Lo strano caso del Coordinatore Mascherato.

E mentre il Tutor alle elementari sono pagati in ritardo Lorenzo Vendemiale informa sulla nuova “paghetta” per i collaboratori del Coni.

L’idea di oggi era di commentare una notizia, già comparsa sul Messaggero Veneto, per provare a comprendere come fosse possibile uno scivolone del genere da parte di un Comitato Regionale, ma come sempre anche la voglia di ridere viene quasi azzerata dalla realtà di tutti i giorni come vedremo più avanti.
Cominciamo con il Coordinatore Mascherato.
La vicenda viene semplicemente riproposta con la pubblicazione delle immagini fotografiche delle pagine del Messaggero Veneto del 7 marzo u.s, si trovano a fondo commento.
Vi si racconta che per utilizzare una ricerca compiuta dal professor Bardini partendo da una tesi di Scienze Motorie, della quale il Prof era relatore in Facoltà, il Comitato Olimpico Friulano ha pensato bene di taroccare anche l’immagine del docente.
Tutti i particolari in cronaca. (Come nei giornali veri……)
Senza ripercorrere la storia, che è possibile verificare dagli allegati a fondo pagina, ci si deve chiedere per quale motivo sia stato pensato di poter mascherare l’immagine senza essere scoperti.Il professor Bardini non è esattamente sconosciuto nell’ambiente sportivo friulano, è stato Assessore provinciale allo sport; è docente a Scienze Motorie; occupa l’incarico all’Ufficio Educazione Fisica (anche se oggi ha un altro nome la funzione è la stessa) e quindi diffondere una ricerca cambiandogli la faccia non poteva certamente passare inosservato per tutti i docenti di educazione fisica.
Tra l’altro le ricerche e le tesi di laurea sono di fatto pubbliche, a condizione che vengano rispettate le citazioni previste dalle varie Leggi.
Invece, ancor oggi, 16 aprile 2018, sulla pagina del Coni Friuli Venezia Giulia è pubblicata la ricerca con la fotografia immaginaria.

È ancor più sorprendente il trattamento ricevuto dal Coordinatore Mascherato perché proprio a Udine, per molto tempo, l’Ufficio Educazione Fisica ed il Comitato Olimpico locale sono stati gestiti dalla stessa persona, ci riferiamo al professor Enzo De Antoni, collega oltremodo attento e preparato.
Per far comprendere lo stupore di un simile gesto si può provare ad immaginare James Bond che esce di corsa per salire sulla sua mitica Aston Martin e, invece di salvare il mondo, deve inseguire i Vigili Urbani che gli stanno portando via la macchina.
Oppure si può, ancora una volta, immaginare, che, a tutto oggi, una grossa fetta del mondo sportivo pensi di essere completamente al di sopra delle varie norme, proprio in nome dello sport.

Non è più così.
L’avere modificato la faccia di un cittadino, ancor più grave se esiste una collaborazione con una Regione, non è fatto che può passare sotto silenzio, vuoi che l’atto sia stato compiuto da un cittadino normale, vuoi che sia stato compiuto da un Comitato Olimpico.
Di per sé l’episodio non è tale da sconvolgere gli equilibri del mondo, è però indubitabile come l’intera credibilità delle varie forme di aggiornamento del Coni friulano possano essere messe in forse, infatti, così come si riesce a modificare surrettiziamente una immagine, è altrettanto possibile modificare i risultati di qualsiasi ricerca.
Nel frattempo il Fatto Quotidiano ha informato di un tentativo del Coni Nazionale di offrire ai propri quadri periferici un rimborso forfettario mensile in luogo dei consueti i rimborsi chilometrici. In qualche regione si tratta di circa € 2000 al mese. Mentre tutta l’Italia è costantemente alle prese con gli scandali di rimborsopoli non pare proprio una brillantissima idea.
Lorenzo Vendemiale definisce “paghetta” questo nuovo “metodo di risparmio” in tempi di crisi potremmo anche definirla “mancetta“.
https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/stipendi-coni-anche-ai-capi-regionali/

Sempre Vendemiale riporta anche la notizia, in questo caso non solo lui, del desiderio del Coni di diventare il vero e proprio Ministero dello Sport e, da più parti, ritorna la nostalgia dei Giochi della Gioventù.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/12/malago-scrive-ai-suoi-dipendenti-ma-parla-alla-politica-vuole-che-il-coni-diventi-il-vero-ministero-dello-sport/4288031/

Come accade sempre in Italia ci si limita alla memorialistica e non alle analisi.
I Giochi della Gioventù sono stati indubbiamente un eccezionale motore per la diffusione dell’attività sportiva nella scuola media, ma, come abbiamo più volte ricordato, proprio il successo di quell’attività fornì l’occasione al Coni per far chiudere l’organizzazione dei Campionati Studenteschi.
Peccato che il maggior numero di futuri atleti venisse dalle scuole superiori, come giusto e logico, e che il gigantismo dei Giochi della Gioventù sia stata poi la primaria causa del progressivo calo di attività nelle scuole; infatti la priorità non era la partecipazione reale degli studenti, ma l’esternazione della forza organizzativa del Coni e delle Federazioni.
In sostanza quando il Coni tentò, e ci sta provando da oltre trent’anni, la gestione in proprio dello sport scolastico si dimenticò, e continua a dimenticare, che lo sport scolastico senza i docenti è come il motore a scoppio senza benzina: non funziona.
E così, mentre le ipotesi su come sarà lo sport del futuro continuano a sommarsi abbiamo avuto la notizia dei pagamenti in ritardo per i tutor del Progetto sport di classe.
Un collega, ovviamente precario, dall’Emilia-Romagna ha lanciato l’allarme via Social in ordine al ritardo del pagamento, quello di € 15 all’ora onnicomprensivo.
Il collega lamenta che almeno una ventina di Tutor non saranno pagati in tempo, per quanto riguarda la prima tranche del compenso, per responsabilità che non sono proprie dei docenti.
Il fatto è particolarmente grave perché, proprio nel momento in cui, secondo Lorenzo Vendemiale, si può instaurare l’abitudine alla “paghetta” i già sottopagati lavoratori non vedono liquidato il proprio compenso.
Difficile immaginare qualsiasi commento!

Per fortuna il Miur si muove!
È di questi giorni un deciso richiamo ai Coordinatori Regionali di Educazione Fisica per rispettare le date relative alle finali locali.
Il forte richiamo ricorda che qualora non venissero rispettate le date imposte dal Progetto Tecnico le rappresentative regionali non potranno partecipare alla Finale, soprattutto per quanto riguarda l’atletica leggera.
Ovviamente il rispetto dei tempi è importante ma bisogna sapere che la Finale si terrà a Palermo a fine maggio, e la data ultima locale è il 10 maggio.
Visto che esiste il già più volte citato Portale dei Campionati Studenteschi (quello costato € 350.000 e che non riporta nemmeno tutte le notizie N.d.R.) venti giorni per le iscrizioni sembrano assolutamente una enormità.
E vediamo rapidamente perché un simile deciso richiamo abbia valore zero:
-innanzitutto i referenti per il Ministero non possono che essere i Direttori Regionali e quindi ipotizzare le esclusioni da una Finale Nazionale informando i Coordinatori non ha senso;
-tutte le Direzioni, meno una, non hanno delegato alla firma i Coordinatori e questo significa che anche sotto l’aspetto formale la “catena di comando” deve essere rispettata;
-imporre, pena l’esclusione, date ultimative per gli sport all’aperto, significa non conoscere che la situazione climatica ha da sempre obbligato le province e le regioni a spostamenti continui perché, se è vero che le date vanno rispettate, è ancor più vero che va rispettata la salute dei ragazzi in caso di maltempo;
-sempre cosa buona e giusta sarebbe anche verificare i ponti conseguenti a 25 Aprile e 1 Maggio….;
-da tempo si riscontra che buona parte delle comunicazioni dalla Direzione Politiche Giovanili non è protocollata. Nessuno vuole rimpiangere l’Impero Asburgico con le sue rigide norme, ma la trasparenza obbligherebbe ad un rigore costante;
-da ultimo ci si chiede come sia possibile che per un ritardo di un paio di giorni, magari causa maltempo, una Regione non sia rappresentata quando nella Festa dello Sport in Emilia-Romagna compare il frisbee (Ultimate frisbee) che è stato inserito nelle discipline dopo la chiusura delle adesioni scolastiche al Portale.
Lo sport nazionale può ripartire solo dalla scuola.
In attesa che un Governo sia completamente attivo ricordiamo, come un mantra, che:
-lo sport non può ripartire da una riproposizione di attività importante, ma datata, come i Giochi della Gioventù;
-la riorganizzazione deve partire da una sorta di “regime commissariale scolastico” totalmente autonomo dal Coni e dalle Federazioni;
-vanno sentiti, e soprattutto ascoltati, i docenti di educazione fisica i quali devono tornare al centro dello sport scolastico;
-non basta sentire una ventina di Coordinatori, quando ci sono tutti, ai quali non è riconosciuta, per scelta ministeriale, alcuna forma di interlocuzione legalmente rilevante;
-vanno chiaramente definiti diritti e doveri di ogni insegnante e vanno stabilite corrette modalità di pagamento per il lavoro svolto fuori dall’orario di servizio obbligatorio;
-vanno definiti, in realtà ricordati perché esisterebbero già, i limiti che uno Stato moderno deve porre per il lavoro, foss’anche sportivo, extra scuola. Non bisogna mai dimenticare che per ogni doppio lavorista c’è un precario che non arriva a fine mese;
-non sono certo le invenzioni dell’ultima ora o le minacce di esclusione dalle gare che possono portare benefici.
L’autoesclusione dei docenti è già avvenuto per responsabilità del Ministero e del Coni e impietosamente lo ricordano i numeri di partecipazione ben inferiori a quelli precedenti i Campionati Studenteschi degli anni 70. Il Miur in queste ultime stagioni ha solo dato qualche colpo di grazia, soprattutto mascherando i conti e rendendosi anche ridicolo.
Invertire il decadimento morale e reale.
Tutte le notizie richiamate oggi confermano nel modo più assoluto che è indilazionabile riordinare il pacchetto sportivo nazionale e anche su questo tema chiunque potrà verificare la distanza tra teoria e prassi e ciòè le la distanza, speriamo molto breve, tra le promesse elettorali e le prossime azioni di Governo.

Alla prossima Silvano.

Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. (SilLuc. MMXVIII)