di tirare i rigori tra due squadre che denomineremo Sud delle Alpi ed Est del fiume Adda.
È possibile che i rigori non dovessero essere tirati; certamente dopo i tiri dagli 11 metri la vittoria conseguita, da parte di Est del fiume Adda, pareva cosa logica e certa.
Invece uno dei responsabili della manifestazione si è recato, dopo la partita, nello spogliatoio delle vincitrici ritirando coppa e medaglie perché il risultato era diventato sub judice.
Da quel momento sono iniziati i ricorsi con le conseguenti interpretazioni su chi davvero fosse campione regionale.
Non sappiamo in questo momento quale sarà la scelta definitiva, l’unica certezza viene dal fatto che i responsabili presenti alla manifestazione non hanno saputo interpretare correttamente le regole e, soprattutto, sono riusciti a scontentare profondamente le giocatrici presenti.
Comunque vada, infatti, vi sarà una squadra di calcio femminile che riterrà di avere subito un torto, sia che la partita venga ripetuta, sia che venga ulteriormente ribaltato, o confermato, il, presunto, risultato finale.
Le regole vanno sempre rispettate, ma, quando chi gestisce una manifestazione studentesca le applica in modo disorganico, il fattore educativo diventa tendente allo zero.
Molti anni fa ci capitò, insieme ad altri colleghi, di dover escludere un istituto da una finale nazionale. Si trattava di una questione decisamente molto grave e, prima di ogni altra cosa vennero premiati gli studenti incolpevoli, i quali era stato spiegato perché non era stato possibile dichiararli Campioni nazionali.
Il caso appena raccontato non è così grave, ma certamente è auspicabile che le giovani atlete ricevano, contestualmente a qualsivoglia decisione, le scuse di chi, tra i presenti, non ha saputo garantire la serenità della manifestazione.
In attesa di sapere come questa storia kafkiana andrà a finire iniziamo a scrivere di sport di squadra partendo, ovviamente, dalle adesioni.
Utilizzeremo i dati scolastici della regione Lombardia e, poiché si tratta della più grande Regione con un numero di abitanti pari, approssimativamente, ad un sesto del Paese diventa abbastanza facile stabilire una analogia con il resto d’Italia.
Certamente non si tratta di una statistica precisa, d’altro canto, come ormai ripetiamo da oltre un anno, le statistiche ministeriali sono assolutamente assenti.
Le adesioni complessive delle scuole sono circa 13.000 (12.982).
Bisogna ricordare che alcune discipline, in particolare l’atletica consentono di avere fino a quattro adesioni per istituto e cioè ragazzi, ragazze maschi e femmine nelle medie e allievi, allieve maschi e femmine nelle superiori. Togliendo quindi dalla somma complessiva le 4900 adesioni riguardanti l’atletica e la campestre resta comunque l’adesione pari ad 8000 formazioni.
Con esclusione del nuoto, e dello sci, la gran parte dei dati rimanenti riguardano le discipline di squadra in particolare Calcio Pallavolo Pallacanestro. Degna di nota è l’adesione del Badminton e spicca anche la presenza della Rugby più per una poco chiara categoria Ragazzi che per una diffusione sostanziale. Scomparsa la Pallamano.
Diventa necessario ricordare ancora che ci stiamo riferendo alle adesioni e quindi all’atto formale con il quale ogni istituto aderisce ad uno sport e, contestualmente, assicura i propri studenti per lo svolgimento delle attività previste dal Progetto Tecnico.
In particolare le adesioni degli istituti superiori sono 7252 con l’atletica leggera che presenta, in tutte le categorie ben 1737 ipotetiche squadre.
Le scuole medie vedono 5800 iscrizioni con la sola atletica pari a 3172 squadre. Stiamo ancora ragionando sulle adesioni perché il dato ufficiale sulle presenze, e quindi sulle partecipazioni, non è ancora stato pubblicato sul Portale dei Campionati.
Poiché la pubblicizzazione dei dati era uno dei cardini del costosissimo pubblico appalto siamo certi che, prima della fine dell’anno scolastico in corso, avremo a disposizione tutti i numeri.
Se non si conosce nemmeno quante scuole giocano è difficile che gli altri dati siano trasparenti.
Ovviamente non appena ne saremo conoscenza riporteremo con dovizia di particolari tutte le cifre in modo che il nostro miliardo di lettori possa essere informato.
Sempre analizzando le cifre in Lombardia pare evidente che un totale di 13.000 adesioni è completamente irragionevole.
Ancor di più stonate suonano le 7.000 iscrizioni per le superiori dato che ognuna delle 350 presidenze dovrebbe presentare circa 20 squadre al via.
In realtà, soprattutto a seguito delle circolari ministeriali nelle quali si indicano una enormità di limiti, temporali e sostanziali, per lo sviluppo dell’attività, la gran parte dei docenti iscrivono l’istituto ad una marea di attività e, con obbligatoria conseguenza, inseriscono l’intero istituto in tutti gli sport.
Una formula insensata obbliga ad iscrizioni altrettanto insensate.
Immaginando poi che con il taglio stabilito dal Ministro Fedeli per le ore di attività sportiva ogni docente avrebbe potuto svolgere attività di allenamento per circa tre ore al mese la somma dei dati lombardi non è solo irrealizzabile, ma completamente impossibile.
In mezzo a tanto marasma quindi la ricerca dei risultati veri è difficoltosa quasi quanto le vecchie ricerche nelle Emeroteche.
Concludiamo la prima parte, relativa agli sport di squadra, scrivendo in ordine al Calcio nella Scuola.
Da un punto di vista numerico il calcio tutto sommato regge rispetto alle altre discipline di squadra.
Le oltre 700 iscrizioni lombarde dimezzano alla prova dei fatti, ma restano comunque molte ed in particolare il calcio a cinque è stata una vera e propria salvezza per quanto riguarda le manifestazioni negli istituti.
L’adesione ed il conseguente inserimento massivo di tutti gli studenti consente di fare anche i tornei tra le classi con un minimo di tranquillità in più.
Peccato che, come accennato sopra, la gestione perda la propria caratteristica di sport scolastico subito dopo le manifestazioni interne.
Sostanzialmente una volta effettuata l’iscrizione degli studenti, attraverso l’ormai famosissimo ed inutile Portale, l’intera gestione dell’attività viene cooptata dalla FIGC.
Non si tratta solo della emanazione dei calendari, infatti in caso di numeri molto rilevanti una collaborazione può anche essere gradita, si tratta invece di una amministrazione parallela dalla quale gli Uffici Educazione Fisica Regionali o ex Uffici Provinciali vengono completamente tagliati fuori.
Addirittura le comunicazioni tra la Federazione e le scuole non vengono sempre inoltrate agli Uffici Scolastici (per non scrivere che non vengono inoltrate mai N.d.R.).
In sostanza si tratta dell’ennesima dimostrazione, retaggio di una storica sensazione di padronanza verso la Scuola, attraverso la quale la Federcalcio ritiene di essere l’unica depositaria della gestione di questo sport, anche per quanto riguarda gli studenti.
In una frase la Federcalcio continua a considerare la Scuola come una sua propria riserva di caccia.
È, per la verità, più facile che tutti quanti noi possiamo vedere la prossima eclisse lunare nell’anno 2123 che trovare qualche studente che si avvicini al calcio attraverso il proprio istituto scolastico.
E di conseguenza anche l’intera gestione dovrebbe tornare ad essere compito del Ministero, oggi il senso di padronanza federale è assoluto.
Non è sempre stato così, di certo negli ultimi vent’anni la situazione è stabilmente fuori controllo ministeriale.
Da più parti si continua a ribadire l’importanza della normativa della privacy, molto spesso in qualche istituzione scolastica si esagera, ma che la Federcalcio possa addirittura richiedere agli studenti partecipanti ai campionati non solo i dati anagrafici, ma anche la fotografia pare totalmente estraneo alle regole.
Sappiamo inoltre come a molti, tra gli atleti tesserati di buon livello, venga praticamente impedito di partecipare ai Campionati Studenteschi. Qualche volta la motivazione è giustificata dal numero di allenamenti, ma nello stesso tempo sono centinaia gli studenti-atleti calciatori che godono di benefici scolastico-sportivi.
L’idea predominante è che ormai si stia creando, fatto unico, scolasticamente parlando in Europa, ma non fatto nuovo in Italia; una sorta di nuova piccola casta nella quale si trovano atleti inseriti nei programmi di élite e atleti senza futuro.
Proprio per questo la Scuola potrebbe offrire a tutti quelli che non saranno mai campioni delle ulteriori occasioni di gioco; in realtà la consueta formula verticistica nella quale si pretende di avere, in una sola stagione, la finale nazionale impone una sorta di continua eliminazione diretta.
Esattamente l’opposto di quanto serve per coinvolgere gli studenti.
I concetti sopra esposti non sono certamente nuovi, anzi sono ripetuti da decenni, purtroppo le pressioni della Federazione sul Ministero per continuare una gestione pressoché diretta sono state assolutamente costanti.
Infatti qualora venissero organizzati campionati scolastici più duraturi per la Federazione sarebbe ben difficile poter gestire il sistema, così come non riesce a gestire gli Enti di Promozione.
Molto più semplice impedire l’autonomia della scuola e garantirsi benefit politici.
Chiudiamo qui la prima parte relativa agli sport di squadra segnalando comunque un altro piccolo episodio per i Racconti kafkiani.
In una Regione a est del Mincio vari docenti hanno abbandonato gli ex Uffici Educazione Fisica. In una delle province il bando relativo al nuovo incarico è andato deserto e quindi sostanzialmente si è avuta una nomina “a chiamata”.
La stessa cosa è successa più volte anche in un’altra regione a est del fiume Mincio.
Vuoi vedere che il problematico funzionamento degli uffici è colpa del fiume Mincio?

Alla prossima Silvano

N.B. Se ci sono errori non è colpa del fiume Mincio, ma del mio computer troppo piccolo…

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)