È necessaria, da subito una legge organica per lo sport a scuola (e non solo).

Non serve un piano Marshall. Primo pagare gli insegnanti.

L’affermazione sulla necessità di un Piano Marshall per la scuola pare davvero strana soprattutto da parte di un Comitato Olimpico non proprio vincente di questi tempi.
Ancor più strano è che ancora una volta il Coni si voglia occupare della Scuola quasi fosse un atto dovuto.
In ogni caso, e poi ci torneremo, se proprio si dovesse avverare l’intervento sul modello USA sarebbe il caso di affidarlo direttamente agli americani e non certo al Comitato meno vincente degli ultimi decenni.
Nei giorni precedenti alle elezioni confrontando i pareri personali con un nutrito gruppo di esperti siamo stati colpiti da alcune affermazioni attraverso le quali si arriva all’unica conclusione possibile in merito allo sport scolastico:
È indispensabile una legge organica sullo sport scolastico dalla quale emergano diritti e doveri di studenti e docenti. Nel frattempo il Coni dovrebbe occuparsi delle medaglie olimpiche“.
Per evitare qualunque fraintendimento indicheremo i nostri interlocutori come “Autorevole Personaggio” assicurando però che ognuna delle citazioni viene da conoscitori esperti, affidabili, credibili del mondo sportivo, scolastico e non.
Volutamente non assegniamo nomi in quanto dalle affermazioni, riassunte in estrema sintesi, vogliamo arrivare a comprendere perché due mondi che dovrebbero collaborare continuano ad essere così distanti tra loro.
L’Autorevole Personaggio numero Uno, al quale avevamo inviato un paio di giorni prima delle elezioni l’intero programma sportivo del Movimento Cinque Stelle, dopo la lettura ha affermato: “è il più completo programma politico sullo sport degli ultimi decenni. Raramente nel passato sono state compiute analisi così precise e rigorose su quanto serve per rilanciare lo sport“.
In effetti l’ultimo tentativo per produrre un documento programmatico evoluto, da parte della politica, è datato 1977, Conferenza nazionale dello sport del Partito Comunista Italiano poi, nel 1982, ci fu la Conferenza nazionale organizzata dal Governo e Coni che non porto a risultati. (Ministro Signorello, la gran parte delle proposte venivano dal Comitato).

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