Sky nella Giornata della Memoria manda in onda un servizio di valore assoluto !

Giornata della memoria: 1938 - Lo sport italiano contro gli ebrei

Non mi è facile scrivere queste righe, ma lo ritengo doveroso dopo aver visto il servizio di Sky : 1938- Lo sport italiano contro gli ebrei.
Non ho assistito a scene particolarmente cruente tali da destare attenzione particolare, anche perché, dopo avere visitato Buchenwald, ancor prima della caduta del Muro, l’orrore è totalmente indescrivibile e difficilmente superabile.
Ho invece notato la capacità di analisi, quasi fredda, che ha sollevato un velo su una delle molte ipocrisie che circondano lo sport italiano.
Anche il Comitato Olimpico dell’epoca riuscì a distinguersi nella terribile esecuzione delle leggi razziali.
Sky non è nuova nel ricordare le colpe delle leggi razziali nello sport; lo scorso anno Federico Buffa aveva già raccontato, prendendo spunto dal libro di Matteo Marani, l’infelice fine di Arpad Weisz.
La novità della nuova inchiesta sta nel ricordare a tutto il mondo sportivo che segue l’emittente che anche il Comitato Olimpico non fu immune da colpe, anzi, dato che il segretario del partito, Starace, era anche presidente era impensabile che lo sport non eseguisse gli ordini della Dittatura.

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Che serve per lavorare bene bene bene per i Campionati Studenteschi…

Capitolo 2 . Il costosissimo sito inutile, poco flessibile, non valido per programmare.

Un amico ci ha detto che il Capitolo 1 era decisamente autoreferenziale.
Non vero, verissimo, ma solo perché avendo vissuto, insieme a molti quel momento di quasi autonomia scolastica, riteniamo di avere anche i titoli per avanzare proposte .
Pertanto la lunga esposizione del Capitolo 1 relativa al funzionamento del sito ministeriale sullo sport scolastico non era casuale, ma voleva ricordare come la pessima abitudine della burocrazia ministeriale di cominciare da capo ogni volta, non sia utile alla Scuola, anzi dannosa per la credibilità della Istituzione Ministero.
-Trasparenza e conoscenza.
Pur tralasciando alcune facezie previste dal bando che assegnava i fondi per il nuovo portale, quale la georeferenziazione delle attività sportive, il primo compito del nuovo sito dovrebbe contemplare la facilità di accesso a tutte le informazioni del settore.
Non ci si riferisce solo alla consultazione di quanti studenti aderiscono ad una disciplina, ma all’insieme delle regole che danno vita allo sport scolastico.
L’elenco di quanto potrebbe essere utile un portale completo è talmente vasto da consentire di iniziare in ordine sparso.
-Stampa e propaganda.
Chiunque voglia giustificare gli insuccessi sportivi del proprio sport imputa alla scuola tutte le responsabilità.

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Campionati studenteschi quando il Miur lavora male, male, male e non studia la propria storia…

Capitolo 1 . Il costosissimo sito inutile, poco flessibile, valido per perdere tempo.

E di sabato il comunicato stampa del Miur nel quale si informa come alcune scuole italiane abbiano avuto un grande riconoscimento internazionale in Zero Robotics .
Triplo eureka, segno inequivocabile di una Scuola nella quale si conserva qualche residuo di studio e genialità.
Poi, visitando il sito dedicato ai Campionati Studenteschi, si ricade nella consueta tristezza, inevitabile, perché il Centro si conferma di gran lunga inferiore alla propria Periferia.
Recentemente abbiamo avuto un caso informaticamente negativo in relazione alle Graduatorie a Esaurimento (le GAE); dapprima quando non si riusciva a capire quanti fossero i docenti da assumere e, successivamente, in merito all’ormai famoso algoritmo che faceva nominare i docenti nelle province sbagliate.
In realtà non erano i computer a sbagliare ma, ben più semplicemente, erano farraginose le indicazioni date ai programmatori.
Analizzando fondo come non funziona il sito dello sport scolastico non possiamo che ipotizzare la stessa identica causa.

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Educazione fisica e sportiva verso le elezioni; istruzioni per l’uso. Parte prima.

Da Cassani nel ‘76 a Ghizzoni-Centemero la lunga strada verso l'autonomia scolastica nello sport.

Cominciano a comparire qua e là le prime indicazioni sui programmi scolastici in vista delle prossime elezioni; all’interno delle proposte si dovrebbero trovare le tracce in ordine allo sport nella scuola.
Non dovrebbe essere tema secondario, dato che riguarda 8 milioni di studenti di oggi e decine di milioni di cittadini di domani.
Se è vero, com’è vero, che sotto l’aspetto sanitario l’attività motoria è la miglior forma di prevenzione per tutto l’insieme delle malattie cardiocircolatorie, e collegati, è altrettanto vero che l’attenzione da parte di chi voglia governare il Paese per i prossimi cinque anni debba essere elevata.
Quindi inizieremo oggi con un piccolo glossario per individuare chi abbia o meno l’intenzione di occuparsi dell’argomento.
In coda, ovviamente, le ultime novità sulla terrificante sperimentazione Miur Coni che prende il nome di Scuole Aperte.
Educazione fisica nella scuola elementare.

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Il 2018 per lo sport scolastico comincia già male, ma alla fine del commento facciamo un regalo!

Il progetto Scuole aperte mostra tutti i suoi limiti. 15.000 firme già raccolte avverso l'iniziativa

(N. B. È stata rinnovata la grafica del sito speriamo di inserire tutto correttamente N.d.R.)
Nei giorni scorsi, commentando per Atleticalive il decadimento culturale odierno della Fidal, rispetto agli anni ‘80, abbiamo rilevato come la sperimentazione Miur Coni per il progetto Scuole Aperte fosse non solo impraticabile ma farlocca ed inutile.
Non era, però, immaginabile che i canoni essenziali della sperimentazione, così come previsti dalla Ministeriale numero 6141 del 20 novembre ‘17 sarebbero stati stravolti.
I punti salienti, in ordine alla scelta delle scuole, sarebbero stati:
-una scuola per provincia;
-capoluoghi di provincia;
-area-quartieri di disagio socio economico;
-presenza di strutture adeguate e disponibilità per l’attività sportiva in orario curriculare ed extra curriculare.
-I ragazzi partecipanti ai pomeriggi sportivi saranno individuati da ciascun istituto, all’inizio del percorso, sulla base di situazioni di disagio socio economico, sociale o relazionale o di altri criteri individuati dalla scuola.

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