“Scuole aperte” la sperimentazione certifica il fallimento del Comitato . Il Re Coni è nudo!

Senza insegnanti sport a scuola impossibile!!! Rimane la figuraccia assuluta della Fidal. Che potranno fare i nuovi Governanti?

La storia dell’uomo è piena di sopravvalutazioni, millanterie, inganni, finzioni tendenti a dimostrare la superiorità di una parte rispetto ad un’altra.
Nella storia dello sport nazionale è consolidata l’ipotesi che il Coni, qualora si occupasse a tappeto della scuola, attraverso le proprie società sportive, sarebbe in grado di portare il Paese ai vertici assoluti in tutte le discipline.
In realtà tutti sanno che non è così, ma è certamente comodo, e facile, accusare il Ministero di tutte le inadempienze, cullandosi nella speranza che il Coni-San Gennaro possa migliorare la situazione.
In fondo il Comitato diventa il gestore delle imprese e sportive nazionali e, per italica tradizione, difficile trovare davvero le responsabilità anche quando le cose vanno male.
Dopo ogni evento negativo, quale l’eliminazione dai Mondiali di calcio o le zero vittorie nell’Atletica, si prospetta, nell’immediato, un ricambio generale che solitamente viene omesso in pochissimo tempo.
Esistono però eventi che, pur non raccontati sulle prime pagine, diventano opinione diffusa, quale, ad esempio, la consapevolezza che oggi il Comitato non è più in grado di gestire il fenomeno sportivo nella sua interezza.

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Sport di classe altri 15 milioni dei contribuenti persi nel nulla.

E mentre , rammentandoci Menenio Agrippa, il Miur spreca con assurdi Progetti europei nasce il giallo dell'Ultimate Frisbee.

Nella lunga storia della Scuola italiana per molte generazioni di connazionali l’affetto verso il massimo Ente Educativo Nazionale non è mai stato eccessivo.
In effetti da studente si vedono i docenti come i cerberi che obbligano a studiare, a ripetere, a non giocare in classe e quant’altro.
Ultimata la scuola, magari diventando genitori e nonni, è facile impuntare agli insegnanti tutte le colpe, non le responsabilità, proprio le colpe, per gli insuccessi dei ragazzi.
È ovvio che, quando diviene necessario analizzare il funzionamento di un sistema che coinvolge una milionata di lavoratori e molti milioni di discenti, se la gran parte della critica collettiva si è esaurita avverso gli insegnanti ed i non docenti resta poco tempo per studiare l’enormità dei problemi.
La logica e ineluttabile conseguenza di un simile pensiero comune consente alla storica burocrazia ministeriale di sbizzarrirsi in un dedalo di norme che rendono inintelligibili ai più i passaggi contenuti in molte circolari, ordinanze, decreti.
Un esempio concreto della distanza tra le roboanti dichiarazioni e le effettive realizzazioni è reperibile con facilità leggendo il comunicato stampa del 9 febbraio nel quale il Ministro Fedeli annuncia lo stanziamento di 15 milioni per due ore di attività motorie in otto regioni del Mezzogiorno d’Italia. L’avviso è rivolto esclusivamente alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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Educazione fisica e sportiva verso le elezioni; istruzioni per l’uso. Parte seconda .

E venerdì il Ministro ha informato dell'ennesimo spreco con i Fondi Europei.

Il commento di oggi voleva essere il più asettico possibile per analizzare quali impegni elettorali fossero presenti nei programmi in ordine all’Educazione fisica e allo Sport Studentesco.
Invece ancora una volta da viale Trastevere si riesce ad essere stupefacenti.
Infatti è stata data notizia di pubblicazione del Bando Pon riguardanti il progetto sport di classe in otto regioni del Mezzogiorno.
Più precisamente in Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia le scuole elementari potranno accedere ad un fondo di 16 milioni di euro. la critica non viene dalla localizzazione, ma dal modello di Bando.
Questa parte la trattiamo però, dandone solo notizia, tra un paio di giorni in modo da consentire un raffronto non obnubilato dall’ultima iniziativa del Ministro Fedeli.
Quando l’11 gennaio abbiamo dato vita alla “parte prima” di una possibile buona strada dell’Educazione fisica verso le elezioni eravamo in attesa di indicazioni precise da parte dei Partiti e delle Coalizioni.
Ad Assisi, l’8 dicembre, erano state pronunciate parole abbastanza chiare in ordine alla necessità di migliorare, se non rinnovare completamente, il servizio sportivo scolastico, insieme all’intera organizzazione nazionale che ormai fa acqua da tutte le parti.

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7 febbraio 1958, l’Educazione Fisica e Sportiva compie sessant’anni e li dimostra tutti.

Più che celebrare un anniversario si devono rimpiangere le occasioni perdute. Alcuni storici documenti sono meglio delle parole.

Ufficialmente l’Educazione Fisica e Sportiva ha preso vita con la legge n. 88 del 1958, almeno se si considera il tempo dal quale una Legge dello Statosi sia fatta carico della materia.
Oggi più che inserire commenti lasceremo spazio alle immagini di alcune circolari non proprio conosciute.
Va ricordato anche che il “Servizio di educazione fisica” non si era totalmente interrotto il se non nell’immediato dopoguerra.
Infatti nel 1948 tornava ad essere al centro dell’attenzione politica, pur con tutte le attenzioni dovute alla formazione degli insegnanti, inseriti dalla dittatura come quadri del partito più che dipendenti del Ministero.

 

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La Festa di Sant’Agata a Catania con le scuole da tutta l’Italia.

Un'iniziativa sportivo e culturale da non dimenticare.

La festa di Sant’Agata, Patrona di Catania, non è solo la sfilata delle Candelore o il percorso del Fercolo nelle vie della città, per i catanesi rappresenta uno straordinario momento di identità culturale.
Quando il Ministero era alla ricerca di iniziative legate allo sport scolastico ed al territorio il Coordinatore di Educazione Fisica di Catania, il professor  Antonino Giardina, pensò di coinvolgere, all’interno della storica corsa in onore della Santa, anche scuole provenienti da tutt’Italia.
E così nacque l’idea di inserire una gara, riservata alle Medie, inizialmente una per regione, nella quale la corsa fosse solo un momento, pur agonisticamente importante, rispetto alle giornate di permanenza, sull’Isola.

 

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La sperimentazione Miur Coni e Fidal era uno scherzo di Carnevale.

Le disposizioni per i tecnici federali che andranno nelle scuole sono offensive per i docenti e derisorie verso Ministero e il Comitato.

Mentre, con fatica, cercavamo di analizzare il tomo Joy of moving redatto all’interno della politica sociale ed educativa della Ferrero abbiamo visto la nota della Fidal in merito alla sperimentazione “scuole aperte”.
Tomo è il termine corretto perché oltre alle 640 pagine del libro esistono decine di filmati che ancor meglio spiegano l’insieme dei concetti teorici.
La fatica viene dal fatto che per comprendere il lavoro degli Autori e la finalità dell’opera è necessario applicarsi con la massima cura.
Non è un manuale di esercizi da prendere e copiare, e non appena possibile cercheremo di spiegarne, ammesso di essere capaci, le notevoli qualità.
Passare da un testo, che abbiamo detto, non facile alle linee guida della Fidal per la sperimentazione “scuole aperte” è come trovarsi improvvisamente dalla cima del Monte Bianco a correre su una pista di atletica calzando le pinne.
Dimenticando quindi per un momento Joy of moving vediamo le ultime novità sulla sperimentazione.
Prima di verificare le indicazioni sulle linee guida appena trasmesse ai Comitati Regionali è necessario un breve riassunto sui lavori in corso e sulle disposizioni attuali.
– Le scuole aderenti restano in numero sconosciuto. Abbiamo provato in via ufficiale ad avere il numero senza riuscirvi. Sappiamo con certezza che anche qualche Federazione e qualche Ufficio Scolastico non riescono ad avere gli elenchi completi. Già perché è successo che ci sono molti dirigenti scolastici i quali, una volta letto il bando, non hanno confermato la propria adesione, data dalla sera alla mattina, su richiesta dei vari Uffici educazione Fisica.

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