Studenteschi tra libro Cuore e Racconti kafkiani

Quando le burocrazie non si accorgono che in Italia abbiamo votato.

La storia che raccontiamo i oggi non potrebbe accadere in un paese ordinato e, volendo ben vedere, anche il libro Cuore non avrebbe mai visto la luce in una scuola precisa e rigorosa, ospitale con tutti.
Per scelta, come logico, non indichiamo la Regione nella quale si è svolta la trama.
Per essere presenti alla Festa dello sport Scolastico di Cesenatico nelle scorse settimane gli studenti dovevano essere in possesso del certificato medico di secondo livello come previsto dal Decreto Ministeriale del 18 Febbraio 1982 nel quale si legge che sono tenuti all’obbligo di verifica, al comma B, gli studenti ai fini della partecipazione alla fase nazionale dei Giochi della Gioventù.
Anche se il nome è più volte cambiato sempre di Finale Nazionale Scolastica si tratta.
Poco prima della partenza di una ragazzina che doveva gareggiare come studentessa disabile mancava il certificato.
Dato che il Preside non sapeva come risolvere la questione la mamma della nostra atleta ha interessato un Assessore Regionale, l’interessamento è proseguito con un Deputato della Repubblica; da qui è stato chiesto l’intervento dell’ex Provveditorato agli Studi ed il Dirigente ha immediatamente allertato l’ex Ufficio Educazione Fisica.
Visto il tempo strettissimo la via migliore era di far sottoporre l’atleta ad un controllo in quanto tesserata.
Con rapidità è stata quindi allertata una Società Sportiva la quale, immediatamente, ha iscritto la ragazza che, a propria volta,  ha potuto quindi essere sottoposta al controllo sanitario e partire sulla via di Cesenatico.Vista così sembra una piccola storia risolta con grande buona volontà; in realtà non avrebbe nemmeno dovuto iniziare.
Infatti il decreto del Febbraio 1982 assegnava, e ancor oggi assegna, al Preside la facoltà, e l’obbligo, di chiedere il certificato medico presso i Centri convenzionati.
Addirittura, per un certo periodo, i tesserati per le Società sportive erano stati esclusi , con varie polemiche, dai Campionati studenteschi e quindi, come logico e ovvio, la certificazione poteva essere chiesta solo ed esclusivamente dagli Istituti scolastici.
Nella filiera che abbiamo citato la disposizione era ben nota, in ogni caso, vista l’urgenza, è scattata la solidarietà che ha fatto risolvere il problema.
Cosa è mancato quindi perché tutto si svolgesse in modo tranquillo?
La risposta è addirittura banale.
Da più anni le norme ed i regolamenti sono frutto di un copia e incolla costante con correzioni e verifiche inesistenti; addirittura se da una Federazione (già perché i regolamenti sportivi scolastici vengono scritti dalle Federazioni N.d.R.) esce un errore di battitura viene tranquillamente inserito nel Regolamento Nazionale senza modifica alcuna.
Di conseguenza i richiami normativi, e la conseguente casistica, risultano sempre più flebili e, ogni tanto, la reminiscenza di qualche reduce dei vecchi Campionati Studenteschi torna utile per ricordare che, in un passato abbastanza lontano, il Ministero aveva la funzione centrale di memoria collettiva.
Infatti gli attori, pur molto solerti, della nostra piccola storia erano probabilmente studenti quando si dibatteva su come e quando operare per la tutela sanitaria degli sportivi, scolari o meno, ed il dovere primario dell’ex Ispettorato di Educazione Fisica era di far circolare le informazioni.
Ci piace ricordare che la scrittura serve per tramandare la conoscenza; basta qualunque ordinanza con le centinaia di visto, visto, visto per ribadire grida e proclami, ovvio che bisogna sempre collegare le tastiere alle esigenze reali.
Inviamo grandi complimenti alla mamma dell’atleta che si è ingegnata per risolvere il problema, stesso plauso a tutti per un episodio lieto fine che non avrebbe mai dovuto esistere.
E magari una maggior attenzione, quando sono state ripubblicati i Regolamenti a gennaio, avrebbe evitato di interessare:
un Assessore regionale;
un Deputato della Repubblica;
un Provveditore agli studi;
un Coordinatore di Educazione Fisica;
un Presidente di Club;
un Centro di Medicina Sportiva
perché la norma era ben ricordata.

Ed eccoci a Kafka
.
Arriverà un ottimo Allegato B.
Tra le possibili novità del prossimo anno scolastico, annunciate nella Conferenza dei Coordinatori in quel di Montecatini, vi sarà un’ottima funzionalità dell’Allegato B.
Per i non addetti ai lavori l’Allegato B è il documento che certifica la regolare iscrizione, nonché l’avvenuta certificazione medica, di ogni studente che partecipa alle gare.
Sostanzialmente si tratta della centralizzazione di tutti i dati relativi per ogni concorrente che prende il via nelle competizioni.
Immaginiamo su un sito protetto.
Certamente si tratta di un passo importante, anche alla luce del costo di € 350.000 per il Portale, ma, probabilmente, è sfuggito ai più che avremo dei rapidissimi elenchi, si auspica, con il rischio concreto di non avere concorrenti.
Infatti l’ultimo regalo del Dicastero Fedeli ha inserito le ore eccedenti l’attività sportiva nel Fondo d’istituto.
Questo significa che lo stanziamento passato, progressivamente, da 80 milioni l’anno a circa 20 non sarà più dedicato in via esclusiva alla promozione sportiva.
Ogni insegnante dovrà contrattare all’interno del Collegio Docenti la cifra che sarà riservata ai Campionati.
Questo fatto non solo avrà limiti temporali notevoli per l’avvio dell’attività ma, soprattutto, negli istituti comprensivi rischia di diminuire ulteriormente il monte ore che ogni docente potrà dedicare allo sport pomeridiano.
Se è vero che negli anni la mancanza di regole ministeriali ha prodotto effetti distorcenti sull’attività, l’eliminazione dell’articolo 87 del vecchio contratto rischia di dare il colpo definitivo.
E quindi, quando il Miur avrà un Portale efficiente mancherà l’elemento più importante: la partecipazione studentesca.
Noi siamo tra quelli che ritengono l’informatizzazione dello sport studentesco uno strumento essenziale; ci piace ricordare che l’evoluzione, nata a Brescia, sviluppata con la collaborazione degli Uffici di Varese e Catania in particolare, è stata utilissima in passato.
Era nata perché la mole enorme di attività obbligata a scrivere, e riscrivere, e riscrivere più volte gli stessi nomi. Nel 1985 la tecnologia si divideva in ciclostile veloce o ciclostile lento e quindi l’ informatica ebbe un impatto enorme.
Oggi insistere sull’Allegato B suggerisce una sorta di similitudine:
” è un po’ come ricordare che in una città piena di buche nelle strade, con allagamenti ogni volta che piove, con la spazzatura lasciata in ogni dove, con i mezzi pubblici che non arrivano mai, il Sindaco provi ad annunciare che “dalla prossima settimana i documenti dell’Anagrafe saranno tutti a colori”.
Le nuove schede tecniche.
Sempre tra le notizie raccolte pare certo che le schede tecniche saranno predisposte per l’avvio dell’anno scolastico.
I ritardi degli anni scorsi erano tra le concause di un disagio crescente, dato che le disposizioni arrivavano con mesi di ritardo; ci si chiede, oggi, se da parte degli Uffici che dovranno svolgere il lavoro si è a conoscenza delle modifiche del Contratto di lavoro per gli insegnanti.
Più che di buoi scappati dalla stalla, prima di chiudere le porte, l’ultimo regalo del Governo uscente sembra riguardare l’abbattimento tutto lo stabile.
Ma il disastroso progetto Scuole Aperte pare continuare.
Si è svolto un incontro per rilanciare il progetto Scuole Aperte, in casa Coni con qualche ospite ministeriale.
Per evitare qualunque dubbio riproponiamo l’ultimo commento in proposito:
http://www.scuolaesport.it/2018/02/28/scuole-aperte-la-sperimentazione-certifica-il-fallimento-del-comitato-il-re-coni-e-nudo/

Per riassumere si tratta della peggior iniziativa di collaborazione mai vista tra MIUR e Coni.
Passata sotto silenzio perché il livello di credibilità era sotto lo zero, l’iniziativa ha dimostrato comunque che le Federazioni non hanno i numeri per poter gestire un piano globale di promozione sportiva.
C’è da chiedersi se i vertici del Comitato abbiano saputo, o meno, analizzare i dati e non solo leggere qualche articolo che presentava la novità con qualche atleta di prestigio.
Sono molte anche le criticità, visto che non dovunque erano presenti docenti di educazione fisica in possesso di tessere federali; senza dimenticare che per essere introdotti nelle scuole, senza la compresenza dell’insegnante, non è certamente sufficiente, per le Leggi dello Stato, aver conseguito un qualsivoglia patentino.
Le recenti elezioni hanno visto vincere i due Partiti che avevano anche articolazioni complete relativamente allo sport, sia federale, sia scolastico.
Per chi fosse stato disattento ecco di seguito un riassunto pubblicato prima della tornata elettorale:
http://www.scuolaesport.it/2018/02/12/educazione-fisica-e-sportiva-verso-le-elezioni-istruzioni-per-luso-parte-seconda/

Traspare con assoluta chiarezza, peraltro ripresa dal Contratto di Governo, che i Partiti vincitori delle elezioni tengono in grande considerazione lo sport in tutte le sue variabili. (quantomeno si spera)
Per quanto ci riguarda la voce importante si chiama “associazionismo sportivo scolastico” quello che manca in Italia da qualche decennio e che, peraltro, viene sempre più frequentemente richiamato come modello che funzionava.
Riproporre progettazioni fallimentari pare utile soprattutto a chi ritiene che lo sport a scuola sia un disagio e, quindi, possa diventare una delle molte attività delegate a chi è capace di lucrare su ogni aspetto della vita sociale.
Ancor più incredibile a dirsi (per non farci mancare la citazione in latino sarebbe: incredibile dictu N.d.R.) è che la pianificazione sia avvenuta ancor prima dell’insediamento del nuovo Governo, quasi che gli apparati burocratici abbiano costantemente il senso di impunità e di onnipotenza.
Aspettando i progetti.
E per non cadere nell’ottimismo eccessivo ci piace anche ribadire, ancora una volta, che la gran parte dei Progetti presentati dalle Federazioni lo scorso anno contrastano totalmente con le nuove norme sulla privacy.
Se gli uffici preposti al Miur, invece che trasmettere semplicemente i documenti, provassero anche a leggere i contenuti sarebbe già un passo avanti.
Nel frattempo leggendo qua e là i dati entusiasmanti delle varie iniziative è possibile affermare che gli studenti coinvolti tra Scuole aperte, progetti vari, Sport di classe superano già il miliardo di utenti.
Neanche fossimo in Cina!
È anche vero che le iniziative con la voce sport tra licei sportivi, programmi dedicati, studenti di alto livello, fondi europei ecc. sono talmente invasive da chiedersi se davvero servano gli insegnanti di educazione fisica.
I dati veri non li conosceremo probabilmente mai; era uno dei compiti del nuovo Portale dal quale non si possono attingere statistiche di alcun tipo.
Però ci sono alcune belle foto del lago d’Idro, quello erroneamente definito sul Portale, per mesi, come lago di Garda!

Alla prossima Silvano

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)