Tra Linee Guida, beach volley e ventennio

Immaginiamo, prendendo un bel giro largo, che un Ministro dell’istruzione scriva come “il Ministero abbia rivolto la propria attenzione all’educazione fisica scolastica”… “per far tornare nella scuola una disciplina che fu indebitamente sottratta”. Immaginiamo ancora che lo stesso Ministro sostenga che sono necessari altri sforzi “insieme ad altre ponderate e razionali provvidenze” per “conseguire il fine che il Ministero stesso si propone: quello di dare all’educazione fisica scolastica il posto che le spetta nella rinnovata Scuola Italiana”.Eliminando un po’ di stile aulico e di drammaticità potrebbe sembrare una delle note, anche recenti, che da viale Trastevere arrivano in periferia.
Invece l’incipit è preso, con qualche omissis, dalla circolare del 15 settembre 1948 firmata Ministro Gonella. Ne forniamo un’immagine alla fine di questo articolo. Era uno dei primi tentativi per superare la distanza tra la scuola, l’educazione fisica, una parte dello sport e la presenza dei docenti provenienti dalla scuola della milizia. Un paio d’anni dopo ritornerà anche la possibilità di effettuare lo sport scolastico.

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Solitario e possente

ovvero uno dei motivi per cui perché si decide di insegnare ginnastica .

Nell’ormai lontanissimo 1965 ad un controllo medico si evidenziò che avevo “il soffio al cuore”. Ovviamente la prima cosa da fare era sospendere l’attività di atletica che peraltro frequentavo da pochi mesi, nella Società Atletica Chiari fondata giusto nel 1964. Io non solo ero orgoglioso di far parte di questa sorta di élite, ma pensavo che avrei potuto essere certamente un grande corridore. Nella pianura padana, di quegli anni, anche solo correre per strada faceva notizia e quindi l’idea di dover smettere era stata un colpo durissimo.

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