Resistere, resistere, resistere all’ingerenza del Coni, della Federatletica, del Federginnastica come sulla linea del Piave.

Prendiamo a prestito la grande citazione del Procuratore Borrelli perché quanto sta proponendo il Coni è davvero un passo senza precedenti.
La novità assoluta riguarda la raccolta di firme sul sito Change.org, a cura di Capdi e Cism; oltre 8300 adesioni quando pubblichiamo; il numero è davvero alto. (A fine commento il link)
Non sappiamo quanti dei firmatari siano in servizio certamente il totale di oggi è pari ad oltre un terzo degli insegnanti impiegati nella scuola.
Docenti di oggi o di domano sono un esercito!
Mentre si stanno conoscendo sempre meglio le intenzioni del Comitato Olimpico, le scuole continuano non sapere nulla, ovviamente nemmeno quelle coinvolte, e il Ministero non ha ancora emanato alcuna forma di chiarimento.
E quindi stiamo descrivendo una sperimentazione che viaggia sui “si dice“, su una conferenza stampa, almeno per quanto riguarda i Presidi i quali dovrebbero essere i più informati di tutti.

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Battiam battiam le mani arriva il Direttor.

È doveroso iniziare l’annotazione odierna richiamando una canzoncina degli anni 50 perché finalmente è uscito il bando per coprire il posto vacante di Direttore Generale delle Politiche Giovanili.
Da oltre un anno la dottoressa Giovanna Boda ha infatti lasciato scoperto l’incarico per occuparsi, presso la Presidenza del Consiglio, di Pari Opportunità.
Pertanto lo scorso anno scolastico, e anche l’inizio di quello in corso, hanno visto una gestione portata avanti dai funzionari dei singoli uffici.
Più volte è stata posta la questione in ordine alla carenza nella struttura, ma, evidentemente, i Ministri che si sono succeduti non hanno ritenuto utile un nuovo bando.
Purtroppo gli ultimi mesi sono stati tra i peggiori del nuovo millennio e, certamente, l’ultimo progetto “Scuole aperte allo sport” ha toccato il fondo dal dopoguerra ad oggi.
La progressiva perdita di identità dello sport scolastico è paragonabile allo scioglimento dei ghiacciai, è stato inesorabile nell’ultima legislatura al punto che, costantemente , anche l’intero mondo sportivo si continua a richiamare il ricordo della attività del secolo scorso
Ovvio tutte le colpe alla Scuola.

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Sport a scuola; a quando il caporalato, il jobs act e magari un po’ di crumiraggio?

Il titolo di oggi è scelto, pensato, e voluto perché con il progetto “Scuole aperte allo sport” è stato superato un limite ritenuto, fino a ieri, invalicabile.
Come noto tutti il crumiraggio è quella azione che porta alcuni lavoratori a sostituire i propri colleghi scioperanti o mal pagati.
Il fatto di rimpiazzare gli insegnanti di educazione fisica, con laureati in scienze motorie provvisti anche di un brevetto di tecnico federale non è molto dissimile dal subentro verso colleghi in “agitazione sindacale”.
Infatti la gran parte dei docenti titolari non svolge attività sportiva anche perché il limite posto dal Ministero è pari a circa tre ore al mese. Pertanto se il titolare non effettua l’avviamento allo sport è pronto il sostituto.
Può sembrare eccessivo?
Non crediamo proprio perché la notizia che il tecnico federale non svolgerà i propri compiti in compresenza con l’insegnante titolare si configura esattamente come la sostituzione di un lavoratore con un altro lavoratore.
Sulla liceità dell’operazione, o sui dubbi che abbiamo, torneremo più avanti.
L’unica buona notizia di questa vicenda è che in origine oggi, 13 dicembre, avrebbe dovuto tenersi la conferenza stampa di presentazione della nuova sperimentazione. Al momento non se ne sa nulla e quindi sarebbe ottima cosa sapere se il Miur ha avuto un ravvedimento. *** Quando abbiamo scritto non v’erano comunicati in proposito. Invece l’incontro c’è stato ed ecco l’indirizzo per la verifica.

http://www.miur.gov.it/web/guest/-/presentato-al-coni-il-progetto-scuole-aperte-allo-sport-per-studentesse-e-studenti-della-secondaria-di-primo-grado

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Ad Assisi un confronto politico sullo sport, un settore da riscrivere completamente.

È molto probabile che prima delle elezioni sarà difficile ascoltare un altro dibattito come quello di Assisi del giorno 9 dicembre.
Non solo perché il padrone di casa, il Centro Sportivo Italiano è autorevolmente presente nel panorama sportivo nazionale, ma anche perché la platea dei dirigenti CSI è stata capace di ascoltare senza tifoseria, fatto quasi eccezionale di questi giorni.
Nessuno dei rappresentanti politici presenti aveva pronto, o quanto meno lo ha comunicato, il programma elettorale sullo sport, ma era possibile cogliere una attenzione diversa rispetto a qualche anno addietro..
In questo commento si cercherà quindi di cogliere dai particolari se realmente è lecito attendersi dopo le elezioni qualcosa di nuovo, con attenzione particolare alle aperture verso la Scuola.
Il Ministero dello Sport.
In esordio il Presidente Bosio ha posto il tema in modo non certo non ultimativo, se non sia il momento di dare vita ad un Dicastero intorno al quale ruotino con trasparenza le politiche sportive nazionali. L’attuale mescolanza, in casa Comitato Olimpico, tra preparazione olimpica e sport di base non può più portare a risultati concreti.

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Progetti Coni Miur, la solita COMMEDIA

Ahi sport a scuola di casino ostello, non centro di cultura ma bordello

Parafrasare i grandi della letteratura è uno dei modi attraverso i quali gli umani normali cercano di esternare le sensazioni che si trovano di fronte a notizie sorprendenti.
La due giorni che si è svolta a Roma per analizzare le metodiche relative al progetto “Sport di classe“, più noto come alfabetizzazione motoria, ed al progetto “Scuole aperte allo sport” doveva servire a dipanare una serie di questioni, non tutte semplici, ma ha lasciato, all’uscita, il centinaio di astanti ancor più dubbiosi di quanto erano prima di entrare.
Non sarà facile riuscire a spiegare quali nodi non sono stati sciolti nella riunione perché, ancora una volta, due sistemi radicalmente diversi nella propria organizzazione, quali il Ministero e il Comitato Olimpico, continuano a non comunicare in maniera corretta e quindi lanciano, soprattutto per avere qualche spazio giornalistico, iniziative destinate al fallimento sicuro.
Ovviamente siamo costretti a citare solo alcuni passaggi degli incontri, probabilmente, si spera, sufficienti a far comprendere il livello di incomunicabilità.
Quindi non ci addentreremo in un resoconto stenografico, ma coglieremo, chiudendo con qualche valutazione, gli aspetti che paiono più importanti per le attività di ogni singola scuola.

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