Sport a scuola in 10 mosse. Atletica parte due

Bozza pubblicata con Iphone pietà per gli errori sfuggiti

Per valutare le necessità prossime dell’atletica leggera sono stati ripresi molti documenti degli ultimi decenni e ripercorse una serie tappe storiche relative proprio a questo sport.
Alla fine di questa analisi inserirò alcune righe che vorranno spiegare perché sono così deciso e  rigoroso in ordine alla necessita che la scuola trovi la propria via per l’atletica leggera. Così come sarà inserito come fosse un Fil rouge il promemoria senza il quale nessuna attività sportiva potrà decollare in futuro.
Una piccola rettifica è comunque necessaria perché nel commento di un paio di giorni fa ho scritto che le variazioni tecniche sulle schede sono esclusiva delle Federazioni negli ultimi sei anni. In realtà anche nel 2005 uscirono le norme senza alcune discipline che non avevano presentato la propria programmazione.
Fatto grave, anche allora, come quello che ha prodotto un ritardo di sei mesi nell’anno scolastico appena finito.E vediamo quindi cosa può servire per un rilancio che, oggettivamente, è difficilissimo.

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Sport a scuola in 10 mosse, Atletica (parte prima).

In questa prima parte che riguarda l’atletica leggera cercherò di capire se da parte della Fidal è stato fatto tutto quanto possibile per attrarre gli studenti. In sostanza se la triplice azione di correre saltare lanciare abbia un senso assoluto o se con la nuova concorreenza la Federazione abbia troppo poco lavorato. Oppure se si sia limitata a scaricare su Viale Trastevere ogni proprio rovescio sportivo.
Per molti anni, diciamo per qualche decennio, la cartina di tornasole dello sport scolastico sono state l’atletica leggera e la pallacanestro.
Benché la pallavolo sia la disciplina più diffusa, sia perché necessita di impianti non giganteschi, sia perché basta una corda tirata per fare un campo improvvisato, parallelamente al circuito scolastico è sempre stato presente l’ambiente oratoriale. E quindi benché il volley resti l’attività che più beneficia delle ore scolastiche potrebbe avere una grande consistenza anche senza la diffusione nelle ore di educazione fisica. Ovviamente il calcio gode di una strutturazione territoriale assolutamente capillare ed i ragazzini frequentano corsi e campionati ancor prima dello svolgimento delle ore curricolari.

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Sport a scuola, rilancio in 10 mosse; certamente c’è molto da fare.

Indispensabile premessa.
Per tornare almeno all’attività quantitativa degli anni 2000 sono molte le operazioni che deve fare il Ministero.
Secondo i miei antenati austro ungarici dovrei certamente percorrere la strada logica e razionale quale quella di partire dalle basi, e cioè dalla condizione dei docenti e degli studenti.
Va detto che avendo anche un avo proveniente dal gran Ducato di Parma terra di musici e di croissant userò la fantasia e partirò dal centro.
In una ipotetica catena di comando funzionale il Ministero dovrebbe emanare linee guida intelligenti, stabilendo i criteri operativi dell’attività sportiva sapendo di avere i quadri intermedi, e cioè i Coordinatori di Educazione Fisica, in grado di essere contemporaneamente cinghia di trasmissione da e verso i colleghi insegnanti, i quali, opportunamente finanziati svolgono la propria funzione docente anche nell’attività sportiva.

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