Seconda parte. Sportivo, Sperimentale, Promozionale le parole che nascondono l’assenza di idee nello Sport e nella Scuola.

E a fine commento qualche news e non tutte sono positive.

Dopo aver visto nella prima analisi come il termine sperimentale sia ampiamente abusato oggi vediamo in che modo il termine sportivo è diventato più moda e apparenza che mai.
Ricordiamo ancora una volta come le scuole sportive in Europa siano praticamente inesistenti; esistono istituti con orari differenziati, in particolare si hanno a che fare con la neve, esistono forme di aiuto per gli studenti impegnati nello Sport di alto livello ma esistono anche vincoli estremamente rigidi per mantenere uno status di atleta studente.
Nel Belpaese abbiamo invece un’intera casistica che iniziamo a descrivere, pur in modo sommario.
Abbiamo quindi le scuole medie a indirizzo sportivo; gli istituti “ordinari” ad indirizzo sportivo; i licei sportivi; gli studenti atleti di alto livello.
– Scuole medie a indirizzo sportivo.
Sono una relativa novità e la prima in Italia, a Tavagnacco, è nata soprattutto per dare supporto ed integrazione agli alunni.
Gradatamente le proposte sul territorio si sono moltiplicate fino ad arrivare all’idea di generalizzare l’esperienza un po’ dappertutto.
Le ore di educazione fisica in più sono consentite dalle scelte in base all’autonomia e, tradotto in modo molto superficiale, consentono di aumentare le ore di educazione fisica togliendo qualche altra materia all’interno dei vincoli previsti dalla normativa.

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Sportivo, Sperimentale, Promozionale le parole che nascondono l’assenza di idee nello Sport e nella Scuola.

Non manca solo la memoria di quanto già fatto, ma addirittura l’esperienza per non ripetere sempre le stesse “cose di pessimo gusto”. -Parte prima-

Il dibattito di questi giorni, a cominciare dalla riproposta questione della “politica fuori dallo sport”, ripropone l’uso di parole chiave che hanno soprattutto il pregio di mascherare una poderosa incapacità di programmazione sia per il lungo sia per il medio o breve periodo.
Va detto, a onor del vero, che dopo i primi titoli sparati contro la possibile intromissione dei partiti nella gestione Coni sono comparse molte, e notevoli, analisi nelle quali non solo si trovano molteplici paragoni con gli altri Stati Europei, ma si inizia anche la discussione in ordine alle modalità di spesa delle nostre organizzazioni sportive.
Contemporaneamente non sono mancati gli interventi utili a ricordare come la memoria di un movimento di massa gigantesco, come quello sportivo nazionale, non possa essere limitata solo a ricordare le medaglie o gli insuccessi ma anche, e soprattutto, debba essere utilizzata per non commettere costantemente gli stessi errori.
Indubbiamente la memoria storica del Coni e delle Federazioni è molto più ampia rispetto a quella della Scuola; ed è anche normale, visto che lo sport studentesco ha goduto di vera autonomia per brevi periodi.

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La riforma di Coni e dello Sport non può essere rimandata.

Quando il Comitato, se gli conviene, chiama a raccolta “ contro la Politica”.

Ci sono frasi o eventi che sembrano ripresentarsi sempre uguali e inducono a pensare che si è accumulata esperienza, o anche più semplicemente che l’età avanza inesorabile.
Una di queste frasi, sentita anche in questi giorni, quella che richiama l’autonomia del Coni rispetto alla Politica.
Immaginiamo che prima della presentazione della Manovra Economica sarà possibile leggere ancora molti interventi tesi a difendere la gloriosa libertà dello Sport rispetto ai politici invadenti.
Riteniamo addirittura che prossimamente sentiremo veri e propri linguaggi da Crociata; una sorta di “Dio lo vuole” talmente imperativo da far scegliere ogni cittadino se stare, senza alcuna incertezza, con i Buoni o con i Cattivi.
Prima di ricordare quali erano gli impegni programmatici, anche verso lo sport, di chi ha vinto le elezioni è il caso di raccontare qualche episodio proprio sulla difesa dello Sport dalla Politica.
Piccola incompleta sintesi storica.
Dopo la chiusura post bellica e l’arrendevolezza, se non la complicità, del Coni verso le leggi razziali la parola d’ordine fu di non consentire intromissioni dei Partiti nella nuova gestione del Comitato; in realtà, dato che si era trattato di una totale presa di potere da parte della Democrazia Cristiana, per un po’ di anni le discussioni sull’argomento erano assolutamente residuali.
Con la nascita e lo sviluppo degli Enti di Promozione Sportiva legati direttamente ai Partiti politici la frase salvifica venne rilanciata con forza assoluta.

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Scuole aperte allo sport. Una nota del Miur chiarisce che i docenti saranno sempre presenti con i tecnici federali .

Bene che gli studenti non siano soli con estranei . Quasi pronte le schede tecniche. Sperimentazione per le medie?

Con un metodo molto in voga nello scorso millennio la formula di “risposte ai quesiti” permette leggere un chiarimento essenziale nel progetto Scuole aperte allo sport.
Era peraltro quasi inevitabile, come è ovvio non solo noi abbiamo rilevato l’incongruenza; addirittura le Associazioni insegnanti che fanno capo alla Capdi avevano iniziato la raccolta di firme, esattamente in linea con la protesta dello scorso anno scolastico.
Considerata l’esperienza pluriennale della Dottoressa Boda la conclusione era oltremodo logica; il dubbio che era stato adombrato narrava come il testo forse più frutto di una gigantesca svista che di una scelta politica.
Infatti la comunicazione ai Direttori Regionali è molto stringente e recita che la sperimentazione si potrà tenere solo nelle ore curricolari.
La collaborazione sarà  frutto di una scelta scolastica e, tutto sommato, non sarà dissimile da quanto già accade anche nei Licei Sportivi.
Un esperto può collaborare con un Istituto.
Vedremo cosa accadrà prossimamente.

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Scuole Aperte e Sport di Classe. Ecco come taroccare, fantasiosamente, le norme.

Non è un abbaglio, ma una scelta egemonica del Coni che difende il proprio potere nelle scuole.

Quando raccontiamo le nostre amenità in ordine alla Visione Ginnocentrica del Mondo sappiamo perfettamente di raccontare, cercando di sorridere, qualche irrealizzabile teoria.
È invece, certamente vero, che anche attraverso lo sport, e quello scolastico in particolare, è possibile analizzare lo stato sociale di un paese.
Nei giorni scorsi abbiamo raccontato che la professione dell’insegnante di educazione fisica “esce quasi umiliata dal bando di concorso per l’ora di educazione fisica nella scuola elementare”.
Ovviamente ci siamo sbagliati e non perché teorizziamo una concezione del mondo basata sulla ginnastica, ma, più semplicemente, perché non avevamo letto, dopo “Sport di Classe” la nota ministeriale che rilancia il progetto “Scuole Aperte allo Sport”.
Siamo purtroppo abituati a vedere come nel lessico ministeriale sia sufficiente cambiare una riga per stravolgere completamente il significato di una circolare, ma cambiare l’essenza dell’insegnamento non lo avevamo ancora letto.

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Sport di Classe sempre più alla deriva. Norme contorte e sempre meno trasparenti.

La professione “ginnica” esce quasi umiliata dal nuovo bando per l’ora di educazione fisica nella scuola elementare.

La vicenda, ormai quasi decennale, dell’Insegnante di educazione fisica come supporto ai maestri elementari ha probabilmente toccato il fondo da un punto di vista normativo con l’edizione 2018-19.
Dopo avere lanciato l’iniziativa che si chiamava Alfabetizzazione Motoria, poi divenuta Progetto Sport di Classe nelle ultime stagioni il nuovo bando presenta alcune pessime novità sfuggite ad una prima lettura.
Come noto per aumentare le ore “di servizio” la soluzione fu quella di fare figurare gli insegnanti come tecnici del Coni ed usufruire dello sgravio fiscale previsto dalla normativa (allora € 7500 annui oggi € 10.000 annui).
Vista in termini di emergenza e sperimentazione, e soprattutto come norma tampone, poteva sembrare il minore dei mali.
Già nel 2013, al quarto anno, la progettazione mostrava i suoi limiti, ma nel frattempo anche varie Regioni avevano lanciato una simile iniziativa affidando il proprio denaro ai Comitati Coni in modo da risparmiare sui contributi.

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Scuola. Ginnastica e Sport nel Documento Economico del Governo.

Con l’impegno di ieri finalmente si va verso la revisione della vecchia Legge n. 88 del ‘58 e si potrà vedere il docente di Educazione fisica nella Scuola elementare.

C’è una frase importante nel Def (Documento di Economia e Finanza) approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri, non certo eclatante, ma fondamentale per poter garantire un futuro alla materia e all’attività sportiva studentesca.
Per il piccolo mondo dell’Educazione Fisica e dello Sport Scolastico è, in realtà, una vera e propria rivoluzione.
Probabilmente per la prima volta nella storia repubblicana viene ribadito, nella carta di programmazione economica del Paese, che il Governo vuole davvero inserire l’Educazione Fisica nella scuola elementare e dare valore allo sport studentesco.
Abbiamo potuto fare una verifica ed abbiamo avuto conferma di come il dicastero di Marco Bussetti abbia avanzato la proposta, che illustriamo sotto, ritenendola tra le priorità di viale Trastevere.
In più, è notizia di questi giorni, sono iniziati gli incardinamenti delle Proposte di Legge sull’Educazione motoria nel primo grado all’interno della Commissione Cultura della Camera.
Il passaggio che andiamo ad analizzare così recita:
Infine, saranno intraprese misure per assicurare agli studenti una sana e corretta educazione motoria, prevedendo in particolare l’inserimento fin dalla scuola primaria di laureati in scienze motorie e sportive e la riorganizzazione dell’attività sportiva scolastica”.

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Il Sacro Graal è tornato a casa.

La coppa contesa nel calcio femminile lombardo è stata vinta dalla scuola milanese

La vicenda del calcio femminile studentesco in Lombardia si è conclusa, dopo la ripetizione della partita, con la vittoria dell’Istituto Torno di Milano con due reti a uno nei confronti dell’istituto Sant’Elia di Cantù.
Ripercorriamo per sommi capi la vicenda:
dopo la fase a gironi vengono tirati i rigori e la vittoria è di Milano;
a seguito di verifica la Coppa viene ritirata ed assegnata a Cantù;
a seguito di ricorso il Ministero istituisce quella che noi abbiamo definito la Commissione Phantom e stabilisce la ripetizione della partita;
sul campo di Cologno al Serio il Torno Milano si aggiudica lo scontro diretto con una rete di vantaggio e, quindi, guadagna il viaggio per le finali nazionali.
È indubbio che di errori tecnici ve ne sono stati più d’uno e, in un commento precedente, era stato facile ricordare che, trattandosi di una partita scolastica, la priorità non era quella di stabilire la scuola vincitrice, ma di rispettare anche, e soprattutto, i sentimenti delle studentesse.
Infatti qualunque assegnazione, riassegnazione, ripetizione sarebbe stata considerata come un’ingiustizia da parte di una delle due squadre.
Le studentesse, dal proprio punto di vista ritenevano di essere nel giusto perché l’eventuale sanzione era frutto di un peccato originale.
Chiunque voglia leggere i proclami, perché di questo si tratta, contenuti nel progetto Valori in Rete della Federcalcio, attraverso il suo Settore Giovanile e Scolastico, trova una ridondanza di richiami all’etica, al fair play, all’inclusione e poi ancora alla collaborazione, al rispetto, alla disciplina eccetera eccetera eccetera.

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L’atletica sarà in costante declino per almeno 10 anni.

Il confronto con altre discipline e l’analisi sullo stato dell’attività è sempre più impietoso.

Per comprendere come l’atletica leggera viva ormai di impressioni molto più che di razionalità si possono raffrontare i Campionati Italiani con un paio di manifestazioni quasi contemporanee e si possono anche mettere a confronto alcune recenti notizie.
Partiamo dal tennis.
Gli US Open hanno visto la presenza di 700.000 spettatori nelle varie giornate di gara.
Per chi non conosce il tennis basti sapere che, come linee essenziali, il gioco consiste nel mandare una pallina di qua e una pallina di là rispetto a una rete alta più o meno un metro.
Vince chi manda meglio la pallina di là (dentro il campo).
Si può dire che la gara statunitense era a New York, molto più grande di Pescara, ma analizzando i dati ufficiali degli Internazionali d’Italia vediamo che si sono avuti 200 e passa mila spettatori con un incasso di oltre 11 milioni.
E la cifra ufficiale riguarda solo gli spettatori paganti, un numero enorme!
Spostiamoci sulla pallavolo.
La partita d’esordio della Nazionale al Foro Italico ha visto una vera marea umana abbarbicata sugli spalti del Foro Italico.
Per chi non conosce la pallavolo basti sapere che il gioco consiste nel mandare il pallone una volta di qua e una volta di là e vince chi manda meglio il pallone di là (dentro il campo).
Ovviamente rete più alta (2,43 m) , pallone più grande.
Le tribune quasi deserte dello stadio intitolato a Giovanni Cornacchia offrono un paragone assolutamente stridente.

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Tra corsi e corsetti il Coni di Lombardia non molla la Scuola

E laquestione calcio studentesse lombarde passa da Kafka a Totò......

(Pubblicato da i-phone. Spero senza errori)
Era nostra intenzione raccontare una favoletta relativa alla vicenda kafkiana del calcio femminile in Lombardia, ma la scoperta sui “corsi di aggiornamento” che stiamo per illustrare ha fatto perdere la voglia di scherzare.
La Scuola dello Sport lombarda ha organizzato, con inizio nei prossimi giorni, corsi di aggiornamento per i maestri elementari in tutte le province lombarde con l’esclusione di Milano e Varese. Con inizi differenziati, il primo è Lodi già al 1 settembre, il Comitato Regionale prepara questa serie di incontri il cui tema è riassunto nell’immagine che segue. Pubblichiamo Bergamo che è solo la prima in ordine alfabetico.
L’elenco completo dei corsi si trova all’indirizzo:
http://lombardia.coni.it/lombardia/scuola-regionale/corsi.html

Non stupisce che la Scuola dello Sport continui a proporre maestri elementari iniziative culturali per la scuola, anche se da un punto di vista formale il Centro studi sportivo del Comitato Olimpico non dovrebbe avere attinenze sul primo grado.

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Agli Europei la Fidal perde anche contro chi non c’è.

E invece che applaudire nuoto e ciclismo sminuisce gli altri successi azzurri.

Avete presente quel simpatico film con Bill Murray (Ground Day) nel quale l’attore rivive costantemente il Giorno della Marmotta?
Le dichiarazioni, per fortuna brevi, del post Europei sembrano seguire la stessa terribile ripetitività da tempo immemore.
Dato che l’oro e l’argento vinto nella maratona squadre non è Campionato Europeo, bensì erede della vecchia Coppa per Nazioni non solo siamo in fondo al medagliere, ma siamo rimasti dietro anche alle due “nazioni” che non dovrebbero esserci.
La prima è la Non-Russia, terra che esclusa dall’Atletica è presente in tutte le altre discipline di questo Europeo Multisport con la sigla ANA.
L’altra è Israele, sportivamente europea, ma geograficamente mediorientale, che ci supera grazie all’oro nei 10,000 della Salpeter.

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