Sport a scuola, la missione impossibile, e l’Atletica sempre più Cenerentola

E, per una volta, la Fidal non c'entra.

Per avere un’idea reale intorno alla considerazione che i Miur riserva allo sport studentesco, ed all’atletica in particolare, è necessario verificare sia i piani di viaggio per raggiungere Palermo sia l’elenco degli iscritti alla manifestazione.
Non serve nemmeno un commento troppo esteso perché ancora una volta è evidente l’imperizia di chi sta guidando lo sport scolastico nazionale.
Siamo a conoscenza di almeno quattro modifiche in merito alle prime proposte organizzative; in sostanza per raggiungere il capoluogo siciliano in alcuni casi sarebbero state necessarie quasi ventiquattr’ore di viaggio.
Per sapere in che stato arriveranno i ragazzi ovviamente sarà necessario attendere le gare di domani, ma treno più nave per diciotto ore, oppure pullman per un migliaio di chilometri o, ancora, voli con partenza da casa alle tre di notte non sono solitamente entusiasmanti.
L’osservazione sulle diverse e caotiche modalità di viaggio diventa indispensabile perché nel mese di aprile era stato chiarito in modo assoluto e inequivocabile che le manifestazioni regionali avrebbero dovuto rispettare le date di scadenza proprio per poter procedere alla migliore organizzazione delle trasferte. Invece vi sono stati casi nei quali le singole scuole hanno dovuto stamparsi via Internet il biglietto aereo, oppure di genitori che non avevano notizie fino a poche ore dalla partenza, a conferma di una situazione disastrosa.
Chiuderemo questo commento proprio citando alcuni esempi organizzativi di qualche anno addietro in modo da continuare ad analizzare al meglio le attenzioni che il Miur pone verso i propri studenti atleti.
Andando a verificare gli iscritti alla manifestazione di Palermo è impossibile non notare alcuni passaggi: (non citeremo alcun esempio che potrebbe essere inteso come negativo né per le Regioni né per i singoli atleti perché, in fondo, anche correre da soli resta uno sforzo per gli studenti; sforzo che il Ministero continua a non riconoscere N.d.R.):
-la distanza tra Nord e Sud, anche nell’atletica scolastica, resta abissale. Non si tratta solo di statistiche, è ovvio che la selezione tra le scuole lombarde e quelle marchigiane o molisane è numericamente diversa, ma è l’intero sistema organizzativo che fa acqua;
-se i numeri in Lombardia con 12 province permettono manifestazioni con una trentina di presenze-gara è davvero poco promozionale trovare Campionati Regionali Studenteschi con cinque scuole al via;
-è praticamente impossibile comprendere quale senso possa esserci oggi per le Rappresentative Regionali, dato che il circuito fase provinciale – regionale è più dettato dalla situazione economica che da quella tecnico scolastica;
-addirittura in qualche caso si arriva ai Campionati Nazionali dopo avere svolto una sola gara.
Per analizzare alla meglio il perché di questa critica è comunque molto utile, dal sito della Fidal, verificare gli iscritti e le prestazioni di ogni concorrente.
Di conseguenza nascono alcune domande:
-quale significato agonistico o educativo possiamo trovare quando per alcune manifestazioni abbiamo concorrenti che saltano o lanciano con misure doppie rispetto ad altri;
-quale significato agonistico o educativo possiamo trovare quando per alcune manifestazioni si è avuto un solo concorrente sia nella fase provinciale sia nella fase regionale;
-quale significato agonistico o educativo possiamo trovare verificando che una saltatrice, con la seconda misura regionale, starà a casa benché abbia ottenuto la terza misura di nazionale assoluta;
-quale significato agonistico o educativo possiamo trovare quando almeno due campioni regionali decidono di non onorare l’impegno fino in fondo e, soprattutto non presentandosi ai Nazionali, tolgono la possibilità di gareggiare a chi si è piazzato al secondo posto. C’è solo da sperare che questi possibili talenti non godano già dei benefit ministeriali per gli studenti-atleti.
Sono solo pochi esempi semplicissimi che dimostrano come anche per il 2018 il Ministero abbia inteso organizzare la Finale Nazionale di atletica più per l’apparenza che per la sostanza.
Servono gare dure, rigorose, selettive?
È una scelta legittima; il Basket College statunitense è forse l’esempio più noto al mondo; con un paio di partite sbagliate finiscono i sogni di gloria.
Qualora il Miur scegliesse una simile linea agli studenti ed agli insegnanti non resterebbe che adeguarsi, ma saprebbero fin dall’inizio dell’anno che la presenza ai campionati nazionali può diventare anche un aiuto scolastico (come appunto nel Basket NCAA).
Ovviamente per avere gare dure, rigorose, selettive bisogna anche impedire che gli studenti arrivino sul campo di gara centrifugati da quasi una giornata di viaggio.
Gare, e allenamenti, utili per la promozione sportiva.
Non può bastare una manifestazione all’anno, massimo due, per dire abbiamo avuto un milione di studenti che fanno l’atletica leggera; diventa necessario, anzi indispensabile, avere un milione di studenti che sono stati preparati per affrontare al meglio l’atletica leggera, e non solo.
In mezzo a queste divergenti ipotesi si trovano molte possibili soluzioni e prima di tutto bisogna finanziare adeguatamente le ore di preparazione.
Successivamente diventa indispensabile una pianificazione territoriale non impositiva come avevamo già denunciato nel nostro intervento Lo strano caso del Coordinatore mascherato del 16 aprile….
E poi ancora sarebbe utile fare in modo, come già sta accadendo per la Festa dello Sport di Cesenatico, quella che riguarda la scuola media, che ogni Direzione Regionale possa organizzarsi le trasferte in modo che tutti i docenti sappiano chi eventualmente chi sia responsabile del disagio.
Se infatti i Direttori Regionali ed i propri Coordinatori sono in grado di spostare centinaia di studenti per la manifestazione di primo grado immaginiamo avrebbero avuto le stesse capacità anche per un viaggio verso Palermo.
Volutamente ci fermiamo proprio perché comprendere il disagio dell’atletica obbliga in questo caso ad analizzare la situazione degli iscritti.
In realtà il lavoro complesso è stato quello di trovare i risultati dei Campionati regionali e non certo perché si sono utilizzati programmi diversi di gestione gara.
Abbiamo trovato molti sistemi da quelli molto evolutivi informaticamente a quelli più semplici; si va dai più diffusi sistemi della Fidal o di Olimpya fino ai fogli in Excel passando anche al più noto Word.
Una volta che ogni risultato viene trasformato in PDF diventa leggibile indipendentemente dal supporto tecnologico originale.
La parte stupefacente è che in troppi casi i risultati non siano reperibili sui siti delle Direzioni Regionali o degli Uffici Educazione Fisica, ma su quelli della Federazione, quasi che per l’apparato scolastico pubblicare i risultati delle gare sia un disturbo.
Ovviamente tutti i risultati, quanto meno in PDF, avrebbero dovuto comparire sul sito ministeriale dedicato allo sport, ma come sappiamo l’unica certezza è il costo dell’appalto, 350.000 euro.
Terminiamo quindi l’odierno commento con la testimonianza diretta di alcuni momenti dello sport scolastico e delle relative trasferte.
Non vi sono contenute notizie di rilevanza storica, molto più semplicemente vogliamo ricordare, descrivendolo in prima persona come il Ministero abbia avuto in passato delle squadre di lavoro eccellenti all’interno delle quali tutti portavano un contributo mentre, oggi, la distanza tra viale Trastevere e la propria periferia è diventata talmente abissale da obbligare ad una ristrutturazione completa, non dissimile da quella operata nell’immediato dopoguerra.

Qualche decennio addietro mi ero trovato da accompagnare la formazione allieve della Lombardia.
Tra il viaggio, con i treni dell’epoca, e quattro spostamenti al giorno tra Baia Domizia e lo stadio San Paolo di Napoli mi resi conto che l’ultimo pensiero, allora organizzava direttamente ed esclusivamente il Coni, era quello del benessere degli studenti.
Mai più avrei accompagnato studenti ai Nazionali!
Quando mi toccò organizzare a Desenzano nel 1993 tutte le Finali delle Superiori concordai con il Comitato, i due incaricati erano Magini e Bellucci, che i trasporti dovevano essere il meglio possibile. Va detto che in quell’edizione dei Campionati rispettarono totalmente gli accordi. Per la sola organizzazione dei viaggi il lavoro occupò almeno tre settimane.
Per la serie quando i patti sono chiari si può collaborare senza problemi!
Quando nel 1999 il gruppo guidato da Luigi Calcerano si trovò ad organizzare l’intero pacchetto alberghi e viaggi, in quel di Gubbio, confesso che l’esperienza di Massimo Magini mi tornò molto utile.
Fortunatamente riuscimmo ta rovare un’ottima collaborazione nelle Ferrovie dello Stato ed, escludendo la Sicilia e la Sardegna, fu possibile organizzare una quindicina di treni speciali. Nonostante quasi un mese di preparazione, a dimostrazione che non è un gioco far viaggiare qualche migliaio di studenti, una collega del gruppo, volendo assegnare anche le carrozze alle varie scuole, si rese conto che correvamo il rischio di lasciare a piedi ben oltre un centinaio di studenti. Dato che ero sicuro che non ci fossero errori rimediai anche una figuraccia pazzesca; perché era vero avevo dimenticato una mezza Regione.
Il Progetto Perseus non era solo una proposta organizzativa o didattica era anche un modo di lavorare!
Quando, infine, mi toccarono nuovamente le Finali a Desenzano si ripropose la possibilità dei treni speciali, ma venne anche l’idea di far viaggiare tutto il Sud in aereo sfruttando sia l’aeroporto di Verona sia i tre aeroporti lombardi.
A conti fatti riuscendo a prenotare con largo anticipo i transfer aerei non avrebbero aumentato i costi più di tanto, ma indubbiamente avremmo trattato gli studenti in modo più che degno.
Di conseguenza venne stabilito, fatto assolutamente nuovo, che la Campania, la Basilicata, Puglia, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna avrebbero utilizzato il mezzo aereo.
L’unica richiesta dell’Alitalia fu di distribuire sui vari aeroporti del mezzogiorno gli studenti in modo da non riempire troppo i voli. Va detto che il lavoro fu davvero egregio.
Nonostante l’impegno del Ministero, però, da un Provveditorato partì una sorta di rimprovero perché la scelta dell’aeroporto non era gradita. Si trattava semplicemente di una differenza di poche decine di chilometri, con un bus navetta a disposizione, ma la critica verso il rapporto Nord-Sud era lampante.
Mi resi però conto che la diffidenza era originata soprattutto da maltrattamenti pluri decennali nei confronti degli studenti meridionali. Una volta compreso che per noi non si trattava di numeri, ma di persone (era anche il frutto del lavoro della cosiddetta Banda Calcerano) il problema fu risolto; mi è rimasto però il ricordo di un episodio sintomatico di questa distanza abissale tra il Centro e la Periferia“.

La riduzione della lontananza tra Ministero e Scuole sarà ovviamente un tema centrale per il prossimo Ministro se davvero vorrà rilanciare la scuola in generale, e lo sport scolastico in particolare, per renderlo degno di un paese evoluto.
Speriamo di poterlo raccontare.

Alla prossima Silvano

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)