La sperimentazione Miur Coni e Fidal era uno scherzo di Carnevale.

Le disposizioni per i tecnici federali che andranno nelle scuole sono offensive per i docenti e derisorie verso Ministero e il Comitato.

Mentre, con fatica, cercavamo di analizzare il tomo Joy of moving redatto all’interno della politica sociale ed educativa della Ferrero abbiamo visto la nota della Fidal in merito alla sperimentazione “scuole aperte”.
Tomo è il termine corretto perché oltre alle 640 pagine del libro esistono decine di filmati che ancor meglio spiegano l’insieme dei concetti teorici.
La fatica viene dal fatto che per comprendere il lavoro degli Autori e la finalità dell’opera è necessario applicarsi con la massima cura.
Non è un manuale di esercizi da prendere e copiare, e non appena possibile cercheremo di spiegarne, ammesso di essere capaci, le notevoli qualità.
Passare da un testo, che abbiamo detto, non facile alle linee guida della Fidal per la sperimentazione “scuole aperte” è come trovarsi improvvisamente dalla cima del Monte Bianco a correre su una pista di atletica calzando le pinne.
Dimenticando quindi per un momento Joy of moving vediamo le ultime novità sulla sperimentazione.
Prima di verificare le indicazioni sulle linee guida appena trasmesse ai Comitati Regionali è necessario un breve riassunto sui lavori in corso e sulle disposizioni attuali.
– Le scuole aderenti restano in numero sconosciuto. Abbiamo provato in via ufficiale ad avere il numero senza riuscirvi. Sappiamo con certezza che anche qualche Federazione e qualche Ufficio Scolastico non riescono ad avere gli elenchi completi. Già perché è successo che ci sono molti dirigenti scolastici i quali, una volta letto il bando, non hanno confermato la propria adesione, data dalla sera alla mattina, su richiesta dei vari Uffici educazione Fisica.
-Chi sono i tecnici federali che promuoveranno le discipline?
È un’altra notizia pressoché segreta, soprattutto perché non ne sono stati trovati abbastanza poiché i tecnici federali devono anche essere docenti di educazione fisica. Sostanzialmente sono pochissimi quelli che si sono messi a disposizione al punto da non poter coprire nemmeno le poche scuole aderenti.
-Quale tipo di contratto avranno questi tecnici federali?
Saranno pagati € 15 all’ora per un primo gruppo di ore mattutine, in compresenza con il docente, e per una serie di lezioni pomeridiane (otto per classe) senza alcuna presenza della Istituzione Scolastica. Inserendo anche le incombenze di registrazione e di eventuale festa dello sport si avrà un complessivo di circa un migliaio di euro.
-Qual è il fine ultimo della sperimentazione?
Trasmettere il know how federale agli insegnanti di educazione fisica, nonché fornire le basi tecniche perché i docenti possano utilizzare quanto appreso in futuro.
Tutte le indicazioni sulla sperimentazione sono peraltro reperibili on-line ed i relativi commenti sono anche su questo sito.

Trattandosi di una iniziativa che ha visto esporsi il Ministro Fedeli ed il Presidente Malagò era lecito attendersi un progetto evoluto ed ecco invece cosa troviamo nella pianificazione della Fidal.
– Programma tecnico scuole aperte allo sport.
È obbligatorio seguire passo passo il testo anche se già dalle prime righe vien voglia di smettere.
Dopo alcune indicazioni di massima l’intera progettualità viene divisa in quattro voci:
lanciare/correre;
correre/saltare;
corsa veloce;
percorso ostacoli/salti.
Il primo blocco viene così esplicitato:
Lanciare /correre: “I capofila al comando dell’insegnante lanciano un vortex e, dopo che è caduto lo vanno recuperare correndo, lo consegnano al proprio compagno e vanno in coda alla propria fila.
L’insegnante dà il comando ai secondi delle rispettive fila e così via dando la possibilità ad ogni alunno di effettuare da tre a cinque lanci. Dopo questa fase preliminare si fanno fare due lanci di cui si riprende la misura per fare questo è necessario predisporre delle fasce ogni 5 m (a 5,10, 20, 25 m…… dalla linea di lancio). Se i anche superano l’intera lunghezza della palestra si possono mettere delle ulteriori fasce sulla parete verticale ogni 2 m (in questo caso alla misurazione orizzontale si aggiunge quella verticale (25 + 2; 25 + 4; 25 + 6).”
Ammettiamo che dopo la lettura siamo rimasti perplessi.
Ultimamente tra Progetti Ministeriali e Federali non sono mancate le sorprese, ma non avremmo mai pensato ad un esercizio così importante e scientificamente rilevante come quello sopra descritto (sic!)
Prima di dare però una valutazione descriviamo anche gli altri addestramenti proposti.
correre e saltare: “si possono prevedere diverse possibilità in relazione alle abilità motorie possedute dagli alunni ed alla disponibilità di attrezzature:
salto in lungo da fermo (quattro prove di cui due misurate);
salto in lungo sul saccone del salto in alto da un attacco a 1 m/1 m 40 dal saccone, rincorsa otto 10 m dallo stacco (quattro prove di cui due misurate).”
Il terzo blocco riguarda:
Corsa veloce : sprint su 10, 15,  20, 25, o 30 m a seconda della lunghezza della palestra (tre prove di cui due cronometrate).
E da ultimo gli ostacoli/salti:
” In una metà della palestra si predispongono quattro file di 4-5 hs: la prima fila con hs al di circa 10 cm e posti la distanza di circa 5 m; la seconda con hs alti circa 25 cm e posti la distanza di circa 5,3 m; la terza con hs alti circa 40 cm e posti alla distanza di circa 5,6 m; la quarta con hs alti circa 55 cm e posti alla distanza di circa 6,00 m.
Nell’altra metà si predispone il saccone del salto in alto per permettere di effettuare una serie di salti in lungo con ricaduta sul saccone (zona stacco a 1. 00/1,40 m dal saccone-rincorsa di Massimo otto 10 m dallo stacco).”
La parte ostacoli/salti termina con la spiegazione che invita a fare un passaggio dove ci sono gli ostacoli e, tornando, uno dove ci sono i tappeti, eventualmente con una pedana e con atterraggi diversi sull’arto libero ovvero sull’arto distacco oppure con arrivo a piedi pari in accorciata o in chiusura tipo salto in lungo eccetera.
I tratti in corsivo contengono quasi tutta la parte di Programma tecnico il resto delle pagine del documento riguardano questioni di tipo organizzativo e di orario.

Si possono fare tre valutazioni l’una politica, l’altra tecnica, l’altra semiseria.
Se quelle poche pagine inviate dalla Fidal ai propri Comitati Regionali non sono frutto di un errore si tratta della peggior offesa professionale alla categoria degli Insegnanti di Educazione Fisica nella storia d’Italia.
I soprannomi sono stati molteplici dai maestri di zompi ai muscolari del sabato sera, fino a “quelli che non sanno insegnare insegnano ginnastica“.
Mai, assolutamente mai, qualcuno ha preteso di trasferire la conoscenza di uno sport attraverso quattro esercizi così banali.
L’insieme delle proposte è di gran lunga inferiore, come qualità, a quanto imparava ogni maestro nelle terze classi magistrali mezzo secolo addietro (nelle terze magistrali era prevista un’ora di teoria).
Magari, invece, si tratta di un importante verifica per vedere se gli insegnanti di educazione fisica sono ancora in grado di leggere. Ma questa è una teoria che ci viene così, estemporanea!

Oltre alla offesa personale per gli insegnanti, i quali si troverebbero sostituiti da colleghi che fanno lanciare il vortex e lo mandano a riprendere, è altrettanto grave il discredito che la Fidal riesce, in un colpo solo, a gettare sul Miur e sul Coni.
Dubitiamo infatti che Valeria Fedeli e Giovanni Malagò potessero immaginare che la sperimentazione presentata al Foro Italico diventasse una simile farsa.
Se è vero che vi sono grandi difficoltà nel reperire docenti, laureati o diplomati, i quali possano in questo momento dall’anno inserirsi nella sperimentazione, è altrettanto vero che non si può chiedere a questi giovani colleghi, ovviamente precari, di prestarsi per una sperimentazione ridicola ed inefficace, anzi inesistente.
Inoltre se spesso esiste il dubbio che il Coni voglia impossessarsi anche della gestione sportiva scolastica non si può dimenticare che, in passato, la documentazione prodotta e distribuita dal Comitato era comunque di ottimo spessore.
Basterà ricordare come la rivista Sportgiovane sia stata un riferimento importante per due decenni.
Addirittura, nonostante i costanti tentativi egemonici, proprio la rivista diretta da Sergio Gatti riportava anche le critiche all’organizzazione dello stesso Coni.

 

 

La valutazione tecnica dovrebbe concludersi con il più classico dei “non ti curar di lor, ma guarda e passa” ma, visto che quei quattro esercizi sono stati proposti, entriamo brevemente nel merito.
Verificando i risultati delle varie fasi, anche zonali, di atletica si può notare che la gran parte dei concorrenti maschi lanciano il vortex dai 40 ai 60 m mentre le ragazze si attestano, mediamente, verso i 30mt.
Ipotizzando che oltre i 25 m di una palestra si facciano segni sui muri, due metri alla volta, bisognerebbe arrivare intorno alla ventina di metri in altezza.
Ovviamente, in alternativa, si potrebbero inserire dei microchip nei vortex e calcolare, una volta raggiunta la massima altezza e conoscendo l’angolo di uscita, la gittata del lancio N.D.R .
Non sappiamo però se lo strumento già sia in commercio.
Sarebbe anche interessante conoscere i tempi medi dei ragazzi e delle ragazze di 11 anni sui 10 o sui 15 m. Diventa un problema anche la tipologia dello strumentazione. A meno che nel kit che resterà alle scuole, fornito dalla Fidal, ci siano anche fotocellule, possibilmente collegate con i blocchi di partenza.
Tralasciamo le valutazioni sugli ostacoli alti 10, 15 cm eccetera perché sono proprio quelli che la Fidal non considera omologati e omologabili, a meno che li utilizzi un tecnico federale.
Altrettanto interessante è il correre/saltare che ci propone il salto in lungo da fermo e un salto con arrivo sui tappetoni.
Il salto in lungo da fermo nella voce correre non lo avevamo davvero mai sentito; evidentemente i tempi sono cambiati!
La valutazione semiseria potrebbe far pensare che si tratti di uno scherzo di carnevale, in fondo ogni anno leggiamo di azioni burlesche qua e là per il mondo.
Dato che la Federazione di atletica vince davvero poco, da molto tempo, potrebbe entrare nel settore dello spettacolo allegro e ridanciano!
Oppure potrebbe essere un test per valutare il grado di pazienza degli insegnanti di educazione fisica; in pratica per conoscere fino a quando un docente può essere sbeffeggiato senza reagire.
Se i docenti confondessero l’Atletica Leggera con la Federazione che ne gestisce le gare potrebbero, logicamente, cessare anche la più piccola promozione collegata a questo sport.
In pratica avrebbero tutti i diritti professionali per boicottare l’atletica in ogni sua fase.
Per dirla con il Parini sarebbero “umani e non giusti”.
Invece basta anche solo verificare il numero esorbitante di studenti che ha già ultimato, o che sta ultimando, le prove di corsa campestre in tutte le province d’Italia per rendersi conto che la gran parte dei docenti continua a fare il proprio lavoro anche se, e lo abbiamo scritto più volte, le condizioni economiche e strutturali sono sempre molto problematiche.
Chi tutela docenti e studenti.
Sarebbe ovviamente lecito, a questo punto, attendersi un intervento delle Organizzazioni Sindacali e dello stesso Ministero, ma sappiamo anche in questi momenti preelettorali il futuro professionale degli insegnanti ed il futuro sportivo degli studenti non è certamente una priorità.
In realtà sappiamo come anche nei periodi non preelettorali le condizioni lavorative per i primi ed il futuro sportivo dei secondi non siano sempre ben considerati..
In cauda venenum !
Purtroppo non è finita. Infatti oltre all’insultante programma Fidal, oltre all’assenza completa di trasparenza nelle comunicazioni sul sito ministeriale nella Convenzione tra i Comitati Regionali Coni e ognuna delle scuole aderenti, è completamente scomparso il riferimento al tecnico federale che sia anche Docente di Educazione Fisica.
Mentre per l’Alfabetizzazione motoria i docenti venivano verificati, in relazione ai titoli di studio, sia dal Comitato Olimpico Regionale sia dagli Uffici scolastici nella farlocca sperimentazione questo passaggio non esiste.
Cosa può accadere se in luogo di un Laureato in Scienze Motorie o di un Diplomato Isef arriva un tecnico federale sprovvisto dei titoli più volte sbandierati nelle presentazioni?
Resterà un mistero nell’auspicabile mancanza di incidenti in palestra.
In caso di incidenti, e di eventuale intervento della Magistratura, il responsabile sarà il Capo d’istituto colpevole di aver lasciato entrare a scuola personale senza titoli.
Per i conteziosi unica sede il Foro di Roma.
Al momento le firme raccolte change.org dalla Capdi sono oltre 16.000, davvero una enormità data la specificità dell’argomento di sicuro nessuno può dire non ne sapevo nulla!
Anzi continuando di questo passo il limite tra non conoscenza e collusione è sempre più flebile.
In attesa di un nuovo Governo, che forse metterà mano anche allo sport scolastico, resta la figuraccia della Fidal, ovviamente in attesa di altre stupefacenti proposte tecniche.
Certo l’immagine è importante!
Nelle varie indicazioni progettuali non poteva mancare un appello all’ordine formale:
“il tecnico indosserà durante tutto il periodo dell’attività la felpa e la t-shirt del progetto.”

Alla prossima Silvano

-Ceterum censeo Comunatio Ludica Scholastica instituenda est. SilLuc. MMXVIII